Volantini neonazisti nelle cassette postali e in centro a Treviso: "Fatto gravissimo"
La deputata del Pd, Rachele Scarpa: "Presenterà un’interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi". Conte: "Auspichiamo che venga fatta piena chiarezza"
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TREVISO - Volantini con riferimenti a gruppi di estrema destra sono comparsi nelle scorse ore nelle cassette postali dei residenti del quartiere di Santa Bona e nella zona di piazza Duomo, in centro a Treviso. I volantini, le cui immagini hanno iniziato a circolare anche sui gruppi social cittadini, riportano simboli e riferimenti riconducibili a realtà di presunta matrice neonazista. Al centro del volantino compare un QR Code che rimanda a un canale Telegram. Il testo contenuto nel volantino si rivolge direttamente ai residenti e propone passeggiate per promuovere la sicurezza tra “italiani nativi”.
La comparsa dei volantini non è passata inosservata. Le fotografie dei fogli, condivise attraverso i social e i gruppi cittadini, sono arrivate anche all'attenzione di esponenti politici trevigiani. “La diffusione nelle cassette delle lettere di numerosi quartieri di Treviso di volantini riconducibili a un gruppo neonazista è un fatto gravissimo, che non può essere minimizzato né liquidato come una provocazione isolata”, le parole della deputata del Pd, Rachele Scarpa. “Siamo di fronte a materiale che inneggia apertamente alla supremazia razziale, diffonde odio contro le persone straniere e invita i cittadini a partecipare a presunte “passeggiate” per la difesa degli “italiani nativi”. "Parole e iniziative che evocano ronde e pratiche intimidatorie del tutto incompatibili con i valori democratici e costituzionali”, dichiara Scarpa annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Con l’interrogazione chiederò al ministro se sia a conoscenza di quanto avvenuto a Treviso, quali accertamenti siano stati avviati per identificare i responsabili e verificare l’estensione della rete e quali iniziative intenda adottare per prevenire manifestazioni, ronde o altre attività che possano trasformarsi in intimidazioni e mettere a rischio la sicurezza delle persone. Chiederò inoltre che venga prestata la massima attenzione ai canali digitali utilizzati per diffondere propaganda neonazista e reclutare nuovi aderenti, naturalmente nel pieno rispetto delle competenze dell’autorità giudiziaria”.
“Quello che è accaduto a Treviso non è un episodio isolato da derubricare a bravata. È un segnale che va preso sul serio, con la stessa attenzione con cui affrontiamo ogni altra forma di violenza sul lavoro e nella società. Il neonazismo oggi non ha più bisogno di piazze e sedi fisiche: si organizza attraverso QR-code, canali Telegram, reti digitali che si ricompongono più velocemente di quanto le istituzioni riescano a mapparle. Questo cambia le regole del contrasto - interviene la segretaria generale della Cgil Treviso, Sara Pasqualin- Non basta più la vigilanza sul territorio, serve un lavoro culturale quotidiano, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, per disinnescare certe narrazioni prima ancora che attecchiscano. C'è poi una contraddizione che va detta con chiarezza. Chi oggi ha vent'anni ed è affascinato da questi proclami di 'purezza' è cresciuto in classi, palestre, gruppi e posti di lavoro multiculturali. La convivenza non è un'ipotesi astratta per le nuove generazioni, è la loro normalità quotidiana. Chi prova a vendere l'idea di un ritorno a un'identità 'pura' sta vendendo qualcosa che semplicemente non esiste più, e non è mai esistito nella forma in cui la raccontano”.
Anche il sindaco Mario Conte ha condannato l’episodio: “Si tratta di messaggi e richiami che appartengono a pagine della storia che non vogliamo certo rivedere e che non possono trovare spazio nella nostra comunità. Treviso ha sempre dimostrato di riconoscersi nei valori del rispetto e del dialogo e sono certo che continuerà a farlo. Auspichiamo che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e che i responsabili della diffusione di questi volantini possano essere individuati”.
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