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27 novembre 2021

Hanno chiuso Facebook?

Categoria: Notizie e politica - Tags: L'Unità, facebook, Gramsci, Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia

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Emanuela Da Ros | commenti | (38)

Mentre tutti stavano a parlare del tempo (c'ero anch'io: riflettevo che per me è una fortuna che il cambio dell'armadio segua il mio ciclo umorale piuttosto che quello stagionale, così - nel caos che mi distingue - ho a disposizione sia il bikini che il dolcevita di lanetta), hanno chiuso l'Unità.

Il soggetto-sottinteso non so qualificarlo bene, ma il fatto è questo.

Due giorni fa, il quotidiano storicissimo fondato da Antonio Gramsci nel 1924 (ci pensate che aveva 90 anni? e se li portava bene quanto quelli di un presidente della repubblica?), è uscito in edicola per l'ultima volta.

 

Comunque non se n'è accorto quasi nessuno. Di sicuro non se n'è accorto  mio figlio. O gli amici facebookiani.

Ha chiuso l'Unità? e allora? Reazioni zero. Come se avesse chiuso l'ortofrutta all'angolo.

Pensate che sarebbe successo invece se fosse stato chiuso Facebook! La reazione sarebbe stata una sollevazione planetaria.

 

Nella Grammatica della fantasia, Gianni Rodari suggerisce un gioco di scrittura creativa. Invita i bambini a elaborare un testo che risponda a un interrogativo pseudo-paradossale del tipo: Che succederebbe nel mondo se improvvisamente sparisse il denaro?

Ecco, pensate di far scrivere ai ragazzi un testo che avesse come titolo: Che succederebbe nel mondo se improvvisamente sparisse Facebook?

Uhm, lo so anch'io. Non scriverebbero nulla perché non troverebbero la facciapiattaforma. Ma s'incazzerebbero a morte. Almeno per un po'. Poi, mugugnando, si metterebbeo a twittare. Panta rei.

 

Il fatto che l'Unità abbia chiuso resta una notizia-tappezzeria. Anche se fa riflettere. Perché se un colosso massmediatico va in pensione (almeno nella sua edizione cartacea), vuol dire che davvero è finita un'epoca (e non parlo del settimanale).

Eh, già: se Gramsci avesse immaginato l'arcobaleno tecnologico che si profilava all'orizzonte del secolo successivo, anziché un quotidiano di informazione avrebbe creato un socialist network, aggiornandolo con un vecchio slogan: Facebookiani di tutto il mondo unitevi.

Ok, ok. Ho scritto un'amenità. Ma sono parzialmente scusata: qui... piove! Governo Renzi.



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Usufruisco di questo spazio per una comunicazione tecnica ai frequentatori di OT. In molti mi hanno domandato come togliere quei fastidiosi banner che si aprono automaticamente ogni volta che ci si collega sul sito di OT.
Niente di più semplice.
Se si utilizza come browser Firefox basta scaricare un'applicazione aggiuntiva gratuita denominata Adblock Plus
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/adblock-plus/
Sicura e veloce si scarica in un attimo e non richiede neppure il riavvio.
Se qualcuno usa altri browser basta che me lo domandi e gli fornirò le istruzioni su come fareper eliminare i banner.

Per quello che riguarda il giornale l'Unità oramai faceva meno vendite de "Il Quindicinale". Una fine quindi preannunciata da anni.

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Sig. Politicamente scorretto devo dire che questo suo commento è in linea con il suo nik. Le faccio presente che OggiTreviso, a differenza di alcuni altri organi di informazione locale, non vive grazie ai finanziamenti pubblici. Il contribuente non spende nulla per OggiTreviso.

Il giornale si finannzia attraverso i ricavi dei Banner. In questo modo riusciamo ad offrire un servizio completamente gratuito.

In altre parole lei può leggere OggiTreviso e fare i suoi commenti perchè qualcuno vede e clicca i nostri banner.

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Mi scuso per la digressione nostangica ai tempi dell'Unità. Sono sorpreso come Scorretto e Bastanzetti intendono "monetizzare" la cultura e la storia di questo Paese. Certo, l'Unità aveva debiti, ma anche il Pronto Soccorso ha una valanga di debiti. Anche scuola e università agiscono in netto passivo economico. Ottimo invece il Bilancio di "Chi" e "Famiglia Cristiana". Ho visto la sede di Famiglia Cristiano e convinto di trovare suore e preti in realtà... di quelle gnoccolone... :-) Il Giorno, ha finanziamenti misti Stato-CEI.

L'Unità era l'esortazione di Togliatti, che Bastanzetti non ha mai fatta propria, all'unità della sinistra. Togliatti capì che l'unica carta della sinistra era l'unità ("i distinguo si fanno nei salotti e non nelle fabbriche"). Cosa faccia Tsipras con un seggio litigioso in Europa non la sa nessuno.

Infine. Preferisco la pubblicità di Oggi Treviso che testate in cui dietro ci sono, come in alcuni casi di RCS, cordate di dubbi imprenditori Massoni. Su Oggi Treviso c'è la ditta che vuole vendere un prodotto, sul Corriere non si capisce a chi stiano tirando la volata.

Dietro la Repubblica c'è la CIR di De Benedetti, imprenditore che ha capito insieme a Scalfari che fa più soldi a dire male di Berlusconi. Scalfari, miliardario, prima indica la salvezza dell'Italia in Monti, poi in Letta adesso in Renzi -ma qualche critica va sempre fatta per "obiettività" così se Renzi fa disastri, Scalfari se ne esce col solito "come avevo preannunciato proprio sulle colonne di questo giornale...".

Insomma, meglio un Pop-Up chiaro e definito di un'azienda che "il compagno Ricucci" di D'Alema.

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Scorretto, mi sorprende che con la sua logica al laser remi contro il giornale che ci ospita :-) Bordata o gaffe?

Con l'Unità se ne va un pezzo della mia gioventù, cioè quando la domenica vendevo, porta-a-porta, l'Unità. Immancabile la vendita massiva quando c'era l'estratto del CC (Comitato Centrale) con gli interventi sulla classe operaia di Giorgio Napolitano: lui si è riciclato il giornale no.

Mio cliente abituale era un prete, don Emilio Strada. Insegnava Latino al Pio X. Viveva con una perpetua maggiorata, Santina, che di tanto in tanto gli versava "un bicchiere di quel buono" (A.M.).

Un pomeriggio lo vidi sulle scale piangere. Gli chiesi cosa fosse successo. Decisi di portarlo in hospedale. Poco dopo morì di tumore alla prostata. La perpetua mise in vendita la casa e col ricavato scappò a Verona con un autista della famiglia Chiari (Chiari & Forti). Era un "prete operaio" come si diceva una volta. Non amava la televisione e le Fiere come don Gallo, ma il suo "dissidio interiore" l'ha vissuto nella solitudine sino alla morte. Nemmeno Santina, venni sapere, gli fu vicino nel momento del trapasso.

Circa 3 anni dopo, venni raggiunto da una telefonata. "Pronto" -dissi. "Buongiorno signor Marangon... sono la figlia di don Emilio" -disse una voce sui 40 dallo spiccato accento romano. (Continua) (?).

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Caro Mario, continua...

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Nessuna bordata o gaffe solo informazione. Se poi a qualcuno piacciono i banner sono liberi di guardarseli. In ogni caso non sto di sicuro rivelando dei segreti da hacker, sono tutte cose che si trovano facilmente su internet.

A proposito che ha detto la figlia del prete?

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Anche perché un popup su *ogni pagine* è pure troppo, su tutte le pagine ci sono gli ad, e in più anche il popup? Con quello poi delle erbe lassative che fa partire pure l'audio.
Io dico che con il tempo la gente si stufa e il bacino di utenti diminuisce per colpa delle troppa pubblicità, se poi non succede è l'ennesima prova di quanto siano pistole le persone.

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Vogliamo poi parlare dei "rischi"connessi a questi popup? Rallentano la navigazione sul web, rallentano le prestazioni del computer, a volte bloccano Windows.
A me è successo su un grande sito meteo di cliccare per sbaglio sul popup e trovarmi abbonato a un servizio di oroscopi e cavolate del genere al costo di 5 euro la settimana. Fortunatamente me ne sono accorto dopo poco e non mi hanno succhiato soldi ma conosco un'infinità di persone a cui hanno portato via anche 50 euro solo per un click sbagliato.
Questo non dipende assolutamente da chi gestisce il sito o dal sito stesso ma da quelle società che forniscono la pubblicità.
Un bel servizio giornalistico delle Iene dello scorso inverno fa luce sulle pericolosità delle finestre popup ed il filmato è ancora disponibile sul sito web delle Iene
Saluti

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Fui colto da confusione mentale e non riuscii a mettere a fuoco. Don Emilio mi aveva taciuto per due anni, nelle nostre discussioni domenicali io con l'Unità e lui con l'Osservatore Romano di essere padre?
"Come no... E io sono Godzilla -reagii con una battuta fuori luogo.
"Mi creda Marangon... Non sto cercando soldi o eredità anche perché so già che il babbo ha lasciato la casa a Santina" -disse la signora.
Santina? Come faceva a sapere di Santina? Forse era davvero la figlia.
"Il papà era di Trento e andava ogni anno in ferie sul Lago di Caldonazzo. La mamma è di Roma e si sono conosciuti decenni fa mentre il papà era lì per una missione apostolica" -continuò la signora. Aggiunse altri particolari, a dire il vero assai scarni, ma tanto bastò a convincermi della reale filiazione. Stabilimmo un incontro. Il giorno dopo vidi la signora. Bassa di statura, fianchi larghi su cui poggiavano un corpo esile e spalle strette. Aveva i capelli corti e di un biondino naturale, improponibile, che su alcune striature viravano sul bianco. Parevano fili di Canapa. Pantaloni bianchi e una camicetta azzurra. In auto con lei il classico romano "borgataro" che immaginai essere il suo compagno.
"Sono qui solo poche ore perché volevo ringraziare chi si è preso cura di mio padre.Chi si è occupato di lui?" -chiese la signora.
"Non so bene... Non ricordo... Credo don Tarcisio, il prete della Parrocchia, e la sua inqulina, signora Irma" risposi con la lingua impastata e secca.
"Irma... Irma... La signora con la Poliomielite e una gamba amputata che cammina con una protesi di legno sotto le gonne?" -chiese.
"Sì... sì... E' una buiona donna e mi risulta che spesso gli chiamasse il Taxi per andare in ospedale" -le risposi con energia per tentare di nascondere una vita e una morte di totale solitudine. Subito dopo averle risposto realizzai che solo i disperati vanno in ospedale in Taxi e una piccola borsa con dentro dentifricio e spazzolino.
"Anche mia mamma ha la Poliomielite" -replicò la donna. (Continua).

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Aggiungerò di più, l'add-on offerto da adblock rimuove anche le pubblicità su youtube permettendo di andare direttamente al video.

Allego il link per gli utenti chrome:
https://chrome.google.com/webstore/detail/adblock/gighmmpiobklfepjocnamgkkbiglidom?hl=it

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Sulla chiusura dell'Unità sia in rete che sulla stampa vi sono delle riflessioni. Si tratta sempre della fine di una voce con una storia e di un problema di occupazione. Riporto un articolo di Massimo Mucchetti che può contribuire al dibattito.

(Sono d' accordo sui banner che permettono la diffusione di Oggi Treviso un buon giornale on line che informa sulla Marca e non solo.)

SULL’UNITA’.
di Massimo Mucchetti. 31.07.2014

Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci era stato pensato per informare ed educare un partito di massa, il Pci, con i suoi due milioni di iscritti, e offrire alla leadership comunista una tribuna e un mezzo, all’occorrenza, di contro informazione. Per un partito forte, ma distante dal potere reale dell’economia, “l’Unita’” ha a lungo costituito uno strumento di importanza cruciale, i cui costi, sempre esorbitanti rispetto ai ricavi, rappresentavano a pieno titolo un costo della politica, come tale sempre sopportabile e finanziabile attraverso le risorse procurate dalla militanza e, non dimentichiamolo, dall’Unione sovietica. Questo schema, che fondava la necessità dell’”Unità’”, e’ entrato in crisi negli anni Settanta quando Enrico Berlinguer scelse il “Corriere” per la celebre intervista sulla NATO, con la quale prendeva le distanze dal Patto di Varsavia, e con la lottizzazione della Rai, grazie alla quale il Pci acquisì un forte radicamento nella terza rete e non solo.
Nel mezzo secolo successivo, il mondo occidentale chiuso della golden age si è aperto alla globalizzazione, ha generato la crisi della classe media e, come sostiene Guido Rossi, ha ridotto da ultimo anche gli spazi della democrazia e del diritto, mentre il sistema dei media cambiava piattaforme tecnologiche per effetto della tv commerciale, della pay tv, delle radio libere e, più tardi, dei social media e orientamenti culturali in seguito al ’68. Ebbene, in questa trasformazione universale, che in Italia ha messo alla frusta anche i “giornali dei padroni”, secondo la definizione del senatore Ugo Sposetti (nel 2003 salvatore de “l’Unita’” con l’aiuto del banchiere Cesare Geronzi, benefattore anche del “Manifesto”), ebbene in questa trasformazione il giornale fondato da Gramsci non ha mai reciso davvero il suo cordone ombelicale con il partito.
Ogni leader ha sempre nutrito la preoccupazione di non subire le pugnalate del leader precedente che aveva i suoi supporter tra i redattori. E, alla fine, questa pur comprensibile esigenza ha determinato sul piano industriale la difesa dell’esistente, la prevalenza dell’edizione cartacea prodotta da una redazione tradizionale ma sempre più povera di mezzi su più moderne forme di comunicazione on line nelle quali la conquista del fatturato passasse dalla mera informazione all’offerta di una gamma assai più articolata di servizi rivolta non più soltanto alla vecchia base sempre meno numerosa e sempre peggio distribuita lungo la penisola, ma anche all’universo che guarda al Pd o che, semplicemente, si interessa di questioni generali avendo una certa impostazione culturale e, non di rado, una propria capacità di generare notizie e commenti.
Ormai da anni “l’Unita’” attira investitori privati allo scopo di integrare il finanziamento pubblico e le sempre più scarse contribuzioni del partito nella copertura delle perdite di gestione dell’editrice. Investitori variamente legati alle leadership prima del Ds e poi del Pd che si succedono nel tempo. E’ ora possibile che, per sostenere il giornale, il presidente del Consiglio eserciti un’attrazione fatale su qualche industriale, commerciante o finanziere. Dopo “l’Unita’” dalemiana, veltroniana, bersaniana, lettiana, avremo infine un’” Unità’” renziana? Non lo so, ma sarebbe comunque una testata zoppa. Il premier segretario può ben pensare che il giornale tradizionale, con una tradizionale esposizione in line, non serva più, che sia un lusso non più adatto alla attuale penuria di mezzi.
Il segretario può salvare il brand per rilanciare le feste di partito e, chissà, unificare “l’Unita’” ed “Europa”, altra testata di area Pd a diffusione ancor più ridotta. Ora, se la redazione e’ convinta di avere un progetto adeguato ai tempi, capace di parlare al Paese, e dunque di avere un mercato reale e un equilibrio economico in prospettiva, se così stanno le cose, e’ arrivato il momento che i giornalisti de “l’Unita’” prendano nelle loro mani il destino proprio e quello del giornale costituendo una cooperativa alla quale il partito potrebbe dare la testata in affitto a costo zero. Sarebbe h dura, ma non impossibile, se la cognizione del dolore che viene da una crisi vissuta in prima persona avrà l’effetto di liberare le menti dalla subalternità all’idea che i giornali debbano per forza avere un padrone, fosse pure un partito, fosse pure il Pd, e non cercarsi una strada come public company in forma cooperativa o in forma di società per azioni.

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Politicamente Scorretto fa parte della categoria degli scrocconi. Usa a piene mani del servizio di informazione, frutto del lavoro altrui, e non solo non paga nulla per questo servizio (come nessuno di noi) ma vuole addirittura sabotarne i proventi che lo mantengono in vita.

Scroccone e sabotatore. Se non ti va il sistema puoi informarti altrove oppure provare a farti un giornale tuo.

Se te se bòn de farlo.

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Sabotare? Quelle che spiego sono azioni del tutto LEGALI che uno se vuole si fa sul suo computer.Io non saboto nessuno!
Lei invece usa il mezzo di informazione tutti i giorni per i suoi fini prettamente personali.
Vogliamo parlare dei consigli di quartiere? Non manca in ogni suo commento il richiamo ai consigli di quartiere perchè vuole a tutti i costi una carega all'interno di essi.
Per una volta che divulgo un'informazione perchè subissato da richieste mi dà dello scroccone quando lei abusa di questo giornale on line da anni.
Se lo fa lei va bene. Se lo faccio io no! Mi spiega come mai?
Questo suo comportamento arrogante proprio non mi piace, se non le va quello che scrivo può benissimo fare a meno di leggermi o andare in qualche altro giornale ad informarsi!
Le regole NON LE DETTA LEI!!!!!!

In ogni caso c'è una bella differenza fra me e lei: lei non perde occasione per offendere dandomi dello scroccone, mentre io che potrei usare i peggiori epiteti verso di lei dopo quello che mi ha scritto contro non lo faccio. Differente signorilità nonostante lo scorretto sia io!

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Io chiedo i Consigli di Quartiere per conseguire i miei fini personali? infatti ci guadagno i miliardi coi Consigli di Quartiere, io! sei RI DI CO LO oltreché Scorretto!

Io scrivo su oggitreviso, a viso aperto, perchè è rimasto uno dei pochissimi mezzi attraverso i quali un semplice cittadino può direttamente partecipare al dibattito sulla vita amministrativa.

Tu vuol (legalmente...) sabotare anche questo mezzo; facendo capire agli inserzionisti che i loro messaggi promozionali non vengono letti. Se gli inserzionisti non pagano, il giornale chiude.

Si tenga pure quella che ritiene essere la sua "signorilità" che io son contento di tenermi la mia ed il mio senso civico.

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Io invece non posso scrivere su OggiTreviso perché vengo insultato e accusato di sabotaggi.
Ho capito che lei è un collaboratore di OT l'unica mia curiosità è sapere quanto viene pagato per movimentare i blog e per attaccare esponenti politici cittadini siano essi della Lega del PD o di qualsiasi altro movimento.
Chissà perché alcuni possono farsi un blog, pubblicizzare eventi,libri e filmati solo perché sono "controcorrente" mentre io vengo insultato e accusato di essere un sabotatore solo perché una volta (e dico una) mi sono permesso di dare un'informazione di pubblica utilità.
Se il giornale on line vuole cancellare il mio commento è liberissimo di farlo non serve che mi aizzi contro il suo cane da guardia, il terribilissimo Sig. Bastanzetti.
Lei è un maestro nel fare trollismo e nel rigirare le frittate ma le ho già detto più di una volta che con me non attacca. Il suo scopo è quello di non farmi più scrivere su OT. Bene! Ha ottenuto il risultato opposto!

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Poverino, il Politicamente Calimero fa pure la vittima; si lamenta "perché tutti ce l'hanno con lui perché è piccolo e nero-è un'ingiustizia però!"
E per fortuna che il ragazzo qui sopra è uno che non insulta! mi dà del " cane da guardia al soldo di OT" e del " troll rigiratore di frittate"! ma qualche falsità un pochino più mordace su di me non riesci proprio a tirarla fuori?

A me interessa una cosa. Che OT continui a vivere, ad informare e soprattutto a lasciar parlare liberamente le persone (cosa che nessun altra testata locale fa, almeno in tale e tanta misura). Meglio se i commentatori si firmano, se non insultano, se non scrivono falsità in mala fede. Più sono e più si sforzano di essere correti, più il dibattito si fa interessante.

Talora gli articoli non paiono ineccepibili. Ma chi vi dedica tempo e lavoro merita magari collaborazione, un sostegno, non il tuo ingrato tentativo di azzopparli.

Esortando al sabotaggio di OT hai fatto un errore. Forse neppur con cattiveria ma solo per vaità, per far vedere quanto bravo sei a gestire il web. Spero nessuno ascolti i tuoi cattivi consigli.
PS: oggi sole al mare, ocio a non brusàrte le ciape col to famoso tanga!

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Chiudiamola qui.
Oggi è una bruttissima giornata.
E non parlo della situazione meteorologica.

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Ah..circa la chiusura dell'Unità.

Non ho alcuna simpatia per i giornali di partito (qualsiasi partito) che sopravivono solo grazie agli aiuti di stato, cioé ai soldi dei contribuenti

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La partita non e' ancora definitivamente chiusa. Molto dipenderà dal PD e da Renzi. Sergio Staino in una recente intervista lo ha invitato ( Renzi) a fare una cosa di sinistra ed e' probabile che questi stia pensando ad una mossa che lo riconcili con alcune componenti del partito. Inoltre c' e' anche la possibilità di una cooperativa dei dipendenti che coinvolga i lettori. C' e' l' esempio del Manifesto che sta funzionando. Personalmente sono perché l' Unita' non muoia per alcune ragioni: l' occupazione del personale che vi lavora, andrebbe pur persa una voce, non saprei dove guardare/leggere le vignette di Staino.

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Magari Staino venderà le sue vignette a "Il Giornale".
Per la pagnotta questo e altro.

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Sergio Staino per le sue capacita' di critico vignettista sicuramente continuerà la sua attività.

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Non ho nessun commento per la chiusura de l'Unità (cioè non me ne importa, come non mi importerebbe se chiudesse il Corriere della Sera o qualsiasi altro giornale che, per inciso, tutti sono o di partito o hanno i loro referenti di partito al solo scopo di continuare ad avere sovvenzioni pubbliche, cioè soldi dai cittadini). Mi può dispiacere per chi vi lavora.... ma non più che se chiudesse l'ortofrutta all'angolo! Nel senso che non credo valga di più un dipendente di un giornale (ancorché "storico".... nel senso di superato) che un qualsiasi altro dipendente (o non-dipendente che perde il lavoro). I giornali li vorrei senza sovvenzioni, che camminino con le loro gambe, non che siano vincolati da partiti o industriali di altri settori. Ritengo che un giornale ben fatto possa avere un giusto guadagno anche senza sovvenzioni (certo che se un direttore si prende milioni di euro....)

Sulla diatriba Politicamente Scorretto / Bastanzetti riguardo pop-up e advertising credo che la verità stia nel mezzo: sicuramente gli inserzionisti garantiscono la possibilità di usufruire gratuitamente di questo spazio, è però anche vero che se banner e pop-up sono troppi il fastidio è innegabile; quindi chi si sente oppresso da tale fastidio ha tutto il diritto di evitarlo (e anche di comunicare che è possibile farlo per chi non ha molta dimestichezza con le possibilità offerte da applicazioni o software). Sta all'editore, a OT, determinare la quantità "giusta" di pubblicità da far "sopportare" (è nel suo interesse e in quello degli inserzionisti che sia limitata ad una dose non fastidiosa, tale che "non costringa" l'utente ad usare legittime contromisure.

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Per il saggio cerchiobottista Libero il problema pubblicità si basa sul concetto di “dose giusta e sopportabile”. Peccato che “giusta” e “sopportabile” siano due criteri soggettivi.

Criterio oggettivo è invece: “la quantità di pubblicità che permette al giornale di sopravvivere”..
Non credo la Redazione si diverta ad inserire più spot che può. Credo faccia già il possibile per razionarli.
Esortare pertanto, scorrettamente, a SABOTARE gli inserzionisti mi ricorda quel marito che, per far dispetto alla moglie, si taglia i gioiellini…anzi, che vuol tagliare pure quelli degli altri. Visto che se chiude il giornale i danneggiati sarebbero tutti i suoi lettori.

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dannazione, avevo dimenticato la versione per internet explorer:

https://adblockplus.org/en/internet-explorer

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Ritengo ingenuo pensare che "la quantità di pubblicità che permette al giornale di sopravvivere" sia un concetto oggettivo; dipende dalla gestione, dal numero di contatti, dai costi diretti e indiretti, dalla eventuale soglia di guadagno desiderato, ecc. ecc. (credo noioso dilungarmi in disquisizioni di economia aziendale). Quindi se possibile è un concetto ancor meno oggettivo e misurabile della "dose sopportabile".
Ciò detto, se questo è il motivo che dovrebbe condurre all'evirazione ormai saremmo estinti da molto tempo.

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Ma tesoro mio è logico che per te, che pontifichi dal tuo anonimo osservatorio esterno, quello possa parere un criterio soggettivo.

E' invece oggettivo al 100% per chi il giornale lo dirige e sa con precisione quante sono le spese che deve ammortizzare.

PS: sulle iinterpretazione delle metafore ti trovo, pure, un po' scarsino...

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Caro Bastanzetti (mi permetta questa confidenza perché solitamente, anche se non proprio sempre, trovo i suoi post interessanti), mi spiace contraddirla ma la gestione di un'azienda, nonostante apparenze e credenze, non segue regole matematiche se non altro perché condizionata dagli umani che la gestiscono che in quanto tali posseggono grandi doni e anche grandi difetti.
In ogni caso tutto è molto opinabile (come sempre e.... per fortuna! Altrimenti... che noia.)
Riguardo le metafore, forse sono un po' giù di esercizio ma nel caso specifico non mi sembrava così male.

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Come dimostra il soprastante pocoads, di gente rigorosamente anonima pronta a sabotare un giornale libero (e che fa concorrenza...) ne salta subito fuori.

Avvoltoi.

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La finisca di scrivere cazzate. Nessuno sta sabotando il giornale.

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Se Scorretto va bene (il nome l'hai scelto tu!) , Scroccone e Sabotatore vengono di conseguenza...

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Quando Politicamente Scorretto afferma che Michele Bastanzetti scriva cazzate mi trova d' accordo e credo di non essere il solo.
Premesso che a mio avviso i banners di Oggi Treviso disturbano poco, l' indicazione ha valore generale ed in alcuni casi puo' essere utile. inoltre Firefox e Adblock Plus sono abbastanza conosciuti.

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Come scritto in un commento precedente non ho rivelato nessun segreto informatico. Adblock Plus è molto conosciuto e non sono stato io ad inventarlo. Quindi quando il Sig. Bastanzetti mi dà del sabotatore scrive una delle sue famose ed impareggiabili cazzate!

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Che personaggi impareggiabili! il Sig francescocecchini che si atteggia a giudice degli scritti altrui è lo stesso che , per le molestanti fesserie che scrive, si è beccato una querela dalla Preg.ma On. Laura Puppato ed è in attesa di giudizio. Dovrà rinunciare alle ferie per pagarsi i due avvocati...

Il Politicamente Scorretto, causa le insolazioni subite a Iesolo e relativa ustione alle chiappe causa abuso di tanga, non riesce ancora a focalizzare il problema. Non gli si imputa di aver rivelato segreti di stato ma di indurre pubblicamente i lettori a sabotare gli inserzionisti di Oggitreviso e quindi il giornale stesso.



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Che Bastanzetti scriva cazzate non e' solo pensiero di Politicamente Scorretto, ma anche di Capitan Nemo,di pierodeola ed di altri. Opinioni diverse in genere, ma unita' di giudizio su Bastanzetti. Mi unisco anch' io al gruppo. Cmunque sono grato a Bastanzetti che mi ha permesso e permette anche qui di chiarire il mio punto di vista su Puppato.

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SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
“ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”
Sono stato denunciato da Puppato per averla diffamata con calunnie, il processo inizierà il 17 ottobre prossimo.
La mia non è diffamazione personale, ma critica a comportamenti politici della senatrice Puppato, diffusa con i mezzi a disposizione di un cittadino. giornali online, social network, emails etc.,etc.. Ho aumentato la diffusione dopo che Puppato mi ha inviato a casa due volte il comandante dei carabinieri di Montebelluna, Arcidiacono per farmi cambiare idea e dopo la denuncia.
Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
• La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Allego la mia lettera aperta dell’ anno scorso a Carlo Smuraglia e la sua risposta.
• La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale.
• Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
• La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita di entrare negli ospedali ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l' ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
• L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
• Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
• L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

Francesco Cecchini 21.06.2014



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Bastanzetti che lei sia un brillante " intellettuale" non la penso solo io. Suppongo faccia bene a stare alla larga dai consigli di quartiere di Vittorio Veneto; sicuramente farà bene ai consigli. Comunque, dai, apra un suo blog personale così la smette di infestare con cazzate gli ottimi blogs di Oggi. Treviso.

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