Donna aggredita e gettata a terra in centro a Treviso: "Basta propaganda, servono risorse e forze dell’ordine"
La violenta aggressione mercoledì sera in via Toniolo
| Isabella Loschi |
TREVISO - Ennesimo episodio di violenza ha scosso la città di Treviso, dove mercoledì sera, 7 ottobre, intorno alle 20.30, una donna di 53 anni, è stata aggredita da uno sconosciuto in via Toniolo, a pochi passi da piazza Borsa e Corso del Popolo.
La donna è stata avvicinata da un uomo in bicicletta che prima ha tentato di rivolgerle la parola e poi l’ha fatta cadere a terra, tra le auto in sosta. Il malintenzionato l'ha afferrata per le spalle e l'ha trascinata a terra, tappandole la bocca per impedirle di urlare. Fortunatamente in nel momento è passato, in auto, un giovane di Casale sul Sile, che cercava parcheggio e ha notato la donna a terra. Sceso subito dall’auto per prestarle soccorso ha scoperto che a bloccarla a terra era un uomo. Il giovane ha iniziato ad urlare contro l'aggressore, costringendolo alla fuga. La donna, soccorsa dall'ambulanza giunta sul posto, è stata accompagna in ospedale dove è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni per le lesioni riportate. Sull’episodio la polizia locale sta passando al setaccio le immagini della videosorveglianza e la Questura ha aperto un’indagine.
L’episodio ha scosso i residenti della zona e non solo. “Ciò che è accaduto in una zona centralissima e a due passi dalle piazze principali impone una riflessione profonda e responsabile: l'episodio si è verificato in un orario preserale e in un'area che avrebbe dovuto essere già ampiamente presidiata, viste le ripetute segnalazioni di degrado e insicurezza giunte da residenti e commercianti”, dichiarano i consiglieri regionali trevigiani di centrosinistra, Giovanni Manildo (capogruppo PD), Paolo Galeano (PD), Nicolò Rocco (Riformisti Veneti In Azione) e Rossella Cendron (Le Civiche Venete).
“Ciò a cui stiamo assistendo, a Treviso come in molte altre città, è un problema che non si risolve con i soliti slogan da campagna elettorale ed è il risultato diretto di un progressivo disinvestimento da parte del Governo. Se non vengono infatti stanziate risorse consistenti e costanti per rafforzare gli organici delle forze dell'ordine e garantire così una presenza costante sul territorio, si finisce per minare le fondamenta stesse del vivere sereno e sicuro nei nostri centri urbani”.
“La sicurezza non si fa con le parole o con i presidi occasionali, ma offrendo agli operatori della sicurezza gli strumenti e il personale necessari per controllare in modo capillare le città. Non possiamo accettare - concludono Manildo, Galeano, Rocco e Cendron - che le nostre strade diventino zone d'ombra in cui i cittadini hanno paura di camminare alle otto di sera. Chiediamo un impegno concreto al Governo e un ruolo attivo alla Regione affinché si torni a investire davvero nella sicurezza pubblica e nella prevenzione, garantendo ai trevigiani il diritto fondamentale di vivere la propria città senza timori”.
Sull’episodio è intervenuto anche Stefano Pelloni, capogruppo del Pd ai Trecento. “Quanto accaduto in via Toniolo è un episodio gravissimo, che lascia sgomenti. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla donna aggredita, ringraziando il giovane che con il suo intervento ha evitato conseguenze ancora peggiori. È profondamente preoccupante che una donna non possa sentirsi sicura nel percorrere una strada del centro storico poco dopo le 20. Non stiamo parlando di una zona isolata o di un orario notturno: siamo nel cuore di Treviso, in un momento della giornata in cui chiunque dovrebbe poter circolare tranquillamente”. “Chiediamo al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che riunisce le istituzioni competenti tra cui Prefettura, Questura e Comune, di fare piena chiarezza su quanto sta accadendo e, soprattutto, su come sia possibile che si continui ad assistere a questa spirale di violenza. Soltanto pochi giorni fa, a poca distanza, un autista Mom è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro. Due episodi distinti, ma che impongono una riflessione seria sulla sicurezza della nostra città e sull'efficacia delle misure finora adottate".
“Ma la sicurezza non si costruisce soltanto con le ordinanze e i controlli. Serve anche una città viva, abitata, frequentata. Dobbiamo riportare residenti nel centro storico e sostenere le attività commerciali: i negozi aperti, le vetrine illuminate e la presenza quotidiana dei commercianti rappresentano veri presidi contro il degrado. Quando le attività chiudono e le strade si svuotano, perdiamo anche una parte importante della sicurezza urbana". “Non vogliamo alimentare allarmismi, ma nemmeno rassegnarci o limitarci all'ennesima dichiarazione di condanna - conclude Pelloni - La sicurezza è un diritto, non può diventare un privilegio legato all'orario o alla strada che si percorre. Treviso deve tornare a essere una città in cui tutti, a partire dalle donne, possano muoversi liberamente e senza paura”.
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