20 settembre 2026

Castelfranco

Il comitato “No ecomostro” si appella ad Arpav e Ministero

Lettera per sensibilizzare le istituzioni a ripensare il progetto

| Matteo Ceron |

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| Matteo Ceron |

CASTELFRANCO – Un appello all’Arpav, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione e all’Ulss 8 per bloccare il progetto che prevede l’insediamento di uno stabilimento per la trasformazione della carta tra via Sile e via Lovara.

A lanciarlo è il comitato “No Ecomostro” con una lettera inviata alle istituzioni citate e al sindaco Luciano Dussin.

«Siamo fortemente allarmati e preoccupati per ciò che sta accadendo ad un'area comunale, ubicata tra via Sile e via Lovara della superficie  di circa 119.000 mq prossima alla zona del centro cittadino, che è stata fatta rientrare repentinamente all'interno dell'elenco immobili del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, in data 28/9/2012, destinata ad una variante urbanistica di futuro impatto ambientale e di salute e immediatamente messa all'asta pubblica, con avviso del 09/10/2012, per mercoledì 07/11/2012  - recita la lettera - Esigiamo sopra ogni cosa chiarezza sull'iter procedurale: motivazioni di tale improvviso cambiamento urbanistico e atto di alienazione, valutazione di costi e benefici di tale operazione.

Crediamo che condividere e valutare le scelte comunali sia un diritto inalienabile, soprattutto quanto le modifiche in atto sono durature e difficilmente reversibili, se non con costi elevatissimi e a carico delle future generazioni. Per questo tale tipologia di operazione deve essere pienamente partecipata e soprattutto spiegata alla popolazione».

«Riteniamo inoltre – prosegue - che un'amministrazione a servizio dei cittadini in caso di impatti ambientali sul territorio così forti debba fornire pareri e valutazioni che vanno ben oltre ciò che è previsto da normativa, proprio per fugare ogni dubbio ed ogni possibile manipolazione. La tempistica a “razzo” con cui si stanno susseguendo i diversi atti comunali sono evidente sintomo di voler evitare ogni dibattito e possibile discussione e sembra fortemente correlata ai bisogni finanziari comunali di rientro nel Patto di Stabilità. Chiediamo quindi a tutte quelle Istituzioni preposte al controllo, prevenzione e tutela del territorio un aiuto concreto sulla valutazione e definizione dell'impatto ambientale della frettolosan operazione posta in essere dalla nostra Amministrazione Comunale, certi della Vostra preparazione e capacità di giudizio super partes.

Riterremo il sindaco, se confronto non ci sarà, responsabile di qualsiasi effetto immediato o futuro di inquinamento ambientale relativo alla sopracitata area. Gli vogliamo ricordare che nelle vicinanze vi sono già aree industriali private dismesse, risalenti agli anni 50' e 60', che presentano grossi problemi di bonifica del terreno e di riconversione. Il passato ancora presente e pesante dovrebbe consigliare i nostri amministratori ad una dovuta prudenza e riflessione sui tempi e modi di tale iniziativa».

 



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Matteo Ceron

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