29 settembre 2026

Oderzo Motta

"Prima di criticare date un occhio alle leggi": Pitton (Meduna) interviene sul caso della cittadinanza negata

Il primo cittadino difende la decisione del collega ed evidenzia il confronto tra la normativa italiana e i criteri di accesso previsti in Marocco

| Redazione OT |

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«Prima di criticare date un occhio alle leggi»: Pitton (Meduna) interviene sul caso della cittadinanza negata

MEDUNA DI LIVENZA - Tiene banco nel dibattito pubblico locale la polemica sollevata dalle dichiarazioni di un imam nei confronti del sindaco Marco Schiesaro di Cadoneghe (Padova) che aveva negato la cittadinanza italiana a una donna di origine marocchina a causa della mancata conoscenza della lingua. Sulla vicenda è intervenuto direttamente Arnaldo Pitton, sindaco di Meduna di Livenza, esprimendo ferma solidarietà al primo cittadino coinvolto e sottolineando la legittimità dell'atto amministrativo compiuto.

Il primo cittadino ha rimarcato come la normativa nazionale richieda il possesso della certificazione linguistica di livello B1, considerandola uno strumento fondamentale per l'effettiva integrazione sociale e lavorativa nel contesto del Paese. «Non è cattiveria, è il minimo per vivere, lavorare e integrarsi in Italia», ha dichiarato il sindaco, ribadendo che l'accesso allo status di cittadino rappresenta la tappa conclusiva di un percorso strutturato e non un riconoscimento automatico.

Nel suo intervento, Pitton ha inoltre spostato l'attenzione sul confronto con la legislazione vigente in altri Stati, ricordando i criteri stringenti previsti dal codice della nazionalità marocchina per chi intende acquisire la cittadinanza estera. «Prima di venire a dare lezioni di accoglienza ai nostri sindaci, bisognerebbe avere la coerenza di guardare cosa prevede la legge del proprio Paese d’origine, che è molto, molto più severa della nostra», ha sottolineato il primo cittadino.
«In Marocco ti chiedono di essere sano di corpo e di mente, di conoscere perfettamente l’arabo e di avere una fedina penale immacolata», ha sottolineato il primo cittadino, evidenziando come prima di muovere critiche bisognerebbe «avere la coerenza di guardare cosa prevede la legge del proprio Paese d’origine, che è molto, molto più severa della nostra».


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