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28 gennaio 2022

Treviso

Nella Marca cresce il numero degli stranieri, sono 93mila

Presentati i dati del 16° Rapporto sulla presenza di cittadini stranieri nella Marca a fine 2018

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cittadini stranieri

TREVISO - Il numero di stranieri residenti in provincia di Treviso a fine 2018 è pari a 93.074, 1.755 persone rispetto all’anno precedente. Le donne straniere 48.101 superano gli uomini, 44.973, di questi 20.522 sono minori.

Sono questi i numeri del 16° Rapporto sulla presenza di cittadini stranieri nella Marca trevigiana relativo al 2018 di Anolf Cisl Belluno Treviso, Caritas di Treviso e di Vittorio Veneto, Migrantes Treviso, La Esse e Una Casa per l’Uomo, con l’apporto di Veneto Lavoro, ritengono cruciale questo lavoro di documentazione e di analisi considerandolo una parte importante del proprio compito sociale. Il dossier infatti costituisce uno strumento significativo per chi si occupa di politiche locali e, più in generale, per comprendere la reale evoluzione dei fenomeni migratoti. Come nel 2017, anche nel 2018 il numero totale di residenti stranieri di 150 nazionalità diverse, è cresciuto ma di poco, pari all’1,9%.

Per quanto riguarda i cittadini di provenienza extraUE, l’analisi dei permessi di soggiorno rileva che, nel 2018, circa il 72% del totale dei primi permessi rilasciati è da ricondurre a motivi familiari, soprattutto a ricongiungimenti familiari. Calano del 60% i primi rilasci di permessi per motivi legati alla richiesta di asilo e alla protezione umanitaria. Ancora in calo le acquisizioni di cittadinanza italiana (-28,3% rispetto all’anno precedente), fenomeno verificatosi anche a livello regionale e nazionale a partire dal 2017. I 3.092 stranieri diventati cittadini italiani nel 2018 vanno a comporre gli oltre 43.000 diventati neo-cittadini italiani dal 2002 ad oggi. Come nel 2017, anche nel 2018 è aumentata in particolare la componente maschile (+1.153 uomini), anche se la componente femminile continua a rimanere prevalente (51,7%).

Continuano a confermarsi primi Paesi di provenienza: Romania, Cina, Marocco, Albania, Macedonia, Kosovo. Crescono i rumeni (+ 2,3%, pari a +473 persone), i cinesi (+ 2,4%, pari a +202 persone), gli indiani (+6,4%, pari a +148 persone), i senegalesi (+3,0%, pari a +82 persone) e gli ucraini (+2,4%, pari a +87 persone).

NUOVI NATI - I nuovi nati da entrambi i genitori stranieri sono stati 1.300 nel 2018; -3,8% rispetto al 2017, 55 nati in meno, una cifra inferiore alla diminuzione precedente (-66). L’incidenza percentuale sul totale dei nati resta pressoché stabile al 19,7%. La popolazione a cittadinanza straniera continua ad essere più giovane di quella italiana: il 22,0 % del totale degli stranieri, pari a 20.522 ragazzi e ragazze, sono minorenni, rispetto ad una incidenza dei minori tra gli italiani pari al 16,4%.

SCUOLA - Durante l’anno scolastico 2017/2018 nella provincia di Treviso gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 17.971, 71 in più rispetto al precedente anno scolastico. Il 70,8% di questi giovani è nato in Italia da genitori stranieri, percentuale in costante aumento.

I RICHIEDENTI ASILO - A fine giugno 2018 erano presenti nei centri di accoglienza straordinaria (CAS) e nei posti resi disponibili dalla rete Sprar 1.846 persone, circa un terzo in meno rispetto al 2016 (nel quale l’aumento rispetto all’anno precedente era stato invece superiore al 75%). A livello nazionale, vi è stato nel 2018 un forte calo negli arrivi via mare, con una diminuzione dell’80% rispetto al 2017 e con ovvie ricadute sulle presenze a livello locale. Nel 2018 nei due progetti Sprar in provincia di Treviso sono transitate in totale 119 persone di 18 nazionalità differenti.

LAVORO - Rispetto al totale degli occupati in provincia, anche nel 2018 il peso degli stranieri si mantiene elevato, pari al 10,6%. La loro presenza è particolarmente importante nel lavoro dipendente. Il tasso di occupazione degli stranieri (15-64 anni) è del 56,1% (68,2% quello degli italiani); il tasso di disoccupazione è pari al 21,4% (8% quello degli italiani). Per quanto riguarda il lavoro dipendente, nel 2018 si sono confermate le dinamiche positive degli anni precedenti – trainate dalla forte crescita dei rapporti di lavoro a termine – con un ulteriore rafforzamento del trend positivo avviatosi nel 2015. Per gli stranieri (come anche per gli italiani) prosegue la fase di espansione occupazionale: il bilancio delle posizioni di lavoro in essere a fine 2018 è positivo per 3.700 unità (circa 5mila tra gli italiani). Nel primo semestre del 2019, invece, continua a rafforzarsi il tempo indeterminato e si ridimensiona il ricorso del lavoro a termine. Nell’insieme, il peso degli stranieri si conferma elevato in tutti gli ambiti occupazionali; è tuttavia particolarmente alto in agricoltura, nelle costruzioni ed in alcuni comparti del settore industriale (oltre che nel lavoro domestico). La prima cittadinanza per numero di assunzioni in provincia è quella rumena (circa 1/4 delle assunzioni), seguono i cinesi, gli albanesi e i marocchini. Le assunzioni degli stranieri nel lavoro dipendente continuano ad interessare soprattutto gli uomini, prevalentemente i profili professionali più bassi; le qualifiche più elevate, comunque contenute, sono più diffuse tra le donne che tra gli uomini.

“La crescita rilevata nel 2017 si conferma: anche il protrarsi del calo di acquisizioni di cittadinanza contribuisce a questo risultato, tuttavia va riconosciuto che a trainarla sono soprattutto i nuovi permessi di soggiorno per motivi familiari, la quasi totalità per ricongiungimento - il commento di Anolf Cisl, Caritas di Treviso e di Vittorio Veneto, Migrantes, coop La Esse e Una Casa per l’Uomo - Riteniamo che questo dato, insieme ai risultati delle dinamiche occupazionali, dimostri che è in ripresa la tendenza a portare in provincia la famiglia, considerato che nella Regione Veneto già dal 2013 i nuovi permessi di soggiorno per motivi familiari si sono mantenuti intorno ai 10-12.000. Il calo consistente dei permessi di soggiorno legati all’asilo o alle varie forme di protezione si ricollegano ovviamente alla politica relativa agli sbarchi”.

“A fronte delle risultanze principali che i dati ci consegnano a fine 2018, riteniamo importante la seguente considerazione: i cittadini stranieri presenti in provincia sono ormai da tempo una componente strutturale del territorio, al netto delle difficoltà del territorio stesso per quanto riguarda le dinamiche innescate dalla crisi economica ed occupazionale del 2008 e protrattasi a lungo. Pur nella ricerca ancor oggi di possibilità migliori di lavoro e di vita all’estero, i cittadini stranieri tendono a rimanere: non si è realizzata né la fuga massiccia ipotizzata dopo i primi anni di crisi, né l’invasione di cui si torna a parlare dal tempo dell’innesco del problema umanitario nel Mediterraneo”. “E con coloro che rimangono, quali interventi si possono e si vogliono fare, perché diventino finalmente una risorsa di cui il territorio ha bisogno, considerato il degiovanimento che già lo scorso anno avevamo messo in luce? Quali politiche di inserimento ad una integrazione positiva sarebbero richieste per attuare questa prospettiva dalla quale tutti potremmo trarre profitto? Sono interrogativi che vanno sollevati, per poter aprire un dibattito costruttivo sul presente e sul futuro del nostro paese”.

 


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