30 settembre 2026

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Lavoratori scoperti a vendemmiare "in nero": sospese tre imprese

Controlli nei vigneti di Refrontolo, Pieve di Soligo, Sarmede e San Pietro di Feletto. Sanzionate 21 persone per un totale di circa 215mila euro di multe

| Isabella Loschi |

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controlli

REFRONTOLO - Tre attività sospese per lavoratori impiegati in nero e gravi violazioni in materia di sicurezza per un totale di 21 persone sanzionate e 215mila euro di multe. 
E’ questo l’esito degli ultimi controlli svolti nei vigneti e nelle aziende agricole dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, con la collaborazione dell’Arma territoriale, per contrastare il fenomeno del “caporalato”, verificare la regolare occupazione dei lavoratori e garantire il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nello specifico, durante i controlli effettuati presso un vigneto a Refrontolo è stata sospesa l’attività di un’azienda agricola che stava impiegando 3 lavoratori “in nero” nelle operazioni di vendemmia. Un analogo provvedimento di sospensione è stato emesso nei confronti di un’altra impresa operante nel comune di Sarmede: anche in questo caso, sono stati identificati 3 lavoratori di origine romena intenti a vendemmiare senza regolare contratto. Una terza realtà agricola, anch'essa attiva nel settore vitivinicolo nel territorio di Pieve di Soligo è stata sospesa poiché non aveva provveduto a nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.). Presso una ditta di Cappella Maggiore specializzata nel commercio di legname, è stato invece individuato un lavoratore “in nero” mentre manovrava un “macchinario spaccalegna”.

Infine, le verifiche condotte presso vari vigneti situati nei comuni di San Pietro di Feletto e Pederobba hanno permesso di individuare personale impiegato in regime di somministrazione illecita da imprese agricole “senza terra” gestite da cittadini extracomunitari. A seguito di tale comportamento illegittimo è previsto il deferimento all’A.G. dei titolari sia delle aziende utilizzatrici, sia di quelle che hanno materialmente fornito la manodopera irregolare.

Le ispezioni, estese anche ai Comuni di Asolo, Monfumo, Tarzo, Treviso, Mogliano Veneto e Preganziol, hanno portato a individuare complessivamente 21 attività inadempienti. Tra le principali irregolarità contestate, riguardanti la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, figurano l’omessa sorveglianza sanitaria, la mancata formazione dei dipendenti, il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e l’omessa designazione della squadra di addetti alla gestione delle emergenze.

 


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