21 settembre 2026

Montebelluna

Il ricordo di Mattia Battistetti al centro dell'evento "La Repubblica delle vittime del dovere"

Il 23 settembre si rinnova la mobilitazione promossa da Fillea Cgil e dai familiari dei caduti sul lavoro: "Approviamo subito la legge sul gratuito patrocinio"

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Mattia Battistetti

MONTEBELLUNA / QUINTO DI TREVISO - Un appuntamento di memoria, denuncia e proposte concrete per spezzare l'isolamento che troppo spesso circonda chi perde un proprio caro nei luoghi di lavoro. Mercoledì 23 settembre le sale del Best Western Premier BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso ospiteranno la seconda edizione de “La Repubblica delle vittime del dovere”, importante giornata di mobilitazione promossa dalla Fillea Cgil nazionale e territoriale.
La scelta della data porta con sé una profonda carica simbolica: il 23 settembre coincide infatti con il compleanno di Mattia Battistetti, il giovane operaio venuto a mancare a soli 23 anni il 29 aprile del 2021 in un cantiere a Montebelluna. Una vicenda umana e giudiziaria che resta al centro dell'attenzione sindacale e civile, specie dopo che il lungo iter processuale di primo grado si è concluso lo scorso 18 marzo. A circa sei mesi dalla sentenza sono giunte le motivazioni ufficiali del giudice.

“Il 23 settembre per noi non è una giornata qualsiasi: la data corrisponde infatti con il compleanno di Mattia Battistetti il giovane ragazzo vittima del dovere, a seguito di un infortunio avvenuto il 29 aprile del 2021. Il lungo processo sulla sua morte è terminato il 18 marzo di quest’anno con l’assoluzione dei datori di lavoro delle imprese coinvolte Bordignon Costruzioni srl e Altedil srl perché il fatto non sussiste. Sono stati condannati invece il Cse e altri due lavoratori. Recentemente, dopo 180 giorni dalla sentenza, sono arrivate le motivazioni della stessa. Esprimiamo il pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle sue decisioni. Ma riponiamo altrettanta fiducia nella Procura di Treviso affinché ricorra in appello contro questa sentenza” dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.

La figura di Mattia e la tenacia di sua madre Monica Michielin saranno il fulcro di un programma intenso organizzato dal sindacato degli edili. La giornata si aprirà al mattino con lo spettacolo teatraleEl paron è sempre assolto”, di e con Donatella Allegro e le musiche di Daniele Branchini, opera dedicata proprio alla memoria di Battistetti. Seguirà una tavola rotonda con la presenza di Monica Michielin e la partecipazione di familiari delle vittime arrivati da ogni parte d'Italia, assieme ad esponenti politici e sindacali. Tra gli interventi previsti figurano quelli dell’onorevole Chiara Gribaudo (Pd), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, di Mauro Visentin, segretario generale Fillea Cgil Veneto, e di Sara Pasqualin, segretaria generale della Cgil di Treviso. L'evento sarà preceduto dall’assemblea nazionale Rlst/Rls della Fillea Cgil, arricchita da una lezione accademica su diritto penale e sicurezza tenuta dal professor avvocato Alberto Berardi insieme alla segretaria nazionale della categoria Giulia Bartoli.

Attraverso la voce dei familiari e del sindacato, l'incontro intende sollecitare la politica a trasformare il cordoglio di facciata in riforme strutturali, a partire dall'assistenza legale gratuita per i parenti dei caduti. “Le famiglie delle vittime del dovere venute da tutta Italia verranno a testimoniare che la battaglia per la giustizia e per la tutela dei familiari è una questione che merita rispetto e azione prioritaria da parte della politica e del Governo. Non bastano i cordogli del giorno delle stragi sul lavoro e nemmeno l’ipocrisia dei numeri che, in aumento o in diminuzione, sono sempre troppi e inaccettabili. Dietro quei numeri infatti ci sono i nomi delle vittime del dovere che lo Stato non ha saputo proteggere e anche quelli dei loro familiari, a cui troppo spesso non viene garantito nemmeno l’accesso e l’effettività del diritto alla difesa” afferma il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.

Nel nostro Paese, finora, non è previsto il gratuito patrocinio indipendentemente dal reddito per i familiari. La Fillea Cgil ha sempre ritenuto prioritario questo intervento di cui abbiamo discusso con quasi tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Per questo oggi chiediamo che venga approvata, prima della fine dell’attuale legislatura, la proposta di legge n. 2904 del 27 aprile del 2026 che introduce il gratuito patrocinio e che da mesi giace in Parlamento, sottoscritta da tutte le forze politiche, maggioranza e opposizioni. Essa sottende una vicinanza concreta e può rappresentare l’inizio di una discussione di merito anche su altri temi come l’introduzione di una Procura Nazionale specifica e del riconoscimento dello status giuridico di vittime del dovere a tutti i lavoratori deceduti. Serve anche la liquidazione di un danno provvisionale alle famiglie” prosegue il segretario Di Franco.

Un'ulteriore riflessione avanzata dalla Fillea Cgil riguarda il sistema delle responsabilità nei cantieri, dove la figura del preposto rischia spesso di diventare l'anello debole della catena giurisprudenziale. “Siamo infine preoccupati anche per le troppe responsabilità dei preposti a cui non corrispondono tutele, diritti e controlli. Nei cantieri ormai per non sbagliare sono tutti preposti, soprattutto chi ha un livello di inquadramento basso: come se tutta la responsabilità dovesse essere su di loro e in subordine di altri lavoratori. Spesso la giurisprudenza sta confermando questa impostazione per cui tutto viene scaricato su chi non decide, non è libero e soprattutto non ha tutele, a partire dal mantenimento del posto di lavoro stesso. Troppi lavoratori tacciono infatti sotto il ricatto del licenziamento e della relativa impossibilità di ricollocarsi, perché risulterebbe macchiato del titolo di chi ha denunciato. Noi pensiamo che se assicurassimo tutele a chi denuncia e a chi svolge il ruolo di preposto scopriremmo una realtà molto diversa da quella che vive nelle aule giudiziarie e che determina tante sentenze”.

L'appuntamento del 23 settembre si propone infine di mantenere vivi i nomi e i volti di chi ha perso la vita svolgendo il proprio lavoro quotidiano. “Noi continueremo ad assistere i familiari e a batterci insieme a loro affinché nessuno sia lasciato solo e a tutti sia assicurata giustizia. Per tutto questo a Treviso vivranno insieme a noi e ai loro familiari i nomi e le storie di Salvatore Cucè, Edison Malaj, Giovanni Gnoffo, Ignazio Giordano, Roberto Raneri, Giuseppe Miraglia, Giuseppe La Barbera, Octav Stroici, Emanuele Rabbito, Mario Cirincione, Paolo Pasquali, Stefano Fallone, Zyber Curri, Giuseppe Spagna. Solo alcuni dei tanti e tutti che non vogliamo dimenticare che sono vittime soltanto di aver assolto al “dovere” previsto dalla costituzione di “contribuire al progresso material o spirituale della società”.
 


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