22 giugno 2021

Treviso

La popolazione trevigiana è sempre più vecchia: in 8 anni oltre 12mila bambini in meno

L'indagine dello Spi-Cgil Treviso. Dal 2012 al 2020 i nuovi nati sono calati di 2.994 unità

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

anziani

TREVISO - La provincia di Treviso è sempre più vecchia. I numeri registrano un calo preoccupante di nuovi nati e di bambini in quasi tutti i comuni della Marca con un marcato squilibrio generazionale a scapito della popolazione attività, ovvero tra i 15 e i 64 anni.

Rispetto al 2012, a livello provinciale, lo scorso anno si è registrato un calo di 3mila nuove nascite. A scattare la preoccupante fotografia è lo studio elaborata dal Centro Studio del sindacato dei pensionati Cgil Treviso sull’andamento demografico della provincia dal 2012 al 2021.

Su 94 comuni trevigiani sono 5 registrano dati positivi con un incremento delle nascite e sono: Cimadolmo, Cessalto, Zergo Branco, Segusino e Loria.
Ma nei comuni più popolosi il calo di nuovi nati, in otto anni, supera il 20% con punte che superano il -30% a Vittorio Veneto e -30% a Treviso, fino al -24% di Conegliano e -22 di Castelfranco.

Se prendiamo in considerazione la fascia di età da 0 a 6 anni, il calo registrato in tutti i comuni equivale al 20% della fascia. “In 8 anni la popolazione 0-6 anni è calata di 12.520 unità” - spiega la ricercatrice Anna Rita Contessotto, autrice dello studio. “Ciò determina per i comuni più piccoli, l’accorpamento di scuole, la chiusura di asili e di conseguenza la mancanza di servizi per le famiglie”.

Complessivamente la popolazione residente in Provincia di Treviso, dopo anni di crescita registra un forte stop, con una perdita di 10.239 residenti nell'ultimo anno. Se nel 2020 erano 888.309, a gennaio 2021 si registrano solo 878.070 unità, solo 2mila persone in più rispetto al 2012 ( erano 876.051). E l’unica fascia di popolazione in crescita è quella over65 (+17), mentre diminuisce di 2 punti percentuali la popolazione attiva (15-64 anni) e i bambini e ragazzi da 0 a 14 anni che in otto anni sono diminuiti del 12%.

“Con questo trend nel 2040 avremo metà della popolazione di oggi e la popolazione passiva supererà quella attiva con una conseguente insostenibilità del sistema economico-sociale”, sottolinea Vigilio Biscaro, segretario generale Spi Cgil di Treviso.

“E’ necessario affrontare la questione in modo strutturale, non bastano i bonus servono certezze. E’ necessario che le istituzioni, il governo, prendano coscienza del quadro desolante e si attivino con misure concrete per giovani coppie, famiglie, lavoratori e pensionati, affinché si inverta la tendenza”.

 


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