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20 gennaio 2022

Treviso

Nosocomi e obitori saturi: si chiede chiarezza

Articolo 1 chiede maggiore trasparenza sulla situazione effettiva della sanità in provincia di Treviso

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Nosocomi e obitori saturi: si chiede chiarezza

TREVISO - In merito alla situazione sanitaria di Treviso in questi giorni nell'occhio del ciclone, prende posizione anche il movimento politico Articolo 1: "A fronte di obitori saturi, serve un'operazione di trasparenza" spiega Michele Seno "e una comunicazione che non infonda l'illusoria sensazione che tutto vada bene." Il Movimento chiede che i comuni rendano finalmente noti i dati affinché i cittadini acquistino maggiore consapevolezza e percepiscano i fondamenti che sono alla base delle restrizioni, necessarie in un momento delicato come oggi.

 

"I cittadini sono preoccupati non della pandemia, ma del divieto di spostamento: sfugge che le restrizioni sono fatte non per far dispetto ma per non aumentare le occasioni di contagio. Così i manifestanti scesi in piazza contro le prime, lievi restrizioni decise dal governo a fine ottobre: sono stati accontentati, scongiurando misure più gravose ma autorizzando un rilassamento del livello sociale di attenzione che ha portato ad una diffusione maggiore del virus, rispetto di realtà con misure più restrittive."

 

E' cosa nota che il Veneto, una delle regioni con più terapie intensive. attualmente non abbia un numero di medici e il personale altrettanto adeguato per farle funzionare: il Movimento pone con durezza l'accento sulla comunicazione ufficiale "eccessivamente tranquillizzante con il racconto del Covid che passa solo attraverso le trasmissioni quotidiane del presidente della Regione" e che implicitamente legittima i comportamenti scorretti dei cittadini, che non si rendono conto della realtà.

 

"Sperimentiamo tutti nella nostra quotidianità, quanto il virus si stia diffondendo in modo più capillare rispetto alla prima ondata ma ai cittadini viene detto: tranquilli, abbiamo terapie intensive e posti letto a iosa. Si pone l'accento sulla capacità di assistenza ma non sulla mitigazione della circolazione del contagio. I dati comunali non vengono diffusi e si continua a far credere che sia sufficiente aver un numero di posti letto maggiore di altre regioni, quando manca il personale sanitario in grado di presidiarle e gli obitori sono saturi.

 

Dalla stessa "centrale unica" arriva in questi giorni il tentativo di edulcorare il primato nazionale nella conta giornaliera dei contagiati." Articolo 1 raccoglie l'appello lanciato dal primario del pronto soccorso dell'Ospedale di Treviso secondo il quale la pressione sulla struttura permane preoccupante e, se il Natale non sarà gestito all'insegna della prudenza "si prepara una strage".

 


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