29 settembre 2026

Montebelluna

Dieci anni di centri antiviolenza nel Montebellunese: oltre 1.100 donne aiutate e la sfida dei nuovi abusi

La cooperativa Una Casa per l’Uomo fa il bilancio del decennale: in aumento violenza economica, cyberstalking e abusi su donne anziane

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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centri antiviolenza nel Montebellunese

MONTEBELLUNA – Oltre 1.150 donne accolte negli sportelli territoriali e 517 uomini presi in carico nei percorsi di recupero. È il bilancio dei primi dieci anni di attività dei Servizi Antiviolenza nel Montebellunese, presentati all'Auditorium della Biblioteca Comunale di Montebelluna durante il convegno promosso dalla Cooperativa Sociale Una Casa per l’Uomo con il sostegno di Banca delle Terre Venete. Un decennale partito nel 2015 con l'apertura del Centro Antiviolenza “Stella Antares” e del centro per maltrattanti CUAV “Cambiamento Maschile”, poi estesi con sportelli a Valdobbiadene, Asolo, Vedelago, Pieve di Soligo, Treviso e Conegliano, oltre alle case rifugio Casa Aurora e Casa Alma.

All’incontro hanno apportato il loro contributo esperti di rilievo tra cui Alessandra Pauncz (Presidente rete Relive), Catia Morellato (referente Ulss 2 Marca Trevigiana), Eleonora Lozzi (Centro Veneto Progetti Donna), Roberta Ruggeri (Presidente Osservatorio Regionale contro la Violenza sulle Donne) e il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia.
I dati del decennio 2015-2025 mostrano un fenomeno trasversale: il 70% delle utenti è di nazionalità italiana e nel 50% dei casi i maltrattamenti arrivano dal marito o dal compagno. Tra le vittime figurano 124 giovani tra i 25 e i 34 anni, 181 tra i 35 e i 44, 242 tra i 45 e i 54, 184 tra i 55 e i 64, fino a 85 donne over 65. Anche il livello di istruzione rispecchia tale eterogeneità, dividendosi tra 295 donne con licenza media, 343 diplomate e 102 laureate.

A fronte di 726 casi di violenza psicologica e 603 di violenza fisica, emergono con forza nuove forme d'abuso: 345 episodi di violenza economica e 6 casi accertati di violenza digitale e cyberstalking. Preoccupa inoltre la condizione delle 85 anziane assistite, per le quali si rende necessaria una rete di accoglienza specifica data la difficoltà di ricollocamento autonomo. Sul versante degli autori di violenza, il centro “Cambiamento Maschile” ha registrato 517 accessi (67% italiani e 33% stranieri), concentrati soprattutto nelle fasce 41-50 anni (165 casi) e 51-60 anni (140 casi). Il 69% degli utenti possiede un lavoro stabile e quasi il 40% è diplomato o laureato, mentre oltre tre quarti sono padri di famiglia.

«I numeri ci confermano come, in questi primi dieci anni di attività dei Servizi Antiviolenza sul territorio, sia stato fatto moltissimo e come la società civile sia sempre più consapevole e partecipe», evidenzia Federica Cipolla, Presidente della Cooperativa Una Casa per l’Uomo, ribadendo l'importanza del lavoro nelle scuole e nelle aziende. Supporto confermato anche da Pietro Pignata, vicepresidente vicario di Banca delle Terre Venete: «Sosteniamo da sempre con convinzione l’operato dei Servizi Antiviolenza, riconoscendo il valore di una rete territoriale esperta e capace di proteggere le vittime e accompagnarle verso una nuova autonomia». Chi desidera offrire il proprio contributo come volontario può contattare la cooperativa all'indirizzo [email protected].
 


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