30 settembre 2026

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Arcade, addio a Mauro Grespan: una vita in bicicletta

Aveva compiuto 66 anni lo scorso 15 gennaio

| Redazione OT |

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Arcade, addio a Mauro Grespan: una vita in bicicletta

ARCADE - L’ultima corsa di Mauro Grespan è finita martedì, alle 14. Si è spento nella sua abitazione di Arcade, a 66 anni, dopo una malattia incurabile alla pleura scoperta in ritardo. Una vita trascorsa con la bicicletta sempre accanto, prima come corridore e poi come uomo impegnato professionalmente nel mondo delle due ruote.

Grespan aveva compiuto 66 anni lo scorso 15 gennaio, nel giorno in cui festeggiano il compleanno anche Maurizio Fondriest, Franco Pellizotti, Silvano Contini e Andrea Noè. Lascia la moglie Rossella e i figli Gaia e Antonio.

I funerali saranno celebrati venerdì alle 10 nella chiesa di Catena di Villorba, dove era nato. Proprio lì vive il fratello maggiore Primo, ex corridore e vigile del fuoco, che negli ultimi anni aveva continuato a condividere con Mauro il ricordo di quella stagione del ciclismo trevigiano.

Una generazione di campioni
Grespan era coetaneo di Moreno Argentin. Si sono affrontati tante volte, sulle strade del Veneto, in un periodo nel quale il ciclismo della Marca sfornava corridori di grande talento. Mauro aveva le qualità per tentare il salto tra i professionisti e quel traguardo lo aveva inseguito, senza però riuscire a trovare una squadra.

La sua storia ciclistica era iniziata prestissimo. Aveva appena 8 anni quando aveva cominciato a correre tra i Giovanissimi del Cusignana, società dalla quale sono passati numerosi talenti del ciclismo trevigiano.

Da esordiente era passato alla Leva Ciclistica Santa Maria del Rovere, quindi aveva vestito la maglia dell’UC Trevigiani nelle categorie Allievi e Juniores. «Mi ricordo perfettamente di Mauro – racconta Germano Bisigato, suo direttore sportivo e oggi presidente dell’Associazione Glorie della provincia di Treviso –. Era veloce, aveva vinto molte corse, ma sapeva farsi valere anche sul passo. Conservo dei bei ricordi di Mauro. A quei tempi correva con Giuliano Pavanello, che poi è passato professionista, con Walter Mosole, scomparso in un incidente stradale mentre tornava da una corsa, e con Caporale. Anni indimenticabili».

Cinquanta vittorie e una Milano-Bologna
Nel 1979 arrivò il passaggio al G.S. Calzature Spaip di Portogruaro, nel 1980 quello al G.S. Zignago e nel 1981 alla U.S. Fracor Aquila Levane.

Nel suo palmarès ci sono circa 50 vittorie, conquistate tra strada, pista e gare notturne. Il successo più prestigioso arrivò nel 1980, quando Grespan conquistò la Milano-Bologna con la maglia della Zignago, facendo registrare anche la media record della corsa.
Nel 1981 corse con la Fracor Aquila Levane insieme, tra gli altri, a Giuseppe Petito e Giancarlo Montedori, che in seguito avrebbero raggiunto il professionismo. Mauro, invece, chiuse la carriera agonistica nel 1982.

Anche la pista nel cuore
La strada non era però l’unica specialità nella quale sapeva farsi valere. Grespan aveva una particolare predilezione anche per la pista. «A Mauro piaceva fare anche attività su pista – ricorda il fratello Primo –. Disputò la Sei Giorni di Milano e vinse il titolo veneto juniores dell’inseguimento e del chilometro da fermo al Velodromo Mecchia di Portogruaro».

Erano gli anni delle piste affollate, delle sei giorni, delle gare notturne e di un ciclismo profondamente diverso da quello di oggi. Un ambiente nel quale Grespan si era ritagliato il suo spazio.

La bicicletta come compagna di vita
Dopo aver appeso la bicicletta da corsa al chiodo, Mauro non aveva però abbandonato il suo mondo. Anzi, aveva trasformato quella passione in un lavoro.
Era diventato commerciante di Assos, marchio svizzero specializzato nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo. Negli ultimi anni aveva la sua rivendita a Castrette di Villorba, in una zona strategica per il movimento ciclistico trevigiano, dove un tempo transitava anche la Popolarissima dei dilettanti. Era inoltre responsabile commerciale per Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

Così, anche dopo le ultime pedalate agonistiche, il ciclismo era rimasto il filo conduttore della sua vita. Oggi Mauro Grespan se n’è andato. Ma restano le sue vittorie, i ricordi di chi ha corso con lui e di chi lo ha visto pedalare, e soprattutto il legame con quel ciclismo trevigiano che aveva rappresentato una parte importante della sua vita.
L’ultima volata è finita. La bicicletta, però, resta.

Sandro Bolognini

 



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