Sicurezza, Pelloni: "Basta propaganda, Treviso costruisca risposte concrete per i ragazzi”
Il capogruppo del Pd in consiglio comunale interviene dopo gli ultimi gravi episodi di violenza avvenuti in centro a Treviso
| Isabella Loschi |
TREVISO – “Sulla sicurezza basta propaganda: Treviso costruisca risposte concrete per i ragazzi”. È questo il punto da cui parte la riflessione di Stefano Pelloni, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Treviso, dopo l’accoltellamento avvenuto in piazza dei Signori, episodio che torna ad alimentare il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo della Marca.
“L’accoltellamento avvenuto in piazza dei Signori è un episodio gravissimo e deve interrogare tutta la città”, sottolinea Pelloni, che invita però a non trasformare il tema della sicurezza in un terreno di scontro politico. Secondo Pelloni, nelle ultime settimane il confronto si è infatti concentrato anche sulle divisioni all'interno del centrodestra trevigiano. “Sono divisioni documentate anche negli ultimi giorni – sostiene – con il sindaco arrivato a minacciare conseguenze politiche per FdI dopo le iniziative di Prima i Trevigiani e con la successiva replica del partito”.
Per Pelloni, però, gli episodi di violenza impongono di spostare l'attenzione dalle polemiche alle risposte operative. “Di fronte a episodi come quello di sabato sera, però, la sicurezza non può ridursi a una competizione a chi usa le parole più dure o a chi pubblica il post più efficace. Servono proposte e serve che ciascuna istituzione faccia la propria parte”.
Un primo livello riguarda il lavoro delle forze dell'ordine. “Questura e Prefettura devono continuare a coordinare controlli mirati, soprattutto nei luoghi e negli orari più delicati”, afferma. A preoccupare, in particolare, è anche la presenza di coltelli e altre lame negli episodi di violenza che coinvolgono giovani. “La Prefettura ha già rafforzato in queste settimane le misure nel centro cittadino, prevedendo controlli interforze e strumenti di allontanamento nelle aree considerate più problematiche”.
Ma, secondo Pelloni, l'attività di controllo deve essere affiancata da un lavoro di prevenzione. “La sicurezza non si costruisce soltanto quando arriva una pattuglia. Serve anche un investimento serio sulla prevenzione. L’Ulss deve rafforzare il lavoro sulle dipendenze e sull’intercettazione precoce del disagio giovanile. E il Comune deve finalmente mettere in campo una vera educativa di strada, con operatori capaci di stare nei luoghi frequentati dai ragazzi, conoscerli, costruire relazioni e intercettare situazioni di fragilità prima che degenerino”.
Per Pelloni occorre anche creare alternative concrete per gli adolescenti, mettendo a disposizione spazi e attività durante il tempo extrascolastico. In questo senso viene indicata come possibile riferimento l'esperienza delle Scuole Aperte. “Il 29 settembre, a Bologna, si è svolto un convegno nazionale dedicato proprio a questo modello, che coinvolge amministrazioni, istituti scolastici e Terzo settore. A Bologna il progetto interessa tutti i 22 istituti comprensivi e si rivolge in particolare ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, utilizzando gli spazi scolastici anche al di fuori dell'orario delle lezioni per attività sportive, laboratori, iniziative culturali, musica, teatro, sostegno allo studio e momenti di socialità. Durante l'estate 2026, nell'ambito dello stesso modello, sono state organizzate attività, uscite, sport e laboratori all'interno delle scuole”. “Perché Treviso non può provarci?”, è la domanda posta da Pelloni, che ricorda come in città siano già presenti scuole, palestre, associazioni sportive, realtà culturali, parrocchie e un Terzo settore articolato. “L'idea è quella di mettere in rete queste realtà, sostenere economicamente i progetti e valutare l'apertura di alcuni istituti nel pomeriggio, la sera o nei fine settimana, partendo dai quartieri dove le necessità sono maggiori".
“Non significa pensare che un laboratorio o una palestra aperta risolvano da soli problemi complessi. Significa però avere una politica per gli adolescenti che oggi manca: offrire luoghi nei quali incontrarsi, fare sport, musica, studiare, stare insieme e trovare adulti di riferimento. Controlli, prevenzione, educativa di strada e opportunità per i giovani devono stare dentro la stessa strategia. La destra trevigiana oggi appare soprattutto impegnata a contendersi il tema della sicurezza attraverso accuse reciproche e propaganda”, conclude Pelloni. “A noi interessa un'altra discussione: che cosa possiamo fare concretamente, da domani, perché Treviso sia più sicura e perché i nostri ragazzi abbiano più opportunità?. Su questo il Comune può fare molto. E deve cominciare a farlo”.
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