Sanità, Cna porta all’Ulss2 dodici proposte: "I fondi integrativi rafforzino il sistema pubblico"
Confronto con il direttore generale Giancarlo Bizzarri e il presidente della Conferenza dei Sindaci Francesco Soligo
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TREVISO - Dodici proposte per rafforzare la sanità pubblica nella Marca, con un'attenzione particolare alla medicina di prossimità, alla collaborazione tra istituzioni e imprese e alla gestione della carenza di personale sanitario. Sono quelle contenute nel dossier elaborato dall'Ufficio Studi di Cna Unimpresa Treviso, presentato nel corso dell'incontro che si è svolto oggi a Treviso con il direttore generale dell'Ulss 2 Marca Trevigiana, Giancarlo Bizzarri, e il presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 2, Francesco Soligo. Il documento fotografa lo stato attuale del sistema sanitario pubblico provinciale e propone una serie di interventi che coinvolgono imprese, aziende sanitarie e amministrazioni comunali.
Le Case di Comunità e la medicina di prossimità
Durante il confronto, il direttore generale dell'Ulss 2 ha evidenziato il percorso avviato sul fronte della sanità territoriale. "Stiamo costruendo una sanità di prossimità che mette la casa del paziente e la Casa di Comunità al centro del sistema", afferma Bizzarri. "Quindici strutture sono già operative, oltre 12.000 accessi sono stati gestiti dal numero unico 116117 in pochi mesi, 115 medici di medicina generale sono già attivi nelle nuove strutture. Ma sappiamo che il percorso è ancora lungo, soprattutto sul fronte del personale. Il dialogo con il territorio è una risorsa preziosa". Nel dossier vengono evidenziati alcuni risultati considerati positivi da CNA Unimpresa Treviso: le 15 Case di Comunità operative, l'accordo in fase di ampliamento con i medici di medicina generale e i dati sulle liste d'attesa. Secondo quanto riportato nel documento, il 93% delle visite urgenti viene erogato entro i tempi previsti e, nei casi in cui i tempi non vengono rispettati, lo sforamento non supera i cinque giorni. Resta invece aperta la questione del personale. Alcune specialità continuano a incontrare difficoltà nel reperire medici disponibili a lavorare sul territorio e alcuni turni rimangono scoperti nonostante i bandi aperti. In alcuni Comuni, inoltre, il percorso verso la piena continuità della medicina di base è ancora in corso.
Il presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 2, Francesco Soligo, ha condiviso in particolare la proposta del dossier relativa al ruolo delle amministrazioni comunali nella gestione dei pensionamenti dei medici di base. "I Comuni della Marca Trevigiana hanno un ruolo diretto e una responsabilità concreta nel garantire la continuità della medicina di base sul territorio", dichiara Soligo. «Quando un medico va in pensione senza sostituto, il disagio ricade prima di tutto sulla comunità locale". Da qui la proposta di elaborare un piano condiviso tra Comuni e Ulss 2 per monitorare i pensionamenti, distretto per distretto, e intervenire prima che le uscite dei medici si trasformino in emergenze. "La proposta di costruire un piano condiviso tra Comuni e ULSS 2 per gestire i pensionamenti distretto per distretto, prima che si trasformino in emergenze, è una proposta che condivido e che merita di essere sviluppata. I Comuni non possono essere spettatori: devono essere parte attiva della soluzione", aggiunge Soligo.
La proposta sui fondi sanitari integrativi
Tra i dodici punti presentati da Cna Unimpresa Treviso c'è anche una proposta rivolta alla Regione Veneto: aprire un tavolo con i fondi contrattuali di sanità integrativa attivi sul territorio regionale per valutare un accordo pilota. L'obiettivo indicato dall'associazione è fare in modo che una parte delle risorse oggi destinate prevalentemente a prestazioni private possa contribuire al rafforzamento del sistema sanitario pubblico, con ricadute su lavoratori, imprese e cittadini. "Abbiamo costruito questo dossier perché la salute dei lavoratori e degli imprenditori è una condizione che rende possibile il lavoro", sottolinea il presidente di Cna Unimpresa Treviso, Stefano Camarotto.
"Le imprese artigiane e le piccole imprese della Marca trevigiana non hanno reti di protezione sanitaria alternative a quella pubblica: quando il sistema non risponde nei tempi giusti, i nostri associati pagano di tasca propria o rinunciano alle cure. Siamo venuti qui per portare dati verificati e proposte concrete, nella convinzione che una sfida di questa dimensione non si affronti da soli". Il confronto si inserisce quindi nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale e sulle difficoltà legate alla disponibilità di professionisti sanitari. Per CNA Unimpresa Treviso, l'obiettivo è contribuire al confronto con istituzioni sanitarie e Comuni attraverso proposte e dati, partendo dalle esigenze di lavoratori e piccole imprese.
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