Operaio precipita da un’impalcatura a Treviso: "La sicurezza non può essere affidata alla fortuna"
La Fillea Cgil di Treviso esprime vicinanza all’operaio di 67 anni rimasto ferito lunedì mattine e chiede verifiche rigorose
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TREVISO - Un operaio di 67 anni è rimasto ferito questa mattina, lunedì 28 settembre, dopo essere precipitato da un’impalcatura collocata al quarto piano di un edificio in costruzione in via Lorenzo Lotto, nel quartiere di Fiera a Treviso. L’uomo è stato soccorso dopo la caduta. L’organizzazione sindacale Fillea Cgil di Treviso ha espresso vicinanza al lavoratore e alla sua famiglia, chiedendo al tempo stesso che sull’accaduto vengano effettuate verifiche rigorose. “Prima di tutto vogliamo rivolgere un pensiero al lavoratore e alla sua famiglia – dichiara Cristian Dalla Pozza, segretario generale della Fillea Cgil di Treviso –. Siamo sollevati dal fatto che non sia in pericolo di vita, ma non possiamo limitarci a tirare un sospiro di sollievo. Un operaio è precipitato da un’altezza considerevole mentre lavorava in un cantiere: è un fatto grave, che impone verifiche rigorose e che deve interrogare tutti”.
Il sindacato pone l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e, in particolare, sugli incidenti legati alle cadute dall'alto. “Le cadute dall’alto, gli schiacciamenti e gli altri incidenti gravi nei cantieri della Marca non sono fatalità – prosegue Dalla Pozza – e si ripetono con una frequenza ormai insostenibile. Sono il segnale di un sistema che continua a mettere sotto pressione lavoratori e lavoratrici, spesso in nome della rapidità e della riduzione dei costi. La sicurezza deve venire prima dei tempi di consegna, del profitto e della competizione al ribasso”. Per la Fillea Cgil la prevenzione dovrebbe rappresentare il criterio centrale nell'organizzazione del lavoro nei cantieri. Il sindacato chiede quindi un rafforzamento immediato delle attività di prevenzione, formazione e controllo, oltre alla piena applicazione delle norme sulla sicurezza e a un ruolo effettivo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
“Servono più formazione continua, dispositivi adeguati, ponteggi e parapetti correttamente installati, tempi di lavoro compatibili con la sicurezza, verifiche puntuali e controlli realmente efficaci – sottolinea il segretario generale –. Servono anche responsabilità chiare lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti. Non è accettabile che, quando avviene un incidente, si parli di evento imprevedibile per poi tornare rapidamente alla normalità”. La Fillea richiama inoltre l’attenzione sull’età media sempre più elevata degli addetti del settore. “L’operaio coinvolto oggi ha 67 anni. Questo dato non può essere ignorato – osserva Dalla Pozza –. Nei cantieri lavorano persone sempre più anziane, spesso impegnate in mansioni fisicamente gravose e in attività in quota. È una questione che riguarda sicurezza, salute, occupazione e reddito. Occorrono politiche per favorire il ricambio generazionale, percorsi di uscita dal lavoro per chi svolge mansioni usuranti e maggiori tutele per chi non è più nelle condizioni di affrontare le stesse attività di un lavoratore più giovane”.
“Ogni infortunio è un costo sociale, ogni incidente è una sconfitta collettiva e ogni morte sul lavoro è un dramma irreparabile per una famiglia e per una comunità – conclude Dalla Pozza –. La Fillea Cgil continuerà a chiedere alle imprese e alle istituzioni interventi concreti. La sicurezza non è un adempimento burocratico e non è un costo da comprimere: è il primo diritto di chi lavora”.
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