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28 maggio 2024

Castelfranco

"È ora di riaprire al pubblico i luoghi della cultura a Castelfranco!"

Serena Stangherlin, consigliere di opposizione, pungola l'Amministrazione affinché agisca in modo da rendere fruibili i luoghi culturali cittadini, in primis la Torre civica.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Torre Civica e Casa del Trombetta a Castelfranco

CASTELFRANCO - Non aprite quella porta! No, non stiamo parlando del famoso film horror del 1974, ma della situazione dei luoghi della cultura a Castelfranco, come denunciato da Serena Stangherlin, del gruppo di opposizione “Noi la civica”.

Nonostante la potenziale ricchezza culturale dalla città del Giorgione, vi è una palese discrepanza con la sua fruizione, a partire proprio dal museo dedicato al celebre pittore rinascimentale. Casa Giorgione ha infatti visto diminuiti gli orari di apertura, ridotti solamente al venerdì, sabato, domenica.

Peggio va allo Studiolo di Vicolo dei Vetri e a Casa Costanzo. Il primo, oggetto di un recente restauro all’avanguardia, che ha saputo sposare le nuove tecnologie con gli enigmatici affreschi contenuti al suo interno, è aperto raramente, se non per qualche sporadica occasione. Dopo aver ospitato alcune mostre temporanee, Casa Costanzo, residenza di Tuzio Costanzo (il committente della celeberrima Pala del Giorgione), è invece destinata ad accogliere uffici comunali.

Tuttavia, il monumento che più lascia basiti per la sua chiusura è la Torre civica, con l’adiacente “Casa del Trombetta”, la residenza dell’araldo civico, anch’essa oggetto di un recente restauro, dal costo di 330mila euro. “Passano i giorni, le settimane, i mesi… ma ancora nessun suono di tromba dalla Casa del Trombetta, eppure solo qualche mese fa, l’assessora alla Cultura Roberta Garbuio si esprimeva a mezzo stampa dicendo chiaramente di voler riaprire al pubblico quanto prima questo spazio” commenta Serena Stangherlin.

Al contrario dei piani dell’Amministrazione, l’Ente Palio non ha rinnovato la gestione del bene monumentale, facendo sì che dalla data prevista di riapertura, 15 marzo, la porta della torre continui a rimanere chiusa. “Da allora sono passati parecchie settimane di bel tempo e ponti più o meno lunghi, tra Pasqua e il 25 aprile, con altri fine settimana di mercatini e altre iniziative: tutte occasioni perse per visitare e far visitare i nostri siti culturali” rincara la dose la Stangherlin, che sprona la Giunta ad una più serrata e proficua collaborazione con le associazioni cittadine: “Aspettiamo che un qualche araldo civico annunci la riapertura della Torre, magari entro la Festa della Repubblica”.

 


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Leonardo Sernagiotto

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