Chiusura del Punto Nascita a Castelfranco: l'Ulss 2 dice no alla proroga chiesta dai sindaci
Dal 1° novembre parti trasferiti a Montebelluna e Treviso, ma la sanità trevigiana rilancia: "In loco restano e si rafforzano tutti i servizi per la donna e il bambino"
CASTELFRANCO VENETO – Non ci sarà la proroga al 31 dicembre 2027 sollecitata dai sette Comuni della Castellana per tentare il rilancio del Punto Nascita dell’ospedale San Giacomo. La risposta dell’Ulss 2 Marca Trevigiana alle istanze inviate dai sindaci al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e al Ministero della Salute è netta: dal 1° novembre 2026 la struttura verrà ufficialmente riconvertita.
A dettare il cambio di rotta sono i parametri nazionali sulla sicurezza, che impongono un limite minimo di 500 nascite all'anno. Nonostante la Regione del Veneto abbia tentato la via della deroga per i quattro centri a rischio (oltre a Castelfranco Veneto anche Adria, Valdagno e Portogruaro), il Comitato Percorso Nascita Nazionale ha espresso parere negativo.
I numeri del San Giacomo, del resto, delineano una contrazione verticale: dai 1.000 parti del 2016 si è passati ai 297 del 2025, mentre la stima per il 2026 prefigura un ulteriore calo fino a circa 240 nascite. Al momento sono una decina le gestanti in carico alla struttura che dovranno partorire altrove.
L'azienda sanitaria intende comunque rassicurare il territorio: la riorganizzazione toccherà solo ed esclusivamente il momento dell'espulsione e la successiva degenza di tre giorni. Tutto il resto del percorso assistenziale prima e dopo il parto non solo rimarrà a Castelfranco, ma verrà potenziato.
“Va sottolineato come l’obbligo di procedere alla riconversione non esprima in alcun modo una valutazione sul lavoro svolto con straordinaria professionalità e dedizione negli anni dal personale dell’Ostetricia del San Giacomo, cui va il nostro più sentito ringraziamento – sottolinea il direttore generale dell'Ulss 2, Giancarlo Bizzarri –. Il personale continuerà a seguire le donne in gravidanza e le famiglie. Il percorso di supporto alla genitorialità si sviluppa lungo i primi mille giorni di vita del bambino: la riconversione riguarderà esclusivamente il momento del parto e i tre giorni di degenza successivi, ovvero una minima parte di un percorso di accompagnamento che non solo resterà a Castelfranco Veneto ma sarà potenziato”.
Cosa cambia concretamente per le famiglie dal 1° novembre
La nascita vera e propria e il ricovero post-parto si sposteranno negli altri presidi ospedaliere della rete aziendale, con Montebelluna e Treviso come opzioni naturali di prossimità, o nelle altre strutture regionali. La scelta dell'ospedale spetterà alla futura madre, affiancata dalle equipe mediche in base alle esigenze cliniche e alla vicinanza geografica. Le gestanti già in carico con data presunta del parto successiva al 31 ottobre verranno contattate una per una per concordare il trasferimento e la condivisione delle cartelle cliniche.
I servizi diurni e la rete consultoriale della cittadella sanitaria castellana rimarranno pienamente operativi. Presso il San Giacomo continueranno ad essere erogati gli ambulatori ginecologici e ostetrici (per gravidanze fisiologiche, a rischio, puerperio e menopausa), i percorsi per la fertilità di coppia, le attività ginecologiche in day e week surgery, i consultori familiari con le ostetriche di zona, le attività legate ai "Primi 1000 Giorni" e l'ambulatorio pediatrico attivo sette giorni su sette dalle 8:00 alle 20:00.
Sul fronte delle emergenze, in presenza di travaglio avviato dal 1° novembre le pazienti dovranno dirigersi direttamente verso la struttura concordata evitando di passare per Castelfranco. Nelle situazioni di urgenza andrà invece allertato il SUEM 118, che gestirà il quadro clinico attivando se necessario il trasporto protetto.
Per governare il passaggio l'azienda ha predisposto un Piano multidisciplinare articolato su quattro direttrici: consulenze dedicate alle coppie, corsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità, percorsi specifici a gestione ostetrica per le gravidanze a basso rischio e visite a domicilio delle ostetriche subito dopo le dimissioni ospedaliere. Previsti inoltre un monitoraggio continuo sull'assistenza pediatrica e un potenziamento delle strutture di accoglienza per le gestanti.
“Il nostro impegno è accompagnare questo cambiamento e far sì che esso diventi occasione per migliorare il percorso genitorialità – conclude Bizzarri –. Investiremo sulla presa in carico territoriale, sulla prevenzione, sul sostegno alla genitorialità e sulla continuità dopo la nascita. Monitoreremo attentamente il funzionamento dei nuovi percorsi e i bisogni che emergeranno, per adeguare i servizi quando necessario. Cambia la sede del parto ma Castelfranco resta un punto di riferimento per la salute della donna, del bambino e della famiglia”.
Alleanza tra i Comuni della Castellana per salvare e rilanciare il Punto nascita di Castelfranco
Iscriviti alla Newsletter di OggiTreviso. E' Gratis
Ogni mattina le notizie dalla tua città, dalla regione, dall'Italia e dal mondo
























