Alleanza tra i Comuni della Castellana per salvare e rilanciare il Punto nascita di Castelfranco
I sindaci del territorio chiedono alla Regione Veneto di mantenere attivo il servizio al San Giacomo fino al 2027 per superare quota 500 parti all'anno
CASTELFRANCO VENETO - Fronte comune tra gli amministratori della Castellana per garantire un futuro al Punto nascita dell’Ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto. Nel corso di un vertice tenutosi nella Sala consiliare della città, la sindaca Maria Ghimenton ha illustrato i contenuti di una lettera congiunta inviata lo scorso 7 ottobre al presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e indirizzata per conoscenza anche al Ministero della Salute. Alla conferenza hanno preso parte la sindaca di Riese Pio X Ombretta Basso, il sindaco di Resana Stefano Bosa, il primo cittadino di Loria Alberto Battistella, l’assessora di Castello di Godego Francesca Guidolin e l’assessore ai Servizi sociali castellano Claudio Beltramello, insieme alle adesioni formali dei Comuni di Altivole e Vedelago. I dati emersi testimoniano un calo drastico: si è passati dai circa 1.000 parti assistiti nel 2016 ai soli 300 registrati nel 2025. Una contrazione che, secondo le amministrazioni locali, supera di gran lunga l'impatto della sola denatalità e richiede interventi immediati.
Per questa ragione, i sette Comuni dell'area — un bacino che conta oltre 95 mila abitanti — sollecitano il mantenimento temporaneo della funzione parto almeno fino al 31 dicembre 2027, tempo necessario per strutturare un piano straordinario di rilancio coordinato con l’ULSS 2 Marca Trevigiana e gli organi regionali e nazionali. L'obiettivo fissato nella missiva è quello di riportare la struttura sopra la soglia di sicurezza dei 500 parti all'anno. Per farlo, gli amministratori chiedono di investire sulla stabilizzazione delle équipe mediche, sull'introduzione continuativa della parto-analgesia e su una campagna informativa mirata verso le famiglie e i medici della zona. Come emerso dal confronto collettivo tra i primi cittadini, la tutela del reparto «è una questione che riguarda l’intero territorio e richiede un impegno coordinato delle istituzioni» per restituire attrattiva a un presidio fondamentale per la salute materna e infantile.
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