08 ottobre 2026

Vittorio Veneto

Cesana Malanotti, conclusa l’indagine della commissione interna

A seguito delle indagini dei Nas che ad agosto aveva portano alla denuncia di due oss per maltrattamenti

| claudia borsoi |

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Cesana Malanotti, conclusa l’indagine della commissione interna

VITTORIO VENETO – Si è conclusa l’indagine della commissione interna all’istituto Cesana Malanotti tesa a verificare i fatti balzati alle cronache ad agosto, quando a seguito delle indagini condotte dai carabinieri del Nas erano state denunciati per maltrattamenti agli anziani due operatori sociosanitari (poi sospesi dal servizio) e altri otto sono stati indagati per aver taciuto su quanto accadeva all’interno della rsa di via Carbonera.

A darne notizia è il presidente uscente dell’Ipab, l’avvocato Giuseppe Maso, che insieme alla direttrice ha nel corso dell’ultimo mese incontrato più volte per un confronto i famigliari degli ospiti della casa di riposo e sabato scorso anche il presidente del Comitato dei famigliari degli ospiti dell’istituto Cesana Malanotti.

«A fine settembre è stata inviata in Regione Veneto la relazione della commissione interna relativa alla verifica dei fatti riportati sulla stampa nell’agosto 2026 – riferisce Maso -. La commissione ha ascoltato ben 45 persone, tra cui medici, infermieri, oss, assistenti sociali, educatore, psicologa, fisioterapisti, coordinatori. Nessuna delle persone ascoltate ha dichiarato di aver posto in essere o di aver direttamente assistito a maltrattamenti fisici nei confronti degli ospiti. È stata segnalata, però, la presenza di alcuni ospiti che, per le caratteristiche delle rispettive patologie e condizioni comportamentali, potevano presentare atteggiamenti oppositivi o reazioni durante le attività assistenziali e, in tali situazioni, secondo quanto riferito dagli operatori, poteva rendersi necessario adottare modalità di contenimento o di protezione finalizzate a evitare graffi, sputi, spinte o altri comportamenti di allontanamento, in particolare durante le attività di igiene personale a letto».

Tra questi ospiti anche il caso di una donna «nel frattempo deceduta, alla quale veniva fatta indossare una mascherina al fine di evitare gli sputi e ridurre il rischio di trasmissione di un patogeno multiresistente, secondo quanto riferito dagli operatori e sulla base delle indicazioni ricevute dal personale sanitario – aggiunge il presidente, caso questo che aveva già reso noto nel corso del suo intervento nell’ultimo consiglio comunale a Vittorio Veneto -. I familiari di questa signora, consci della difficoltà di gestire l’anziana, hanno più volte ringraziato gli operatori per il servizio prestato, ribadendo tale riconoscenza anche nell’epigrafe».

Quanto ai due dipendenti sospesi, alcuni colleghi nel corso dei confronti con la commissione hanno evidenziato che «il loro tono di voce abitualmente alto talvolta potesse essere percepito in modo diverso dalle intenzioni, e che in alcune circostanze i due possano aver risposto in maniera non appropriata agli ospiti, ma nessuna testimonianza ha fatto emergere comportamenti violenti dei due soggetti» riferisce Maso.

Nel corso degli incontri con i famigliari degli ospiti dei due nuclei dove operavano i due oss sospesi, incontri poi allargati i famigliari degli ospiti di tutta la struttura, i parenti degli anziani non hanno nascosto la loro incredulità per le notizie emerse a seguito delle indagini del Nas e confermato di non aver mai assistito a forme di violenza nei confronti dei loro cari. Ad oggi nessun famigliare ha chiesto il trasferimento del proprio caro in altra struttura, né ci sono state rimostranze circa l’assistenza fornita dall’istituto.

 



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claudia borsoi

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