Accoglienza e migranti, duro scontro tra vescovo e sindaca
Tensioni politiche dopo l'omelia di san Francesco e la richiesta urgente di nominare il garante dei detenuti
| Redazione OT |
ROVIGO — Un duro confronto istituzionale si è aperto tra la giunta comunale e la diocesi locale in seguito alle dichiarazioni pronunciate dal vescovo Pierantonio Pavanello durante la messa celebrata in occasione della ricorrenza di san Francesco. Il presule ha focalizzato il proprio intervento sulle marginalità sociali, paragonando i poveri, gli stranieri in cerca di occupazione, i malati psichici e i carcerati alle figure dei lebbrosi dei tempi moderni. Nel corso della stessa omelia, l'autorità religiosa ha esplicitamente sollecitato l'amministrazione cittadina a provvedere in tempi brevi alla nomina del garante dei detenuti, un incarico rimasto vacante per lunghi mesi.
La risposta della prima cittadina Valeria Cittadin non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i canali social nel corso della giornata successiva, fissata alla data del 4 ottobre. La sindaca ha respinto le ingerenze politiche dal pulpito, sottolineando come il compito di governare il territorio comporti la gestione concreta della sicurezza e delle regole per i cittadini. L'amministratrice ha inoltre rivendicato la propria autonomia decisionale, invitando la Chiesa a concentrarsi sulla guida spirituale senza sovrapporsi alle competenze amministrative e alla gestione della cosa pubblica.
Il dibattito ha immediatamente diviso l'opinione pubblica cittadina, sollevando interrogativi sui confini tra il ruolo pastorale delle autorità religiose e le responsabilità di governo spettanti agli organi istituzionali. La questione legata alla figura del garante carcerario resta al centro delle rivendicazioni diocesane, mentre la giunta rivendica la propria linea basata sulla protezione dell'identità locale e sul rispetto dell'ordine pubblico all'interno della comunità.
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