Tra pizze e kebab spunta la droga: il questore chiude il locale per due mesi
La pizzeria d'asporto, secondo il decreto, veniva utilizzata come base logistica per il traffico di sostanze stupefacenti. I blitz di Carabinieri e Guardia di Finanza portano a due arresti e al sequestro di oltre 600 grammi di cocaina.
| Redazione OT |
PADOVA - Gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno notificato la sospensione della licenza per 60 giorni a una pizzeria d'asporto situata in città. Il provvedimento è stato adottato martedì 13 ottobre 2026 dal Questore Marco Odorisio ai sensi dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Gli accertamenti svolti dalle forze dell'ordine hanno dimostrato l'utilizzo continuato dell'esercizio commerciale come centrale dello spaccio.
Gli arresti
I Carabinieri della Stazione di Padova Principale hanno arrestato il gestore dell'attività e un dipendente di origine tunisina durante le recenti operazioni di controllo. I militari hanno sorpreso i due uomini con 35 grammi di cocaina suddivisi in 7 dosi da 5 grammi pronte per la vendita al dettaglio. L'intervento segue un'altra indagine conclusa il 3 febbraio 2026 dalla Guardia di Finanza con l'arresto del medesimo responsabile. I finanziari avevano rinvenuto oltre 583 grammi di sostanza stupefacente nascosti all'interno dei locali della pizzeria.
I precedenti
L'attività commerciale registrava da tempo segnalazioni per la presenza costante di clienti con precedenti penali. Nel marzo 2023 la Polizia Amministrativa aveva notificato un richiamo formale alla titolare dell'esercizio per sollecitare una maggiore vigilanza sulla gestione. I frequenti episodi di detenzione di droga e il diretto coinvolgimento del personale hanno spinto l'autorità di pubblica sicurezza a disporre il sigillo temporaneo.
La misura
Il decreto di chiusura stabilisce lo stop di ogni autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande per un periodo di 2 mesi. La decisione mira a interrompere il pericolo per l'ordine pubblico e a impedire che il locale continui a costituire un punto di riferimento per il traffico di stupefacenti sul territorio.
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