La preside Fusaro, dell'IC2 di Castelfranco, attaccata con una lettera anonima: Dirigentiscuola la difende
Il sindacato dei presidi diffida l'Ufficio Scolastico dall’agire sulla base di una missiva senza firma e annuncia possibili azioni legali
CASTELFRANCO VENETO / VENEZIA – Il clima si fa sempre più teso attorno alla gestione dell'Istituto Comprensivo 2 di Castelfranco Veneto. L'associazione Dirigentiscuola è intervenuta con forza per blindare e tutelare la prof.ssa Alessandra Fusaro, dirigente scolastica dell'istituto e presidente provinciale dello stesso sindacato, finita al centro di un duro scontro alimentato da pressioni, contestazioni e invii di lettere anonime. La preside, al momento assente dal servizio, è finita nel mirino di una missiva non sottoscritta inviata alle organizzazioni sindacali territoriali e inviata a nome di una generica "rappresentanza di docenti". Nel documento in questione viene domandato un intervento formale all'Ufficio Scolastico Regionale (USR), oltre a notizie su una passata ispezione e alla richiesta esplicita di non riaffidare l'incarico alla professoressa Fusaro per una supposta e non dimostrata "incompatibilità ambientale".
Di fronte a questo scenario, la sigla sindacale ha inviato una dura lettera al Direttore generale dell'USR Veneto, Marco Bussetti, per sollecitare un blocco definitivo alle verifiche o procedure ispettive nate da esposti privi di firma o di riferimenti concreti. L'organizzazione evidenzia come l'obiettivo non sia sottrarre la pubblica amministrazione ai doverosi controlli in presenza di fatti circostanziati, ma evitare che semplici lettere calunniose mettano a rischio la serenità dei presidi. A supporto di questa linea, il sindacato ha richiamato la nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) n. 1064 del 20 febbraio 2026, emanata per regolare la gestione delle segnalazioni nelle scuole dopo uno stato di agitazione ricomposto all'inizio dell'anno. La regola cardine deve essere la netta distinzione tra una contestazione firmata e riscontrabile e una denuncia priva di identità. Nel testo inviato a Bussetti si rimarca infatti che “il problema non è sottrarre eventuali comportamenti illeciti o irregolarità ai dovuti controlli, ma distinguere una denuncia circostanziata, sottoscritta e verificabile da una comunicazione anonima e generica”.
Secondo la visione dell'associazione, l'esercizio dell'attività ispettiva deve avvenire con equilibrio e su basi trasparenti, evitando di trasformarsi in uno strumento di pressione ideologica o di parte. Viene inoltre evidenziato come l'amministrazione abbia l'obbligo di trasmettere “tutte le lettere calunniose e diffamatorie, anonime e non, alla Procura della Repubblica oltre che alla dirigente che ha il diritto di denunciare e tutelare la propria dignità e onorabilità”. La prolungata esposizione ad attacchi e segnalazioni prive di riscontro fattuale rischia di generare un conflitto permanente, con pesanti ripercussioni sul corretto funzionamento dell'istituto. Per questo si chiede di non abbandonare i dirigenti scolastici nell'esercizio delle loro complesse funzioni quotidiane, ricordando che “prima di disporre un’ispezione nei confronti di un dirigente è necessario verificare la consistenza e la verificabilità delle contestazioni, evitando che una semplice lettera anonima possa determinare conseguenze sulla serenità e sull’immagine professionale del dirigente interessato”.
Particolarmente netto è stato il commento del Presidente nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, che ha ribadito la posizione dell'associazione dichiarando: “Ci troviamo nostro malgrado a ribadire un principio già più volte sottolineato anche in sede di vertenza ministeriale: una segnalazione anonima, generica e omertosa non può diventare il presupposto per un’ispezione o per mettere in discussione l’incarico di un dirigente scolastico. L’USR cestini immediatamente la lettera e proceda contro gli estensori, una volta individuati: l’Amministrazione deve tutelare la serenità dei suoi dirigenti, non prestare il fianco a chi vuole solo difendere il proprio orticello. Siamo pronti ad ogni azione sindacale e giudiziaria: proprio nel Veneto abbiamo precedenti anche recenti per casi analoghi”.
Nel suo intervento, Fratta ha poi rimarcato l'intenzione di monitorare costantemente la vicenda di Castelfranco Veneto, concludendo con un ulteriore avvertimento: “Continueremo a seguire molto da vicino la questione, nella certezza che il Direttore Generale non prenda minimamente in considerazione la segnalazione, che oltre che anonima appare vigliacca e omertosa: chi segnala dovrebbe perlomeno prendersi la responsabilità di metterci faccia, nomi e cognomi. In caso contrario, siamo pronti ad assumere tutte le iniziative ritenute necessarie per tutelare la dirigente e la funzione dirigenziale nelle sedi opportune, anche nelle eventuali azioni che la diretta interessata deciderà di intraprendere a propria tutela nei confronti dei calunniatori e della stessa Amministrazione. In Veneto lo abbiamo già fatto, anche di recente: l’auspicio è quello di non trovarci costretti a ripeterlo”.
Iscriviti alla Newsletter di OggiTreviso. E' Gratis
Ogni mattina le notizie dalla tua città, dalla regione, dall'Italia e dal mondo























