03 ottobre 2026

Treviso

Elisoccorso notturno del Suem: in cinque anni 776 interventi

Dal primo volo del 2021 alle operazioni con il verricello in pianura e montagna

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Suem 118 elisoccorso

TREVISO – Cinque anni di interventi notturni, 776 missioni e una capacità di soccorso che nel tempo si è estesa anche a luoghi non illuminati, non censiti e difficili da raggiungere. È il bilancio dell’elisoccorso notturno del Suem 118 di Treviso, che oggi, 2 ottobre, celebra il quinto anniversario del primo volo effettuato durante le ore notturne.

Un percorso iniziato il 29 settembre 2021 e sviluppatosi per fasi successive, grazie all’integrazione tra tecnologie, formazione, procedure operative e collaborazione tra professionisti sanitari, equipaggi aeronautici e personale tecnico del soccorso. L’anniversario è stato celebrato nell’hangar dell’elicottero “Leone”, alla presenza del coordinatore del Dipartimento interaziendale funzionale regionale del SUEM 118 della Regione Veneto Paolo Rosi, del direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti Achille Di Falco, della direttrice della Centrale Operativa SUEM 118 Cristina Barbarino, del direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana Giancarlo Bizzarri e della responsabile della Centrale Operativa SUEM 118 Treviso Silvia Orazio. Dal primo volo notturno a oggi sono stati effettuati 776 interventi, dei quali 392 soccorsi primari e 384 trasferimenti secondari, per una media di circa 160 missioni all’anno.

L’attività è il risultato della collaborazione tra Ulss 2 e Ulss 1 e della sinergia tra gli elicotteri “Leone” e “Falco”. Attraverso il coordinamento delle rispettive Centrali operative SUEM 118 e procedure condivise, i due mezzi garantiscono una risposta continuativa 24 ore su 24. Nel corso degli anni sono cambiate anche le modalità di intervento. Quando il servizio è partito, nel settembre 2021, l’elicottero poteva atterrare di notte soltanto in siti conosciuti, precedentemente censiti e dotati di illuminazione, come i campi sportivi.

Nel febbraio 2022 è arrivata la prima estensione operativa, con la possibilità di raggiungere anche siti noti ma privi di illuminazione. Nel novembre dello stesso anno sono stati autorizzati gli atterraggi fuori campo in luoghi non censiti e non illuminati. In queste situazioni diventava fondamentale il lavoro delle squadre a terra, impegnate nell’individuazione, nell’ispezione e nell’illuminazione dell’area di atterraggio.

In tre anni questa modalità ha permesso di effettuare 141 interventi in Fase FOC 2, con atterraggio in luoghi non censiti e non illuminati. Un ulteriore salto operativo è arrivato il 10 ottobre 2025, con l’avvio della Fase 3. Da quel momento l’elicottero può atterrare anche in aree non note e prive di illuminazione da terra. Un'evoluzione costruita progressivamente, attraverso addestramento, verifica delle procedure e ampliamento delle capacità operative.

Ma la novità più recente riguarda il verricello. Dal 1° febbraio 2026, infatti, l’elisoccorso di Treviso può effettuare anche di notte operazioni speciali, comprese le manovre di hovering e l’utilizzo del verricello, sia in pianura sia in montagna. Una possibilità particolarmente importante negli ambienti impervi, dove un atterraggio può essere impossibile e i mezzi di terra non sono in grado di raggiungere rapidamente il paziente. Dall’introduzione delle operazioni speciali notturne sono stati effettuati 15 interventi in montagna, che hanno consentito di recuperare persone ferite e illese in aree non raggiungibili via terra. Tra le missioni più significative viene ricordato l’intervento dello scorso maggio sulla Torre Grande delle Cinque Torri. L’operazione, svolta dopo il tramonto in un ambiente caratterizzato da pareti verticali e visibilità estremamente ridotta, ha richiesto l’impiego coordinato dell’equipaggio di volo, del verricellista, dei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e dell’équipe sanitaria. Gli alpinisti rimasti sospesi negli imbraghi dovevano essere recuperati rapidamente, rendendo il fattore tempo particolarmente importante. La missione ha richiesto diverse fasi operative, dall’avvicinamento dell’elicottero all’hovering, fino al posizionamento e alla manovra con il verricello. Dietro l’evoluzione dell’elisoccorso notturno non ci sono soltanto gli elicotteri e le tecnologie, ma un sistema di formazione e addestramento continuo. Personale sanitario e tecnico, equipaggi aeronautici, operatori del Suem 118 e squadre del CNSAS hanno lavorato attraverso procedure condivise per ampliare progressivamente le possibilità di intervento, mantenendo elevati standard di sicurezza.

Il risultato, a cinque anni dal primo volo notturno, è un servizio capace di operare in scenari sempre più complessi e di raggiungere pazienti anche in condizioni che fino a pochi anni fa rendevano particolarmente difficile il soccorso durante le ore notturne. I 776 interventi effettuati dal 2021 a oggi rappresentano quindi il bilancio di un percorso che ha portato l’elisoccorso del SUEM di Treviso a intervenire anche nel buio, in luoghi impervi e, dal 2026, con operazioni speciali e verricello sia in pianura sia in montagna.

 


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