Via Col Moschin: sigillata la casa del rogo dove morì Nikkolay Kalusenko
Il Comune di Montebelluna anticipa 50mila euro per sbarrare accessi e recidere il degrado, in attesa della nomina del curatore dell'eredità giacente
MONTEBELLUNA – Arriva una svolta decisiva per la messa in sicurezza del controverso immobile di via Col Moschin 7, situato nel quartiere retrostante l'ospedale San Valentino. La struttura, tristemente nota per essere stata teatro, il 5 agosto dello scorso anno, del tragico incendio in cui perse la vita il trentaquattrenne di origini russe Nikkolay Kalusenko Vladimirovic (Niccolò Martini), è stata finalmente sbarrata per impedire nuove intrusioni e bivacchi.
Negli ultimi mesi l'edificio, rimasto privo di eredi a seguito del decesso degli anziani coniugi proprietari, era diventato un punto di riferimento per occupazioni abusive, disordini e schiamazzi notturni.
La situazione di degrado e di incertezza legale aveva sollevato forte preoccupazione tra i residenti ed era sfociata anche sul piano politico con un'interrogazione indirizzata al Sindaco e al Segretario comunale da parte di Davide Quaggiotto, capogruppo dei Democratici per Montebelluna. Per sbloccare lo stallo causato dalla complessa vicenda giurisdizionale, il Municipio ha inoltrato al Tribunale di Treviso la richiesta per avviare la procedura di eredità giacente, aperta ufficialmente lo scorso luglio. Senza attendere la nomina formale del curatore e i tempi della giustizia, a settembre l'amministrazione comunale ha scelto di agire direttamente approvando una variazione di bilancio con cui ha stanziato 50mila euro per finanziare i lavori più urgenti.
Gli interventi della prima fase si sono sostanzialmente conclusi con l'installazione di pannelli protettivi a chiusura di tutte le porte, le finestre, i balconi e i garage dell'immobile, rendendo impossibile l'ingresso ai non autorizzati. Contestualmente si è proceduto alla totale bonifica del giardino dalla vegetazione incolta, la cui rimozione permette adesso una visibilità e un controllo costante dell'area da parte delle abitazioni adiacenti. Il piano di ripristino proseguirà con il risanamento dei locali interni, in parallelo con l'iter giudiziario ancora in corso presso il foro trevigiano.
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