21 settembre 2020

Castelfranco

La candidata Gomierato lancia l’SOS per le scuole di Castelfranco

“Scuole castellane, un risiko rischioso”: commenta l’ex sindaco

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Liceo musicale Giorgione

CASTELFRANCO – Da sempre Castelfranco Veneto è sinonimo di istruzione d’alto livello ma a fronte di una realtà consolidata nel tempo a detta della candidata a sindaco Maria Gomierato ci sarebbero delle avvisaglie che lasciano intuire un futuro poco roseo. “Il polo scolastico di Castelfranco Veneto è il più forte della provincia di Treviso. Abbiamo visto rafforzato nel tempo ogni ordine di scuola, dalla scuola materna, alle elementari, alle medie, alle superiori, più il Conservatorio Agostino Steffani e l’Università di Padova in Villa Bolasco. Tante famiglie hanno scelto Castelfranco come comune di residenza proprio per i servizi scolastici. Ma – esordisce Gomieato -, emergono in questo periodo segnali molto preoccupanti. Ci sono quattro indizi che fanno una prova perché è evidente si stanno perdendo pezzi: invece Castelfranco deve tornare a credere nell’istruzione e a considerarla una priorità”.

Maria Gomierato elenca uno ad uno gli elementi che reputa significativi, a riprova dei suoi timori: “L’Istituto Alberghiero Maffioli a settembre avrà a Castelfranco 6 classi in meno. Un calo di iscrizioni e di studenti mai visto. E non dipende ancora dalla denatalità. È un forte campanello d’allarme che suona rispetto al passato, quando la richiesta di iscrizioni metteva ogni anno in crisi l’Istituto alla ricerca di nuove aule e di laboratori. Ora è Montebelluna a crescere. Secondo. L’IPSIA Galilei, scuola superiore finora molto ricercata data la preparazione tecnica che incontra le richieste di personale specializzato delle aziende del territorio, rischia di perdere l’autonomia scolastica e di essere accorpata ad un altro Istituto. Le iscrizioni quest’anno non arrivano a 600 e sotto quel numero una scuola non può avere il dirigente scolastico e una gestione autonoma con quel che ne consegue. Quando non c’è la focalizzazione sulla propria specificità si perde in qualità del servizio”.

Il terzo punto riguarda: “Le scuole elementari di via Puccini, il plesso che da sempre accoglie tutti i bambini a sud e a est del centro storico fino al quartiere Verdi e al quartiere Abruzzo, sta per essere svuotato. 8 classi di bambini dai 6 ai 10 anni dovranno traslocare in un’ala della scuola media Sarto mentre gli studenti del Liceo Musicale che occupano quei locali dovranno traslocare nella scuola elementare. Qualcuno riesce a spiegare la logica di questo valzer? Non sarà facile capire perché una scuola che ha la sua palestra e la mensa, una scuola che per molti anni ha ospitato 10 classi e ora ne ha 8 e quindi ha spazi in più per gestire il distanziamento causa Covid 19, ora deve lasciare quel plesso e andare in un’ala di una scuola media. Con quante aule? Senza mensa? Senza palestra o condividendo la palestra con gli alunni delle medie? Con i servizi igienici adatti ad alunni più grandi? Con scale da salire e scendere magari per occupare le aule del seminterrato? E alla fine dell’epidemia, ipotesi settembre 2021, tornerà nella sua sede?”.

Quindi gli ultimi punti salienti: “Quarto. Gli studenti del Liceo Musicale troveranno nella scuola elementare gli spazi adeguati alla loro età e alle loro esigenze? Si tratta di giovani dai 15 ai 18-19 anni che utilizzeranno spazi e servizi pensati per bambini dai 6 ai 10 anni. E loro studiano musica: ci sono le condizioni? E ci sarà nel plesso anche la scuola per adulti come leggiamo sulla stampa? Sulla stampa si legge infine di continue ipotesi di spostamenti di classi da un punto all’altro di Castelfranco, con usi propri e impropri di immobili, con costi milionari di ristrutturazioni causa Covid. Un blocco dell’ospedale in un mese dovrà diventare una scuola: temporaneamente o per sempre? Perché dovrebbe trattarsi di soluzioni temporanee, non certo ideali, in attesa della fine dell’epidemia. E poi? Che ne sarà di tutte queste trasformazioni attuate senza una pianificazione? Quanto peseranno quei costi sul nostro futuro?”.

Candidata per la lista “La Civica”, Maria Gomierato conclude: “Credo che una amministrazione pubblica debba dedicare alla scuola ben altra attenzione: averla trascurata in questi ultimi 10 anni sta pesando come un macigno sul nostro sistema scolastico. Se il presidente della Provincia avesse realizzato le strutture e gli ampliamenti degli Istituti superiori anche a Castelfranco, a partire dal blocco aule e palestra dell’Istituto Nightingale, oggi il Covid non avrebbe creato tutti i disagi e i costi aggiuntivi che dobbiamo subire. Ma nella scuola e nel suo valore bisogna crederci. Noi La Civica ci crediamo”.

 



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