13 ottobre 2026

Treviso

Cade dal tettuccio dell'auto per girare un video: “La ricerca di visibilità non può valere più della vita”

ll presidente del Centro della Famiglia, Adriano Bordignon, interviene sul grave incidente avvenuto domenica a Padernello di Paese durante un raduno di street racing

| Isabella Loschi |

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Cade dal tettuccio dell'auto per girare un video: “La ricerca di visibilità non può valere più della vita”

PAESE – Il grave incidente avvenuto domenica sera a Padernello di Paese, dove un giovane 23enne di Jesolo, è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tettuccio di un’auto mentre realizzava un video durante un raduno di street racing, riporta al centro dell’attenzione il tema dei comportamenti a rischio tra i giovani e della ricerca di visibilità sui social network.

A intervenire è il presidente del Centro della Famiglia di Treviso, Adriano Bordignon, che invita a riflettere sulle conseguenze di gesti pericolosi e sul ruolo degli adulti nell’accompagnare gli adolescenti verso scelte consapevoli. “Di fronte a episodi come questo, il primo pensiero va al ragazzo coinvolto e alle persone che gli sono vicine”, afferma Bordignon. “È una vicenda che ci richiama, con forza, al valore della vita e alla necessità di non sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni”.

Il rischio, sottolinea il presidente, è che il desiderio di stupire, ottenere approvazione o raccogliere visualizzazioni finisca per prevalere sulla percezione del pericolo. “Quando il desiderio di stupire, ottenere approvazione o raccogliere visualizzazioni prende il sopravvento, il rischio è che il limite venga percepito come un ostacolo da superare anziché come una tutela per sé e per gli altri”.

 “Non si tratta di puntare il dito contro i giovani, ma di interrogarci come adulti e come comunità. I ragazzi hanno bisogno di contesti in cui sentirsi riconosciuti per ciò che sono, non per quanto riescono a stupire; hanno bisogno di adulti capaci di ascoltare, dialogare e porre limiti chiari. Sono tanti i genitori che si rivolgono al Consultorio Familiare del Centro della Famiglia per chiedere supporto per affrontare le sfide della fase adolescenziale dei figli. Offrire ai giovani alternative e occasioni autentiche di riconoscimento dipende anche da noi adulti aiutandoli a sviluppare la capacità di scegliere con consapevolezza, anche quando questo comporta resistere alla pressione del gruppo o rinunciare a proposte effimere e pericolose che circolano sui social. Famiglia, scuola e luoghi di aggregazione possono contribuire insieme a costruire una cultura della responsabilità, nella quale il coraggio non coincida con la sfida al pericolo e il valore di una persona non dipenda dall’attenzione che riesce a ottenere online”.

 

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