Arrestato Riccardo Bossi, il figlio del fondatore della Lega deve scontare 5 anni e 9 mesi
Riccardo Bossi è andato a processo per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza, un sussidio che avrebbe ricevuto per anni, senza averne diritto
| La redazione |
CRONACA - E' stato arrestato ieri dai carabinieri a Busto Arsizio, in provincia di Varese, Riccardo Bossi, figlio del fondatore della Lega Umberto. Deve scontare un cumulo pene di 5 anni e 9 mesi di reclusione. A quanto si apprende, il primogenito del senatùr è stato portato nel carcere di Busto Arsizio. Le condanne sono per episodi che risalgono al passato, tra il 2011 e il 2020, per cui Riccardo Bossi è andato a processo per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza, un sussidio che il figlio del fondatore della Lega avrebbe ricevuto per anni, senza averne diritto. Il primogenito del Senatur è a processo anche per presunti maltrattamenti alla madre nel 2016. In primo grado il Tribunale di Varese nel giugno 2025 lo ha condannato a un anno e quattro mesi. Una sentenza, confermata un anno più tardi dalla Corte d'Appello di Milano, contro cui Riccardo Bossi ha fatto ricorso in Cassazione, difeso dall'avvocato Federico Magnante.
Renzo Bossi: "Con Riccardo vite differenti"
"Ho appreso dagli organi di stampa quanto accaduto a Riccardo, credo che, nella vita, ognuno sia figlio delle proprie scelte e debba assumersi personalmente la responsabilità delle proprie azioni", dice all'AdnKronos, Renzo Bossi, alla Camera per la presentazione dei discorsi parlamentari del padre Umberto, fondatore della Lega. "Non spetta a me entrare nel merito delle vicende giudiziarie che lo riguardano -dice di Riccardo, primogenito del Senatur- . Ci tengo però a precisare un aspetto familiare, anche per evitare rappresentazioni che non corrispondono alla realtà. Riccardo è figlio del primo matrimonio di nostro padre Umberto e ha avuto, da sempre, un percorso di vita separato da quello mio e dei miei fratelli, figli di Manuela". "Non si tratta di una distanza nata oggi o conseguente alle sue vicende giudiziarie. Semplicemente, tra noi non si è mai costruito un vero rapporto familiare: abbiamo vissuto vite differenti, frequentato ambienti differenti e non abbiamo mai condiviso quella quotidianità che normalmente esiste tra fratelli, nemmeno nelle tradizionali occasioni familiari come il Natale", conclude.
Iscriviti alla Newsletter di OggiTreviso. E' Gratis
Ogni mattina le notizie dalla tua città, dalla regione, dall'Italia e dal mondo























