“W i Sposi”, la memoria si mette in posa
Alla Rotonda di Villa Papadopoli 58 fotografie di nozze ritrovate: volti, abiti e storie del Vittoriese
VITTORIO VENETO - "Bacio! Bacio! Bacio!". Il coro parte da un tavolo, poi si allarga a tutta la sala. I bicchieri tintinnano, le posate si fermano per un momento, gli invitati si voltano verso gli sposi seduti vicini, ancora un po’ increduli dopo una mattinata di emozioni. Lei abbassa lo sguardo e sorride. Lui si avvicina piano, tra le risate degli amici e gli incoraggiamenti dei parenti.
Poi, proprio mentre il bacio arriva tra gli applausi, qualcuno si alza in piedi. Alza il calice, e con tutto il fiato in corpo grida: W i sposiiiii!. E lì parte l'applauso.
È una scena che appartiene a molte famiglie del Vittoriese. Un ricordo custodito per anni in una fotografia ingiallita, in un album riaperto dopo molto tempo. Da quelle immagini, da quei volti e da quei giorni irripetibili nasce W i Sposi, la mostra fotografica che porta alla Rotonda di Villa Papadopoli 58 fotografie di nozze ritrovate.
Cinquantotto fotografie di nozze, ritrovate negli archivi privati delle famiglie del Vittoriese, tornano alla luce dopo anni trascorsi in cassetti, scatole di latta e album sfogliati sempre più di rado. Abiti bianchi, sguardi timidi, pose composte davanti all’obiettivo: frammenti di giornate speciali che ora diventano memoria condivisa.
Da domenica 4 ottobre, alle 18, la Rotonda di Villa Papadopoli apre le porte alla mostra nata da quel zarlatan de Zeneda Renato Vettorato che da anni racconta con la macchina fotografica il territorio e le sue tradizioni. Questa volta, però, ha scelto di guardare indietro, entrando negli archivi privati delle famiglie.
Non fotografie sue, ma immagini ritrovate. Un lavoro paziente, fatto di album sfogliati con figli e nipoti degli sposi ritratti, di ricordi riemersi e racconti ascoltati. Vettorato diventa così il filo che unisce volti e famiglie che altrimenti sarebbero rimasti custoditi in case diverse, lontani gli uni dagli altri.
Nelle immagini si riconoscono acconciature d’altri tempi, automobili ferme davanti al sagrato, gruppi di parenti ordinati per l’ultimo scatto prima del pranzo di nozze. Ci sono sorrisi trattenuti, mani intrecciate, vestiti scelti con cura e quell’aria solenne che accompagnava un giorno atteso per anni. Ogni fotografia racconta una storia: il giorno più importante nella vita di qualcuno, ma anche un piccolo ritratto del costume, delle relazioni e della società di un territorio.
L’inaugurazione si terrà appunto domenica 4 ottobre alle 18 e si concluderà con un brindisi offerto da Bellenda. La mostra resterà aperta anche sabato 10 e domenica 11 ottobre, dalle 15 alle 19. Proprio domenica 11 è previsto uno dei momenti più significativi dell’iniziativa: la restituzione delle stampe alle persone ritratte oppure ai familiari delegati. Chi non potrà essere presente potrà contattare Aldo Bianchi, presidente dell’Associazione Zheneda, al numero 348 7926851. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Vittorio Veneto, dal Quindicinale e dall’Associazione Zheneda, che da anni cura e anima la Rotonda. Un’occasione per visitare uno spazio culturale nel cuore di Ceneda e per ritrovare, attraverso una fotografia, un volto conosciuto, un parente, un vicino di casa o semplicemente un pezzo della storia collettiva della città.
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