Stretta della Questura a Conegliano: locale pubblico chiuso per sette giorni
Il provvedimento di sospensione della licenza è stato emesso dalle autorità di pubblica sicurezza in seguito a episodi di violenza registrati all'interno dell'esercizio commerciale.
| Redazione OT |
CONEGLIANO - Un esercizio pubblico situato nel territorio comunale di Treviso è stato chiuso per un periodo di 7 giorni a seguito di un provvedimento urgente disposto direttamente dal questore di Treviso per motivi di ordine pubblico. Provvedimento restrittivo si è reso necessario dopo che le forze dell'ordine hanno accertato una situazione di pericolo sociale legata al costante ritrovo di soggetti pregiudicati all'interno del locale.
Una rissa scoppiata nei primi giorni del mese di agosto aveva coinvolto 6 persone in evidente stato di alterazione alcolica, armate di bottiglie e bicchieri rotti durante una colluttazione culminata con ricoveri ospedalieri. Denunce immediate e provvedimenti di divieto di accesso alle aree pubbliche erano stati notificati nei confronti di tutti i protagonisti degli scontri grazie al tempestivo intervento delle pattuglie del commissariato locale.
Controlli effettuati ripetutamente dagli agenti hanno confermato la frequentazione abituale della struttura da parte di individui gravati da precedenti specifici per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti.
L'avvocato Giovanni Maccarone, che segue legalmente il locale, in una nota alla stampa segnala: «Il bar è frequentato quotidianamente da famiglie, residenti e persone del quartiere. La nostra assistita ha sempre adottato un atteggiamento responsabile nella somministrazione di alcolici e non serve ulteriori bevande a chi si presenti già in evidente stato di alterazione. In un'altra occasione, durante il periodo di gestione, è stata proprio la mia cliente a chiedere l'intervento della Polizia, perché delle persone ubriache si rifiutavano di lasciare il locale se non le avessero servite. Anche questo dato è importante: la collaborazione con le Forze dell'Ordine non è mai stata considerata un'alternativa alla gestione dell'attività, ma un dovere e una forma di tutela per la clientela e per il quartiere.
La presenza occasionale di una persona con precedenti - peraltro emersa, secondo quanto riferito nel provvedimento, nell'ambito dei controlli successivi all'episodio del 1° agosto - non equivale alla gestione di un locale destinato a persone pregiudicate e non può cancellare la realtà di un esercizio aperto al quartiere e frequentato in larga parte da clienti e famiglie della zona. Tra le posizioni richiamate negli accertamenti risultano inoltre precedenti eterogenei, compresi quelli per guida in stato di ebbrezza, che non possono essere presentati indistintamente come prova di una frequentazione criminale del locale.
Peraltro in Veneto chissà quanti locali sarebbero oggetto di sospensione. La Questura ha il potere di adottare misure preventive a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza. La proprietaria ha sempre rispettato tale prerogativa e, anche per questa ragione, ha scelto di non contestare giudizialmente la sospensione di sette giorni, misura più contenuta rispetto alla durata inizialmente prospettata nel procedimento. Altra cosa, però, è trasformare un provvedimento amministrativo preventivo e un singolo episodio in un'etichetta permanente sul locale e sulle persone che gestiscono».
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