17 settembre 2026

Treviso

PURE IL DIRETTORE GENERALE DELLA PROVINCIA CHIEDE PULIZIA NELLA LEGA

Rapicavoli: "Chi non ha chiesto conto al tesoriere?"

| Mauro Favaro |

| Mauro Favaro |

PURE IL DIRETTORE GENERALE DELLA PROVINCIA CHIEDE PULIZIA NELLA LEGA

TREVISO – Il Sant'Artemio sta con Maroni. E stavolta non si parla solo del “barbaro sognante” Muraro. Il grido “pulizia, pulizia, pulizia” emesso l'altro ieri dall'ex ministro dell'Interno, infatti, sulle rive dello Storga è stato raccolto anche dal direttore generale, instancabile braccio destro del presidente, Carlo Rapicavoli.

Che c'entra “il più bravo funzionario d'Italia” con lo scandalo dei rimborsi elettorali gestiti dalla Lega? C'entra. E' lui stesso, infatti, a entrare nel dibattito politico, attraverso il quotidiano di informazione giuridica online LeggiOggi.it, chiedendo come mai il famoso passo indietro è stato fatto solo dai vertici del Carroccio.

“Tutti abbiamo imparato a conoscere una figura, quella del tesoriere, che viene dipinto come detentore di un potere assoluto di gestione, privo di controlli od obblighi. Possibile? Non v’è dubbio che la responsabilità penale è personale. Ma la responsabilità politica? – sbotta Rapicavoli – chi ha nominato il tesoriere? Chi non gli ha chiesto il conto della sua gestione? Come è possibile che soltanto dopo l’avvio di un inchiesta giudiziaria tutti scoprono la mala gestione?”.

E quando si chiede chi avrebbe dovuto tenere sotto controllo l'operato di Belsito sembra di risentire Gentilini, che negli ultimi giorni ha chiesto le dimissioni anche del senatore trevigiano Piergiorgio Stiffoni che sedeva, assieme a Roberto Castelli, nel comitato amministrativo della Lega. Per il direttore generale, insomma, le dimissioni di Bossi non bastano. “E gli altri? – incalza – per l'ennesima volta viene eluso il nodo della responsabilità politica”.

Ora, sempre secondo Rapicavoli, non resta altro che riscrivere le regole. “Più che restyling di facciata occorre una risposta immediata che blocchi definitivamente assurdità come il denaro a partiti inesistenti, ridimensioni radicalmente l'ammontare del finanziamento e imponga severissime regole – conclude – per questo continuiamo a ritenere del tutto insensato tagliare le rappresentanze politiche locali e mantenere inalterato quel ceto politico nazionale che appare troppo preoccupato della propria sopravvivenza politica a breve termine per rendersi conto di quanto sta realmente accadendo”. Muraro, forse, non avrebbe detto di meglio.

 


| modificato il:

Mauro Favaro

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