Ex vescovo condannato a 6 anni e mezzo per violenze su due bambini
L'ex prelato è stato riconosciuto colpevole di stupro e altri 12 capi d'imputazione dopo le indagini volute da Papa Francesco
| La redazione |
CRONACA - L'ex vescovo cattolico australiano Christopher Saunders è stato condotto in carcere dopo la condanna a sei anni e mezzo di reclusione per aver abusato sessualmente di due giovani aborigeni. L'uomo, ordinato sacerdote nel 1976 e nominato nel 1996 alla guida della diocesi di Broome – un territorio di circa 770.000 chilometri quadrati nella remota regione di Kimberley –, si era dimesso dal suo incarico nel 2020 a seguito delle prime accuse. Nel processo svolto nello stato del West Australia, conclusosi con la sentenza del giudice della Corte distrettuale Martin Flynn, Saunders è stato ritenuto colpevole di un'accusa di stupro e di altri 12 capi d'imputazione per violenza sessuale, mentre è stato assolto dalle accuse relative a un terzo giovane e altri capi d'imputazione sono stati ritirati.
Le ricostruzioni giudiziarie hanno evidenziato come l'ex ecclesiastico adescasse sistematicamente le vittime invitandole a feste, offrendo alcolici e sfruttando risorse e proprietà della chiesa, oltre che la propria posizione di autorità, per costringere i ragazzi a spogliarsi e a subire abusi. L'inchiesta, scaturita dalle indagini interne commissionate da Papa Francesco nel 2019, segna una delle condanne più gravi a carico di un alto esponente della gerarchia cattolica mondiale. Dopo la vicenda del cardinale George Pell, poi assolto, Saunders figura infatti come il più alto prelato australiano mai incriminato per reati sessuali.
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