Cesana Malanotti, Maso: “Nas solerti con la stampa, ma si sono dimenticati di comunicarci che i due dipendenti erano sospesi”
Ieri sera il presidente del cda ha relazionato al termine del suo mandato
| claudia borsoi |
VITTORIO VENETO – Un intervento atteso, sollecitato anche dal consigliere di minoranza Giovanni Braido, quello del presidente dell’Ipab Cesana Malanotti, Giuseppe Maso, presente ieri sera, mercoledì, in consiglio comunale per la relazione di fine mandato, ma anche per dettagliare con una relazione lunga 7 pagine sui due casi di presunti maltrattamenti ai danni di anziani balzati alle cronache, il primo nel dicembre 2024, il secondo lo scorso agosto. E se per il primo caso, con dipendente poi licenziato nell’ottobre 2025 per maltrattamenti verbali ad alcuni ospiti come accertato dalle registrazioni audio e video, mentre non sono emersi maltrattamenti fisici, l’istituto ha già avuto modo di accedere al fascicolo in Procura, quello più recente rimane ancora con tanti punti di domanda in attesa che carabinieri e Procura infornino l’ente.
«I Nas sono stati così solerti a fare un comunicato stampa il 13 agosto in piena settimana di Ferragosto, però – ha osservato il presidente Maso - si sono dimenticati di comunicarci che i due dipendenti erano sospesi, tant’è che a carico del secondo dipendente (che non si era presentato al lavoro senza darne comunicazione ndr), noi abbiamo avviato un procedimento disciplinare. Ma siccome non ci aveva comunicato la sospensione e pensavamo noi di licenziarlo, al momento non possiamo farlo perché giustamente ci ha fatto notare che era compito della pubblica sicurezza comunicare all’istituto che era sospeso».
Nella lunga relazione, Maso ha ripercorso quanto fatto dal 2021 ad oggi, dall’apertura del nuovo nucleo “Argento” con ulteriori 20 posti letto, dando così compimento ad un cantiere fermo da anni, alla gestione degli altri immobili dell’ente, dai bilanci chiusi sempre in pareggio o in attivo al saldo di cassa che al 31 agosto 2026 superava i 3,2 milioni di euro, dall’azzeramento delle cause legali (quando si erano insediati ce n’erano 5 in corso) alla ricostituzione del comitato degli ospiti, dalla realizzazione della cappella all’interno della struttura di via Carbonera, con la presenza di un sacerdote, la celebrazione della messa e anche dei funerali, alle nuove dotazioni come ad esempio le docce idromolecolari per gli ospiti allettati. E poi il capitolo personale, con le progressioni orizzontali e verticali attivate dopo che erano ferme da 12 anni e i bandi di concorso per nuove assunzioni (oggi i dipendenti complessivi dell’istituto sono circa 150).
Quanto agli «episodi dei presunti maltrattamenti», così li ha definiti Maso, accaduti all’interno della struttura di via Carbonera e balzati alle cronache nel dicembre 2024 e nell’agosto 2026, il presidente del cda ha fornito una dettagliata ricostruzione dei fatti in base agli elementi al momento in mano all’istituto. Quanto al primo episodio, ha evidenziato come all’istituto non siano mai arrivati segnalazioni dirette su maltrattamenti o comportamenti non consoni da parte di quel dipendente che poi, nell’ottobre 2025, è stato licenziato a seguito di intercettazioni audio e video che confermavano la sua violenza verbale contro alcuni ospiti. «Quanto al secondo episodio, dico supposti maltrattamenti perché al momento non è stato ancora possibile accedere al fascicolo» ha precisato Maso, evidenziato come ad oggi nessuno abbia detto all’istituto, che nel mentre ha avviato una propria commissione interna di inchiesta, di aver assistito a maltrattamenti. Il presidente ha ribadito in aula la piena disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria e con l’ufficio regionale, mentre domani, venerdì, incontrerà i famigliari degli ospiti dei due nuclei dove lavoravano i due oss, al momento sospesi, denunciati per maltrattamenti a seguito delle indagini dei Nas.
Nei vari interventi in aula, i consiglieri hanno chiesto al presidente Maso informazioni sul personale in servizio, sull’ambiente di lavoro, sul centro diurno (che dopo esser stato avviato nel 2024, un anno dopo è stato chiuso per carenza di personale ma anche di anziani-utenti, ha spiegato il presidente), sui carichi di lavoro.
«Auspico – ha concluso la sindaca Mirella Balliana – che per il prossimo cda del Cesana Malanotti ci siano figure con padronanza della materia, professionisti d’ambito. Fa specie che dei dipendenti abbiano dovuto ricorrere ai carabinieri (per denunciare i maltrattamenti ndr) anziché passare per gli organismi interni all’ente».























