23 ottobre 2020

Montebelluna

L’Ulss appalta il servizio a una ditta di Roma: ora solo traduzioni telefoniche, basta operatori sul campo

Non più operatori sul campo ma solo servizio telefonico: timoni nel mondo della scuola

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

L’Ulss appalta il servizio a una ditta di Roma: ora solo traduzioni telefoniche, basta operatori sul campo

MONTEBELLUNA – L’Ulss appalta i servizio di mediazione linguistica e vince una ditta di Roma: non più operatori sul campo ma solo traduzioni telefoniche. Grande preoccupazione nel mondo della scuola che attende l’esito della gara che il distretto di Asolo (sempre nell’ambito dell’ULSS trevigiana) ha indetto nei mesi scorsi.


A lamentare la situazione venutasi a creare sono i consiglieri montebellunesi del gruppo Pd-Il futuro è adesso: “In questi giorni abbiamo avuto conferma che il servizio di mediazione linguistica per il settore sanitario di tutta l’Ulss (ospedale, case di riposo, …) è stato appaltato ad una ditta di Roma che ha vinto con un riduzione del 25% sulla base d’asta”.


“La ditta proporrà un servizio di interpretariato fatto a distanza: in altre parole il telefono sarà lo strumento di “passaggio d’informazioni” tra l’istituzione sanitaria e l’utente – spiegano i consiglieri -. Una semplice traduzione di una comunicazione inerente la condizione fisica del malato. Un passaggio semplice d’informazioni che rende in maniera “fredda e poco dignitosa” quanto invece dovrebbe esser accompagnato con cura e professionalità soprattutto in un colloquio fatto di gesti e parole”.


Un precedente che ora preoccupa anche il mondo scolastico in quanto si sta attendendo l’esito della gara che il distretto di Asolo ha indetto nei mesi scorsi. “Ricordiamo che il modello di mediazione linguistica portata avanti in questi anni dalla Casa per l’Uomo ha risposto molto alle attese non solo della scuola, ma anche del territorio. Un modello apprezzato anche in altri contesti dove le persone incaricate (educatori) hanno operato con la presa in carico dell’alunno/a straniera con passione, professionalità ed efficacia mettendo in rete non solo la famiglia, ma anche le altre figure educative e non coinvolte nel processo d’integrazione”.


La preoccupazione è forte soprattutto tra i docenti: “Chi nella vive nella scuola sa quanto è importante mettere in atto azioni per includere alunni stranieri e anche le loro famiglie. Da alcuni anni molte scuole faticano a trovare risorse (spesso o da privati o appoggiandosi sul volontariato) e interpellano le istituzioni a cambiare rotta su questo settore – incalza il gruppo -. È talmente chiaro che esiste una volontà politica di sottrarre finanziamenti alla mediazione linguistica nelle scuole. Giocare al ribasso su temi quali sostenere azioni a sostegno dell’inclusione di chi vive in difficoltà e criticità significa percorrere strade che portano sicuramente a servizi non attenti alla qualità che richiede invece investimenti chiari, puntuali, efficaci e soprattutto dignitosi”.


Quindi i consiglieri d’opposizione concludono con una richiesta: “Chiediamo che chi governa attualmente l’ULSS prenda a cuore questa “emergenza educativa” e dia segnali di attenzione alla persona e non guardi solo i “risparmi” che vanno cercati tagliando gli sprechi e non riducendo servizi necessari per garantire serenità e benessere in una comunità. Presenteremo inoltre un’interrogazione all’amministrazione per poter avere maggiori informazioni e far presente queste necessità”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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