16 settembre 2026

Nord-Est

La guerra tra Dolomiti Bus e Milano Cortina

Milano Cortina attacca Dolomiti Bus dopo i Giochi: "Pagate l'uso dei marchi". Ma l'azienda replica: "Nulla è dovuto"

| Carlo De Bastiani |

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| Carlo De Bastiani |

dolomiti bus

BELLUNO - Immaginate di sudare per due settimane portando migliaia di appassionati sulle nevi di Cortina tra lavori in corso, traffico intasato e nevicate abbondanti e poi ricevere una bolletta inattesa per aver messo un adesivo sul bus. È quanto è capitato a Dolomiti Bus, l'azienda bellunese che ha gestito le navette per gli spettatori delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. ​

Durante l'evento, tutto filava liscio. Circa cento pullman facevano la spola tra la stazione di Ponte nelle Alpi, i parcheggi di Longarone, San Vito di Cadore e Dobbiaco, fino alle arene di gara. Passeggeri contenti e nessuno aveva detto nulla sui piccoli loghi olimpici apposti accanto al marchio aziendale, per segnalare i "trasporti spettatori". Ma una volta spento il braciere, Fondazione Milano Cortina 2026 ha spedito una diffida, accusando un impiego commerciale dei simboli e chiedendo royalties. ​

La presidente Martina Moritsch non ci ha pensato due volte. "Eravamo coperti da ogni via d'uscita: il servizio era noto all'ente locale dei trasporti e alla stessa Fondazione", ha dichiarato al Gazzettino, attivando subito l'avvocato Maurizio Paniz per un parere. Il legale ha smontato l'accusa: "Nessuna irregolarità, né sul piano formale né su quello legale. Quegli adesivi servivano proprio a identificare i mezzi dedicati, era quasi un obbligo. La questione è archiviata". La risposta è partita veloce, rimandando la lettera al mittente senza se e senza ma. ​​

 

La bagarre arriva in un frangente delicato, con le Paralimpiadi in corso. Dolomiti Bus, che ha condiviso il piano con tutti gli stakeholder, non molla: "Non verseremo un euro, punto e basta". Paniz è pronto a contattare i vertici, forse lo stesso presidente Malagò, se la Fondazione insistesse. ​

Una storia che indigna per il tempismo sospetto – durante i Giochi applausi, dopo siluri – e preoccupa per gli strascichi su chi ha reso possibile la festa olimpica. Commuove il senso di giustizia di un'azienda locale contro i burocrati, e diverte l'idea di un avvocato pronto a telefonate dirette. ​


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