La guerra tra Dolomiti Bus e Milano Cortina
Milano Cortina attacca Dolomiti Bus dopo i Giochi: "Pagate l'uso dei marchi". Ma l'azienda replica: "Nulla è dovuto"
BELLUNO - Immaginate di sudare per due settimane portando migliaia di appassionati sulle nevi di Cortina tra lavori in corso, traffico intasato e nevicate abbondanti e poi ricevere una bolletta inattesa per aver messo un adesivo sul bus. È quanto è capitato a Dolomiti Bus, l'azienda bellunese che ha gestito le navette per gli spettatori delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
Durante l'evento, tutto filava liscio. Circa cento pullman facevano la spola tra la stazione di Ponte nelle Alpi, i parcheggi di Longarone, San Vito di Cadore e Dobbiaco, fino alle arene di gara. Passeggeri contenti e nessuno aveva detto nulla sui piccoli loghi olimpici apposti accanto al marchio aziendale, per segnalare i "trasporti spettatori". Ma una volta spento il braciere, Fondazione Milano Cortina 2026 ha spedito una diffida, accusando un impiego commerciale dei simboli e chiedendo royalties.
La presidente Martina Moritsch non ci ha pensato due volte. "Eravamo coperti da ogni via d'uscita: il servizio era noto all'ente locale dei trasporti e alla stessa Fondazione", ha dichiarato al Gazzettino, attivando subito l'avvocato Maurizio Paniz per un parere. Il legale ha smontato l'accusa: "Nessuna irregolarità, né sul piano formale né su quello legale. Quegli adesivi servivano proprio a identificare i mezzi dedicati, era quasi un obbligo. La questione è archiviata". La risposta è partita veloce, rimandando la lettera al mittente senza se e senza ma.
La bagarre arriva in un frangente delicato, con le Paralimpiadi in corso. Dolomiti Bus, che ha condiviso il piano con tutti gli stakeholder, non molla: "Non verseremo un euro, punto e basta". Paniz è pronto a contattare i vertici, forse lo stesso presidente Malagò, se la Fondazione insistesse.
Una storia che indigna per il tempismo sospetto – durante i Giochi applausi, dopo siluri – e preoccupa per gli strascichi su chi ha reso possibile la festa olimpica. Commuove il senso di giustizia di un'azienda locale contro i burocrati, e diverte l'idea di un avvocato pronto a telefonate dirette.
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