Il Giro d’Italia per la Pace fa tappa a Treviso: la Lampada della Pace arriva in città
Scuole, associazioni, istituzioni e cittadini coinvolti in una giornata dedicata al dialogo e alla convivenza
| Isabella Loschi |
TREVISO – La Lampada della Pace è arrivata per la prima volta a Treviso, accompagnando una giornata che ha visto protagonisti studenti, associazioni, istituzioni e cittadini. Sabato 19 settembre il capoluogo della Marca ha ospitato una tappa del Giro d’Italia per la Pace, con un programma articolato tra incontri, testimonianze e iniziative nei quartieri.
La giornata è iniziata con il passaggio della Lampada della Pace dal Comune di Quinto a quello di Treviso, dopo la precedente tappa a Zero Branco. Successivamente, al Museo di Santa Caterina, si è svolto l'incontro con le scuole alla presenza dell’assessore Gloria Sernagiotto e di una rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale. Gli studenti sono stati al centro di un momento di confronto sul significato della pace e sul ruolo delle nuove generazioni. Il momento istituzionale si è poi spostato in piazza dei Signori. Qui la sindaca dei Ragazzi e delle Ragazze di Treviso, Giorgia Favarato, ha consegnato la Lampada al presidente del Consiglio comunale Antonio Dotto.
Particolarmente significativa la testimonianza della giovane amministratrice, che ha raccontato l’esperienza vissuta durante l’estate in Bosnia, tra Sarajevo e Mostar. Un viaggio attraverso luoghi nei quali sono ancora visibili le conseguenze dei conflitti. "La pace è una parola piccola. Ma dentro ha un significato immenso", ha detto Favarato. "Quando scoppia una guerra sono sempre i bambini a pagare il prezzo più alto. Vivere in pace significa vivere senza paura, significa non dover scappare, poter ridere con i propri amici e poter sognare il futuro. La pace non è solo assenza di guerra: è una promessa che facciamo noi, ogni giorno, gli uni agli altri". La sindaca dei Ragazzi ha quindi ricordato ciò che ha visto a Sarajevo: "Ho visto tante tombe di bambini che non hanno potuto sognare. Oggi, per loro e per noi, facciamo un unico sogno: che non succeda mai più. Viva la pace".

Nel ricevere la Lampada, il presidente del consiglio comunale Antonio Dotto ha sottolineato il particolare significato del suo arrivo a Treviso, città ricordata per il ruolo avuto nei due conflitti mondiali e decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. "Oggi viviamo un momento di straordinario valore simbolico ed emotivo: per la prima volta la Lampada della Pace giunge a Treviso. Riceverla è per me un grandissimo onore. Questo simbolo arriva a noi al termine di un cammino partito da lontano, che proseguirà ancora a lungo per diffondere un fondamentale messaggio di speranza".
Dotto ha poi ringraziato le associazioni di volontariato che hanno collaborato all’organizzazione insieme all’amministrazione comunale e le altre realtà coinvolte. "La Lampada della Pace illumina il nostro cammino istituzionale e sociale, ricordandoci che la pace è un bene fragile e prezioso, da custodire ogni giorno".
Nel pomeriggio l'iniziativa è proseguita nei quartieri con cinque diversi Cantieri di Pace. A Santa Bona, nella Parrocchia dell’Immacolata, il tema affrontato è stato quello della solidarietà e della giustizia sociale. In piazza Martiri di Belfiore, a Santa Maria del Rovere, si è parlato invece di “città-mondo”. La Parrocchia di Fiera ha ospitato un appuntamento dedicato a luoghi, arte e memoria, mentre alla scuola Felissent di Sant’Antonino il focus è stato sull’educazione e sulla formazione alla pace. Alla Parrocchia di Santa Maria del Sile, infine, si è affrontato il tema della partecipazione.
La tappa trevigiana si è conclusa in Piazza Borsa con l’appuntamento finale, al quale ha preso parte anche il vicesindaco Alessandro Manera. Sul palco sono intervenuti Flavio Lotti, presidente della Fondazione Perugia Assisi per la cultura della pace, e Claudia Pagani, responsabile delle attività di infermieristica pediatrica nei progetti di Emergency. È stata inoltre letta la lettera del vescovo Michele Tomasi, affidata a don Bruno Baratto.
A chiudere il programma, alle 18.30, il concerto di Erica Boschiero con il Coro femminile dell’Università Popolare Auser e i Do’Storieski. La musica ha accompagnato l’ultimo momento di una giornata che ha portato in diversi luoghi della città un messaggio legato alla pace, alla partecipazione e al dialogo.

















