22 settembre 2026

Montebelluna

CAVA ZAPPARÈ, DOPO ANNI DI GHIAIA UN BOSCO AL COMUNE

Passaggio di proprietà in questi giorni dopo anni

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CAVA ZAPPARÈ, DOPO ANNI DI GHIAIA UN BOSCO AL COMUNE

MONTEBELLUNA – Sette ettari di terreno al Comune di Montebelluna. Si è conclusa, con le firme davanti ad un notaio, l’annosa vicenda relativa alla cava “Zapparè”, ex cava ai confini tra il Comune di Montebelluna e quello di Vedelago.

In base a una convenzione stipulata nel 1995, la proprietà di una serie di terreni relativi all’area della cava Zapparè doveva essere trasferita gratuitamente al Comune. Inoltre in base a un accordo stipulato nel 1999, l’escavazione della cava “Zapparè”, allora in atto, veniva interrotta trasferendo i 4/3 dei volumi ancora da scavare presso la cava “Caravaggio” di Busta.

Mentre l’interruzione dell’escavazione nella Zapparè e il conseguente trasferimento dei volumi di ghiaia scavati alla Monteverde si sono verificati, non è più avvenuto il passaggio della proprietà della cava al Comune in quanto la convenzione del 1999 risultò viziata dal fatto che i firmatari della convenzione sono risultati in seguito proprietari solamente di 1/3 dei terreni. Ne è sorto un lungo contenzioso giudiziario sfociato in una sentenza di primo grado favorevole al Comune.

Alla fine, la controparte, piuttosto che proseguire nel contenzioso, ha preferito proporre una transazione, che è arrivata a una definizione il 14 luglio scorso. Il Comune di Montebelluna, come previsto dagli accordi del 1999, diventa finalmente proprietario di un’area di quasi 72.000 metri quadrati (la parte a suo tempo scavata è già stata in parte ripristinata e rimboschita a spese dei cavatori). Il Comune ottiene anche una somma di 50.000 euro a ristoro delle spese legali sostenute.

 



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