Casse d'espansione alle Grave di Ciano: il Ministero impone la Valutazione Ambientale Strategica
Il Ministero dell'Ambiente accoglie le richieste del Comitato Tutela Grave di Ciano: prima si valutino le alternative sul Piave, poi si deciderà sulle opere
CROCETTA DEL MONTELLO - Importante svolta per il futuro del fiume Piave e della Marca trevigiana. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso il decreto direttoriale n. 584 del 21 settembre 2026 (che recepisce il parere n. 22 dell’11 agosto 2026 della Commissione tecnica VIA-VAS), ha stabilito che il nuovo Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) 2027-2033 del Distretto delle Alpi Orientali dovrà essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) completa. Respinta dunque la richiesta dell’Autorità di Bacino Distrettuale, che puntava a escludere il Piano dalla VAS come già avvenuto nel ciclo 2021-2027.
La decisione incide direttamente sul controverso progetto delle casse di espansione sulle Grave di Ciano, nel comune di Crocetta del Montello. L'opera rientra infatti in un sistema più ampio di interventi previsti tra Pederobba e Valdobbiadene a nord e tra Santa Mama e Vidor a sud, mentre in passato erano state individuate soluzioni alternative lungo l’asta fluviale tra Spresiano e Ponte di Piave.
Soluzioni alternative richiamate anche dal Consiglio regionale del Veneto, che il 9 giugno 2026 ha approvato all’unanimità una mozione per chiedere nuovi approfondimenti lungo l'alveo. Forte del pronunciamento ministeriale, il Comitato Tutela Grave di Ciano — affiancato dalle associazioni territoriali e dalle amministrazioni locali — chiede ora al Commissario straordinario e all'Autorità di Bacino la sospensione cautelativa della progettazione dell'opera a Crocetta del Montello fino alla conclusione della VAS, così da evitare lo spreco di risorse pubbliche su interventi potenzialmente superabili. Tra le criticità evidenziate dalla Commissione ministeriale figurano la mancanza di una strategia organica di rinaturalizzazione, l'assenza di un piano per la gestione dei sedimenti (obbligatorio dal 2015), la mancata valutazione degli effetti cumulativi e un'esigua percentuale di misure "win-win" capaci di conciliare sicurezza e tutela ambientale (appena il 15% teorico). La decisione del Ministero riguarda l'intero distretto del Nordest e coinvolge parallelamente anche il fiume Tagliamento, per il quale i gruppi locali (Noi Siamo Tagliamento e Free Tagliamento) hanno presentato analoghe osservazioni per le opere previste a Dignano e Varmo.
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