Caparra per l’appartamento a Jesolo che non esiste: prete truffato
Il sacerdote aveva risposto ad un annuncio su internet, versando 240 euro. Giunto sul posto si è reso conto di essere stato raggirato
| Matteo Ceron |
TREVISO – Aveva risposto ad un inserzione pubblicata su sul sito “ebayannunci”: doveva affittare un appartamento a Jesolo nel mese di luglio per dei ragazzi del circolo parrocchiale.
Inizialmente sembrava tutto normale, tanto che il giovane sacerdote trevigiano aveva inviato all’inserzionista 240 euro di caparra.
Ma dopo aver versato la caparra, il religioso, insospettito per via di alcuni errori sulle mail ricevute successivamente (errori di date e cambiamento di una cifra del numero di cellulare che era nell’inserzione), ha deciso di recarsi personalmente a Jesolo per verificare.
E lì c’è stata la sorpresa. Ha visto che non c’era nessun campanello contrassegnato con il cognome dell’inserzionista e chiedendo informazioni agli altri inquilini dello stabile si è reso conto che nessuno lo conosceva.
A ben guardare il giovane prete ha visto pure che le foto dell’annuncio non corrispondevano alla tipologia degli appartamenti di quel condominio.
Il sacerdote, capito che molto probabilmente era stato raggirato, ha richiesto ad un conoscente di provare ad affittare lo stesso appartamento nel periodo in cui doveva essere occupato da lui. Risposta? Era libero.
A quel punto ha deciso di rivolgersi alla polizia postale, che sta indagando per identificare l’autore della truffa.























