Capannoni vuoti e ditte in crisi: «Rischio di infiltrazioni mafiose»
La Guardia di Finanza sta facendo una mappatura delle aziende esposte
| Matteo Ceron |
TREVISO – Capannoni vuoti ed aziende sull’orlo del fallimento. Sono una delle tante facce della crisi. Si potrebbero prestare per operazioni legate alla criminalità organizzata. A sottolinearlo il comandante della Guardia di Finanza di Finanza di Treviso Giuseppe De Maio (in foto al centro).
«Nelle zone industriali della Marca ci sono tanti capannoni rimasti vuoti che potrebbero prestarsi ad infiltrazioni della criminalità – ha affermato De Maio - Nel senso che i proprietari pur di riuscire ad affittarli possono arrivare a darli a persone che ci possono svolgere attività illecite, per stoccarci magari della merce contraffatta o farci qualcos’altro di illegale».
Cosa capitata ad esempio nel corso dell’anno ad Altivole, come appurato dalle Fiamme Gialle, con cospicua quantità di sigarette di contrabbando stoccate in un capannone sfitto. «In altre parole – ha aggiunto - c’è il rischio che pur di racimolare qualcosa si vada a stringere un “patto col diavolo”».
I capannoni rimangono vuoti dopo le che aziende falliscono. E proprio la fase precedente al fallimento può essere interessante per le organizzazioni criminali che hanno denaro da ripulire.
«La criminalità organizzata può rilevare quote di società subentrando ad un socio semplicemente per riciclare denaro sporco», ha spiegato il colonnello. Proprio per questo il fenomeno è osservato sempre con maggiore attenzione. «Stiamo facendo una mappatura delle aziende che possono essere esposte – ha detto ancora – Quelle che si trovano in fase pre-fallimentare sono quelle che a nostro avviso si possono prestare maggiormente ad operazioni di questo genere».
I settori più colpiti sembrerebbero essere il terziario e quello metalmeccanico.
Sotto la lente d’ingrandimento della Finanza finiranno presto anche i “compro-oro”. «È un tipo di attività sviluppatasi velocemente con la crisi – ha spiegato De Maio – Sono tante le persone che si rivolgono a questi negozi per avere della liquidità.
Ma che fine fa quell’oro? Tutto quello che arriva nei compro-oro è di provenienza lecita? Sicuramente questo tipo di attività sarà tenuta sotto controllo».























