Artigianato: più assunzioni che cessazioni
Non succedeva dal 2009. Nella Marca è boom di voucher, usati per oltre 18mila lavoratori
| Isabella Loschi |
TREVISO - Per la prima volta dal 2009 i nuovi assunti superano i licenziati. Il dato emerge da un’analisi dei dati relativi all’utilizzo della cassa integrazione e dal saldo delle assunzioni di Confartigianato della Marca Trevigiana. Nei primi nove mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, le assunzioni sono state 3.015, di cui il 54% dei contratti è a tempo indeterminato e il 4,6% a tempo determinato, mentre le cessazioni sono passate a 1.902 registrando una diminuzione del 7,5%.
Per un’analisi completa e corretta, la Confartigianato sottolinea anche un vero e proprio “boom” dell’utilizzo dei voucher nella Marca, inizialmente utilizzati per pagare il lavoro occasionale o accessorio, come la vendemmia, il lavoro domestico, il giardinaggio, oggi in larga espansione anche tra le imprese artigiane. Dei quasi 50 milioni di ore di lavoro venduti a voucher in Italia, sono circa 1 milione e 300mila quelle riferibili a Treviso, equivalenti a 610 lavoratori a tempo indeterminato full-time. “La rilevantissima e silenziosa diffusione - sottolineano i vertici di Confartigianato - specie tra le microimprese, dello strumento dei voucher (circa il 90% è acquistato da imprese e solo 10% da famiglie) per pagare ore di lavoro, evidenzia che un rilevante numero di lavoratori rimane escluso dai benefici degli ammortizzatori sociali, dalle tutele tipiche del welfare (esempio maternità, malattia) ed è destinato ad un futuro pensionistico incerto oltre che esiguo”.
Nella Marca lavoratori pagati con i voucher nel primo semestre del 2015 sono stati 18.582, contro un totale di 25.214 dell’intero 2014 e i 15.317 di tutto il 2013. A livello di numero di voucher venduti il salto è ancora più evidente: 1,24 milioni da gennaio a giugno di quest’anno contro 1,71 dei dodici mesi del 2014: in proiezione, la crescita a fine anno. “L’uso dei voucher sta funzionando - spiega Stefano Garibbo responsabile dell’ufficio lavoro e contrattuale di Confartigianato Marca Trevigiana - Piacciono alle aziende perché copre il lavoratore dal punto di vista della sicurezza e anche ai lavoratori e pensionati perché non fanno reddito e non compromette eventuali prestazioni di sostegno, né le pensioni”.
Gli artigiani, tuttavia, guardano con attenzione ed anche con qualche preoccupazione, la riforma degli ammortizzatori sociali del settore. Se è giudicata positivamente l'introduzione, anche per le piccole imprese, di un sistema di coperture strutturale e stabile, simile alla cassa integrazione per le aziende, spiegano il presidente Renzo Sartori e il direttore Francesco Giacomin, rimane l'incertezza se i 45 giorni previsti dal nuovo ammortizzatore siano sufficienti rispetto, ad esempio, i cinque mesi garantiti dalla cassa in deroga.

















