01 ottobre 2026

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Addio a Sandro Vian, memoria storica del ciclismo di Marca

Una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e alla bicicletta

| Redazione OT |

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Addio a Sandro Vian, memoria storica del ciclismo di Marca

TREVISO - Il ciclismo trevigiano perde uno dei suoi uomini più appassionati e generosi. Sandro Vian è morto ieri all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove era stato ricoverato dopo essere stato colpito da un malore nella sua abitazione di Borgo Mestre. Aveva 82 anni. Lascia la moglie Adriana e la figlia Stefania.
Una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e, soprattutto, al ciclismo vissuto non tanto da atleta quanto da dirigente e organizzatore. Da tempo le sue condizioni di salute erano precarie, ma Vian non aveva mai fatto mancare il proprio impegno. Aveva lavorato alla Sip-Tim nella sede di Mestre e, una volta terminata la giornata lavorativa, trovava nel ciclismo la sua grande passione. Nel Gc San Lazzaro, società dell’omonimo quartiere a sud di Treviso, ha ricoperto praticamente tutti i ruoli: segretario, vicepresidente e, negli ultimi anni, presidente onorario. La società era nata nel 1975 con la Federazione Udace e nel 1977 era passata alla Federazione Ciclistica Italiana. È proprio nell’ambiente della San Lazzaro che Vian conobbe Raffaello Longo, con il quale avrebbe condiviso una lunghissima storia di amicizia e ciclismo.

«Io entrai nella San Lazzaro nel 1976 e Sandro arrivò nel 1978 – racconta commosso Longo –. Sandro è spirato nello stesso giorno in cui mia figlia Samantha avrebbe compiuto gli anni. È morta pochi giorni fa. Un destino crudele». Un legame che negli anni è diventato quasi inseparabile. Longo venne nominato presidente del Gc San Lazzaro nel 1989, incarico mantenuto fino al 2024, mentre contemporaneamente svolgeva il ruolo di consigliere del Comitato Provinciale. Al suo fianco, in società e nell’attività federale, c’era sempre Vian. Sandro e Raffaello. Raffaello e Sandro. Due nomi che per decenni sono stati una presenza costante nel ciclismo trevigiano. Dove c’era uno, quasi sempre c’era anche l’altro. Vian non si limitò all’attività dirigenziale. A un certo punto cominciò anche a pedalare, naturalmente con i colori del Gc San Lazzaro, e si dedicò con entusiasmo all’organizzazione dei raduni cicloturistici.

«Siamo stati compagni di tante avventure – ricorda Longo –. Organizzammo la Medio Fondo di Treviso. E la Granfondo Pinarello nacque proprio dalla nostra società, insieme al Gruppo Cicloturistico Treviso, Pioggia in Faccia e al Gruppo Vigili Urbani di Treviso». Un’avventura destinata a diventare una delle manifestazioni più conosciute del territorio. «La prima Granfondo venne organizzata per celebrare i 75 anni di Giovanni Pinarello. Parlai con Andrea Pinarello, scomparso dopo la prima tappa del Giro del Friuli il 3 agosto 2011, e trovammo subito l’intesa. Una collaborazione che è proseguita per 25 anni e che ha portato tanti campioni in piazza del Grano a Treviso, dove Giovanni aveva aperto il suo primo negozio». Le qualità organizzative di Vian, unite alla sua grande competenza nella gestione degli aspetti burocratici, non passarono inosservate. Arrivò così anche l’impegno nel Comitato Provinciale della Federazione Ciclistica Italiana, prima come consigliere e poi soprattutto come segretario, incarico che ricoprì per 12 anni.

A ricordarlo è Giorgio Dal Bò, presidente del Comitato Provinciale di Treviso. «Una figura straordinaria che per decenni ha rappresentato il cuore, la passione e lo spirito di servizio del nostro sport. Sandro è stato un vero e proprio pioniere e fondatore della reale collaborazione tra la Federazione e gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni per le gare. Grazie alla sua lungimiranza e alla sua capacità di tessere relazioni, è riuscito a costruire canali di comunicazione fluidi e sinergici tra le istituzioni, semplificando la complessa macchina organizzativa delle competizioni e lasciando un’eredità burocratica e organizzativa senza precedenti».

Ma Vian era anche l’uomo delle tradizioni, degli appuntamenti che si ripetevano anno dopo anno e che contribuivano a tenere unita la comunità ciclistica trevigiana. Tra questi, la pedalata del primo gennaio sul Monte Pianezze, organizzata dal 2000 al 2024, e il raduno al Tempio di Coppi, la prima domenica di gennaio, per ricordare la scomparsa del Campionissimo. Ora il ciclismo trevigiano si prepara a salutarlo per l’ultima volta.

I funerali saranno celebrati lunedì alle 10 nella chiesa di San Zeno, luogo particolarmente significativo per Sandro e Adriana, che proprio lì si unirono in matrimonio. E sarà ancora Raffaello Longo, l’amico di una vita, a rendere l’ultimo omaggio a Sandro. Durante la cerimonia funebre reciterà la «Preghiera del ciclista». Un ultimo saluto in nome di quella passione che per quasi mezzo secolo li ha visti pedalare, organizzare, discutere e costruire insieme il ciclismo trevigiano.

Sandro Bolognini


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