22 settembre 2026

Vittorio Veneto

«VITTORIO VENETO CENERENTOLA DEL TURISMO DI MARCA»

Nel 2011 gli arrivi sono scesi del 3% rispetto al 2010, presenze di turisti ferme a poco più di 60 mila

| claudia borsoi |

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«VITTORIO VENETO CENERENTOLA DEL TURISMO DI MARCA»

VITTORIO VENETO - Rispetto al 2010, nel 2011 il comprensorio vittoriese ha registrato un rallentamento delle presenze di turisti, posizionandosi in una classifica provinciale all’ultimo posto insieme al comprensorio montebellunese dove, per ciascuno, si sono registrati un 4% delle presenze totali.

«Un dato che preoccupa vista la vocazione turistica di Vittorio Veneto sempre dichiarata e mai perseguita – mette in luce il consigliere comunale Alessandro De Bastiani (PD), che aggiunge, - serve una seria azione di promozione turistica per contrastare il crollo delle presenze turistiche. Se l’amministrazione non è all’altezza chieda il contributo delle opposizioni».

I dati, che mettono in luce come Vittorio Veneto per presenze turistiche nel 2011 si sia guadagnata l’ultimo posto in classifica, sono stati diramati dalla provincia di Treviso nei giorni scorsi. Nel 2011 nella Marca Trevigiana le presenze di turisti hanno toccato quota 1.580.906, più 8,1% rispetto al 2010. In aumento le presenze nei comprensori di Treviso Sud (+ 21%), Treviso Nord (+ 9,8%), coneglianese (+ 8,9%); nessun aumento invece in quello vittoriese dove il 2011 ha visto 60.455 turisti fare tappa in città, contro i 60.426 dell’anno precedente.

Per il consigliere De Bastiani, alla luce dei dati, vanno ora analizzati «i motivi per cui Vittorio Veneto è diventato il fanalino di coda del turismo provinciale e, di conseguenza, avviare delle politiche che favoriscano il rilancio del turismo in città e nell’intero comprensorio». Secondo il rappresentate del PD sono varie le cause di questo trend negativo, in primis a penalizzare la città ci sono «l’incapacità di gestire e promuovere i musei cittadini e far decollare il restaurato palazzo Todesco» ma anche «la mancata valorizzazione dei sentieri, dei borghi di montagna e delle bellezze paesaggistiche».

«In questo momento di particolare crisi del commercio cittadino un rilancio della attività turistica significherebbe una boccata di ossigeno per le attività commerciali e ricettive. Rimettersi in carreggiata per agganciare quell’aumento medio del 8/9% segnato dal turismo in provincia significherebbe – chiude De Bastiani - più posti di lavoro e più entrate economiche per la città».

 


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claudia borsoi

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