Micol, Davide e Matteo: emigrati di lusso
Le interviste nel numero del Quindicinale in uscita in questi giorni
| Redazione |
In Italia e in Veneto, per quanto riguarda l’arrivo e la partenza di “cervelli in fuga”, il saldo è negativo da troppo tempo. Continuiamo a formare figure professionali e profili di alto livello e non diamo loro un posto di lavoro adeguato al loro percorso formativo. E così stipendi bassi, contesti lavorativi poco “smart”, mentalità accentratrice e tanti altri fattori negativi spingono i nostri talenti all’estero.
La storia di questi tre giovani trevigiani restituisce un’immagine abbastanza chiara e univoca della questione: in Italia ci sono la famiglia, gli amici e gli affetti, il buon cibo e il calore, ma all’estero si vive decisamente meglio. L'articolo completo nel numero del Quindicinale in uscita in questi giorni.
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