Carbonera si prepara alla cinque giorni di spettacoli tra acrobati, equilibristi e circensi: torna “Co i Piè Descalsi”
Artisti da oltre quaranta Paesi per il festival internazionale del teatro di strada organizzato dal Gruppo Ricreativo Culturale 86 APS e giunto alla 28ª edizione
| Isabella Loschi |
CARBONERA – Cinque continenti, artisti arrivati da oltre quaranta Paesi e una squadra di più di 200 volontari. A Vascon di Carbonera torna “Co i Piè Descalsi”, il Festival internazionale delle arti performative e del teatro di strada organizzato dal Gruppo Ricreativo Culturale 86 APS, giunto alla 28ª edizione.
Dal 17 al 21 settembre, gli spazi parrocchiali e le vie della frazione saranno animati da spettacoli, circo, iniziative culturali e appuntamenti pensati per coinvolgere anche il pubblico delle famiglie. Una manifestazione che, dal 1998, ha costruito nel tempo un forte legame con la comunità e che quest’anno punta ancora una volta a mettere insieme spettacolo, incontro tra culture e attenzione al sociale. Il festival prenderà il via con un’anteprima dal respiro internazionale. Giovedì 17 settembre alle 19 sarà protagonista la compagnia kenyota dei Black Blues Brothers, con uno spettacolo di circo acrobatico.
La formazione si è esibita su importanti palcoscenici internazionali, dall’Edinburgh Fringe Festival al Circo di Monte Carlo, passando per il Moulin Rouge. Tra le occasioni ricordate dagli organizzatori anche le esibizioni davanti a Papa Francesco e alla Famiglia Reale inglese.
Nei giorni successivi il programma allargherà ulteriormente i propri confini, con acrobati e circensi provenienti da Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania. Una dimensione internazionale che rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione, realizzata in un piccolo centro del territorio trevigiano grazie soprattutto al lavoro dei volontari. Sono oltre 200 le persone coinvolte nell'organizzazione, tra allestimenti, accoglienza, cucina e attività di smontaggio, per un impegno complessivo stimato in circa 5 mila ore di volontariato.
Il circo diventa anche strumento di solidarietà
Tra le caratteristiche dell’edizione 2026 c’è anche la scelta di affiancare alla qualità artistica una particolare attenzione ai progetti sociali. Ne è un esempio Afuma, compagnia formata dai primi allievi diplomati di una scuola di circo nata in Togo nel 2020. Il tour della compagnia contribuisce al sostegno economico della scuola di origine e alla diffusione delle tradizioni del Paese.
Attenzione all’ambiente, invece, per la compagnia francese T'est rien sans la Terre, che collabora con scuole di circo in Guinea ed è impegnata nella sensibilizzazione sui temi della salvaguardia ambientale. Il percorso intrapreso dal festival ha portato inoltre la manifestazione a essere inserita nel Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero della Cultura e a ottenere dalla Regione del Veneto il riconoscimento come evento di interesse regionale.
“Co i Piè Descalsi” mantiene anche una forte vocazione familiare. L'ingresso alla manifestazione è libero, con offerta responsabile, e durante le giornate del festival sarà possibile trovare stand enogastronomici dedicati alla cucina veneta, con una specialità diversa ogni giorno. Sabato 19 e domenica 20 settembre è inoltre prevista la mostra mercato con prodotti e artigianato provenienti dall'Italia e da diversi Paesi del mondo. Saranno 30 gli espositori presenti.
Per i bambini ci sarà invece il Ludobus di Ludobussola, con educatori e una dotazione di giochi in legno, rompicapo e labirinti. L'obiettivo è riportare al centro il gioco semplice e condiviso, coinvolgendo bambini e famiglie per tutta la durata della manifestazione.
A spiegare lo spirito con cui il Gruppo 86 continua a organizzare il festival è Alessio Trevisiol, consigliere responsabile della comunicazione dell'associazione. “Siamo orgogliosi di quello che abbiamo costruito in questi 28 anni”, sottolinea Trevisiol, ricordando come la manifestazione sia gratuita e venga sostenuta dalle offerte del pubblico. Un impegno che, nel corso degli anni, ha permesso anche di restituire risorse al territorio attraverso opere concrete. Dietro ogni edizione, aggiunge, c'è una preparazione che dura almeno dodici mesi, durante i quali vengono individuati artisti, compagnie e progetti. “Cerchiamo novità ed eccellenza in modo da disegnare una proposta di qualità che sia al tempo stesso a misura di famiglia”, spiega. Ed è proprio la dimensione familiare, conclude Trevisiol, una delle priorità del festival: “Ci piace pensare che iniziative come la nostra possano davvero rappresentare una solida roccaforte sociale per la comunità e le nuove generazioni”.
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