Alloggi per migranti: apertura di uno sportello dedicato per favorire l’incontro tra domanda e offerta abitativa
Si è svolto questa mattina in Prefettura a Treviso, il Consiglio territoriale per l’immigrazione convocato dal Prefetto
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TREVISO - Si è svolto questa mattina in Prefettura a Treviso, il Consiglio territoriale per l’immigrazione convocato dal Prefetto, con al centro una delle criticità più urgenti del territorio: la difficoltà per i migranti, sgomberati dal parcheggio multipiano Dal Negro, di trovare una sistemazione abitativa adeguata.
Nel corso del confronto è stata avanzata la proposta dal Prefetto Sidoti di istituire uno sportello dedicato all’analisi delle condizioni lavorative dei migranti. L’obiettivo è quello di creare un punto di riferimento capace di mettere in rete le informazioni e favorire l’incontro tra domanda e offerta abitativa. Il sistema ipotizzato prevede il coinvolgimento di associazioni datoriali e altri soggetti del territorio, con il compito di facilitare l’individuazione di alloggi condivisi e promuovere soluzioni di convivenza effettuando la mediazione con i proprietari e assicurando una garanzia nel caso di affitti non pagati o di danni agli alloggi.
All’incontro ha preso parte anche la Caritas diocesana di Treviso, rappresentata dal direttore don Bruno Baratto che ha segnalato, così come altri partecipanti, oltre alla garanzia economica, la necessità di un accompagnamento all’abitare che coinvolga sia il locatario sia chi entra in un alloggio, e un successivo tutoraggio, per ridurre la diffidenza dei proprietari e favorire un uso adeguato degli alloggi e della regolarità dei pagamenti. “Ci siamo detti disponibili a proseguire il ragionamento in termini operativi con i soggetti che hanno dichiarato di aderire alla proposta, e di elaborarne le condizioni di realizzazione”, le parole di don Bruno Baratto. “Auspichiamo che questa iniziativa possa dare avvio a un processo di collaborazione tra varie parti sociali che si impegnino con determinazione in questa problematica così complessa, che va affrontata in maniera strutturale, e insieme. Va da sé che, se si riuscisse in tal modo a sbloccare, anche parzialmente, la problematica relativa alla sistemazione alloggiativa dei lavoratori immigrati, si potrebbero liberare posti nei servizi per persone senza dimora”.
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