18 novembre 2019

Il riposo della strega. Et alia.

Categoria: Altro - Tags: Peste Nera, treviso, Contarina, guerra, Hayao Miyazaki, I Giganti, Robin Williams, Dino Campana

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Valentina Piovesan | commenti | (42)

Istruzioni d’uso: in questo post non troverete futuristiche parole in libertà su un singolo argomento, bensì un ribollente calderone di pensieri, assolutamente consono alla natura di una strega, sui più disparati e soprattutto disperati accadimenti. Controindicazioni: cortocircuito sinaptico e sinottico.

 

Orbene, in questi mesi di assenza "bloggistica", ho riflettuto sull’opportunità e il senso di esprimere un qualsivoglia messaggio nel siffatto, disastroso momento storico. Le prime pagine dei giornali ci riportano indietro di secoli (bui): la mia percezione degli eventi oscilla freneticamente, spinta dalla grottesca necessità di pescare nel tempo alla ricerca di una qualche (deprimente) similitudine col presente: a volte la colgo nel 54 d.C., altre nel 1099 o nel 1347.

 

E su quest’ultima data, che per inciso è quella dell’avvento della Peste Nera in Europa, aprirò una macroscopica parentesi: sento ancor più vicina a noi l’epoca della nefasta pestilenza, quando, ahinoi, in giro per Treviso mi capita di scorgere immondi ratti (e già qui mi sembra di udire l’infinito lamento musicato dal nostro anonimo lirista-animalista-presenzialista, novello Orfeo, il quale ha più caro il “leggiadro” ratto, inteso come baffuto rattus, non solo dell’amabile ninfa Euridice ma anche delle sventurate Sabine) anche in prossimità dei bidoni della Contarina, cosa non rara da quando vige la legge del contenitore selvaggio en plein air in nome dei nuovi dettami della raccolta differenziata.

 

Peccato che “laggente” così moderna nel produrre pattume hi-tech, spesso si riveli meno civile dell’australopiteco Lucy nello smaltirlo, in quanto: A) abbandona i rifiuti in prossimità ma non all’interno degli appositi contenitori, B) ha preso la funesta abitudine di riempire con orridi sacchetti anche i piccoli bidoni sparsi qui e là, che al massimo dovrebbero servire per buttare la coppetta vuota del gelato, C) non chiude a dovere i sopracitati bidoni nella foga di liberarsi del fosco lerciume, creando un disagio non solo meramente tecnico ma anche visivo che nemmeno fuori dai peggiori bar di Caracas si vede una tale lordura.

 

Chiusa parentesi.

 

Riprendendo le fila del ragionamento interrotto dalla Peste, altre volte nei nostri mala tempora avverto delle somiglianze con "ameni" periodi quali il 1939 o il 1961... C’è poco da rallegrarsi, con siffatti paragoni. Eppure se ne possono trovare con facilità una moltitudine: sfogliando gli anni come si farebbe con una vecchia e polverosa enciclopedia, che per quanto consunta e corrosa dalle generazioni, può rivelarsi davvero preziosa dal punto di vista dei contenuti, ne saltano fuori delle orripilanti “belle” congruenze con la nostra cosiddetta età del progresso illuminato e illuminante, che a guardar bene non è poi così sfolgorante come sembra.

 

Ovviamente la storia è ciclica, naturalmente la madre degli stolti è sempre incinta, probabilmente si stava meglio quando si stava peggio, ecc. ecc. Pur avendo una prodigiosa scorta di avverbi e luoghi comuni da far impallidire qualsiasi Tg nazionale, mi fermo qui, per pormi la cruciale, fatidica domanda: davvero le zucche dei contemporanei, giovani o meno, sono vuote quanto quelle di Halloween, con tutto il rispetto per le simpatiche cucurbitacee in maschera? Perché mi sembra assurdo che in questo clima potenzialmente più atomico e post-nucleare di un film di Hayao Miyazaki, non si levi un coro, ma che dico, non oso sperare tanto, mi basterebbe una voce, contro lo scempio guerrafondaio che insozza il pianeta.

 

Diamine, nel 1967 I Giganti cantavano: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate, ma note musicali che formino gli accordi per una ballata di pace”. Evidentemente due domande sulla situazione del momento se l’erano poste, quei baldi giovani. Mi sconcerta, questo silenzio “dell’esercito del surf”, mi tormenta senza posa.

 

Oggigiorno un adolescente non solleverebbe gli occhi dalla console di turno nemmeno in presenza dei Rosa Elefanti, del Brucaliffo e del genio della lampada messi insieme (e qui ne approfitto per congedarmi non senza tristezza dal grande Robin Williams, caleidoscopico doppiatore del succitato genio nella versione Disney, colui che in tenerissima età mi ha fatto desiderare ardentemente un’astronave a forma di uovo e successivamente, cosa non certo di minore importanza, mi ha “presentato”  Walt Whitman), vabbe', è un dato di fatto.

 

Quando per brevi momenti esce dallo stadio videocatatonico in cui langue, invero trova anche il tempo di protestare per tutto, ma non che partorisca un sonetto, un verso, che dico, un endecasillabo sia esso piano, tronco o sdrucciolo su Gaza, Libia, Ucraina e chi più ne ha più ne metta in questo sventurato periodo di guerra civile globalizzata. Un silenzio del genere è talmente assordante da risultare paradossalmente parossistico.

 

Non pretendo un John Lennon o un Bob Marley in erba, un paladino del pentagramma cervello e chitarra alla mano insomma, mi basterebbe uno scalcinato menestrello idealista.

 

Già che ci sei, giovane menestrello all’ascolto, nelle tue rime metti due parole anche per l’immenso Dino Campana, autore dei mai sufficientemente letti e ricordati Canti Orfici, dei quali abbiamo festeggiato il centenario a giugno 2014 (il contratto di stampa del suddetto capolavoro risale al 7 giugno 1914): le celebrazioni per inciso si sono svolte nelle tenebrose catacombe dell’ignoranza metafisica e pragmatica che contraddistingue l’odierno panorama culturale italiano, ossia attraverso un quasi assoluto silenzio da parte dei mass media nostrani, in quel periodo troppo occupati nell’affannosa cronaca minuto per minuto dei mondiali di calcio… Eh già… Mala tempora currunt, non c'è che dire.



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Orcamiseria, che prosa sofisticata!

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Mi divertono allitterazioni, assonanze, metonimie, ossimori e chi più ne ha più ne metta: ne risulta un bel guazzabuglio fonetico! =)

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Che tu ti diverta lo avevo capito. Ma proprio perché hai questa abilità...se posso... mi dai l'impressione di volerti crogiuolare nell' autocompiacimento lessicale piuttosto che concentrarti sul concetto da trasmettere.
Naturalmente, Streghetta (ma co 'sto caldo giri ancora col basco?) se questo è veramente ciò a cui miri, se sei felice di scrivere così allora son felice anch'io per te !

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Mi sono sempre ispirata al buon, vecchio Oscar: argomentare sì, ma con brio, poffarbacco!

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Prima trollata di Michele Bastanzetti.

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Bastanzetti e' un buon correttore di bozze. Ed io che credevo che infestasse solo il blog di Francesca Salvador. Probabilmente siamo di fronte ad un proprio e vero virus Bastanzetti.

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Egli sfida ardimentoso le ire delle blogger, fulgido esempio di Don Chisciotte à la page!

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Prendo nota dei canti Orfici di Dino Campana cercherò in essi di riconoscere un pò di bellezza

già la bellezza, una dea mendicante nei tempi odierni...
zoccola come la nostra identità in mano ai globalizzatori,
malata come un michelangelo con la maglietta del Mc Donald's
triste come la madonna che versa lacrime di sangue

lungi da lei il voler essere contemplata in ordinato silenzio ,
la sua vera essenza è il divenire, essa è del divenire l'essenza , e si manifesta ciclica e spontanea
questa Dea vanta doni che i popoli le hanno sempre fatto,
doni fatti con balli, rituali , miti, astri, cultura, tempo libero ,

ricordi

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L'estetismo è la chiave di lettura per il decadentismo e viceversa. Secondo John Keats: "Bellezza è verità, verità è bellezza": questo è tutto ciò che vi è da sapere, poiché la vera conoscenza è inintelligibile, nonché inutile, per certi versi. In questo senso l'edonismo epicureo è la sola ancora di salvezza che ci resta in un mare di precarietà fisica e spirituale.

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Il bungabunga àrcoreo è inscrivibile nell' edonismo epicureo? se fosse così allora le cene di Arcore non sarebbero dimostrazione di precarietà fisica e spirituale e dunque l'assoluzione di Silvio sarebbe pienamente giustificata!

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"Bongo Bongo Bongo, starei bene solo al Congo, non mi muovo no no. Bingo Bango Bengo molte scuse ma non vengo io rimango qui!": codesto sì sarebbe stato edonismo epicureo autentico e sfacciato!

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Oddio, Streghetta, a giudicare dai ferrybot strapieni che continuano ad attraccare a Lampedusa e dintorni parrebbe che in Africa non si stia poi così bene. Per non parlar di certi virus...

A proposito, vediamo un po' se vuoi canticchiarci qualcosa anche su questo:
sei pro o contro l'operazione "Mare Nostrum" ?

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La tratta degli schiavi, perché di questo alla fine si tratta (chi lo sa quali giochi di potere e quali mafie ci sono dietro non solo agli sbarchi, ma alla situazione politica internazionale?) è una pratica alla quale l'uomo non è ancora in grado di sottrarsi, dopo secoli e secoli di umiliazioni, torture e lotte fratricide. Trovo inconcepibile che l'unica alternativa alla guerra sia questa mattanza, questo macello di esseri umani buttati nei centri di accoglienza, fino a quando ci rimangono, si badi bene, perché poi Dio solo sa dove vanno a finire se non li rispediscono indietro. A casa loro c'è la guerra, qui da noi trovano il caos più assoluto. Le faccio io una domanda: per quanto crede che questa gente su questo dannato pianeta possa continuare a guerreggiare strafottendosene di tutto e tutti? Operazione "Mare Nostrum"? Mi vuole far ridere? Operazione cosa?!

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ahi ahi ahi... Streghetta, ti ho già messa all'angolo? la capacità di destreggiarsi con la lingua non può servire (dal mio punto di vista) per eludere le domande! la mia domanda è: Tu, Valentina Piovesan, sei favorevole o contraria all'operazione "Mare Nostrum"?

Circa la tua domanda, la mia cristallina risposta è : l'uomo, su questa terra, continuerà a combattere l'uomo fino a quando non ne resterà che uno solo.
Poi magari capirà che non era il caso...

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Ma davvero non ha capito se sono contraria o favorevole? Nemmeno leggendo le ultime righe? Ohibò!

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Capisco. Preferisci glissare.
Ti imbarazza lo scrivere in modo comprensibile come la pensi sull'operazione "Mare Nostrum". Oppure non hai idee chiare in merito.
Mica casca il mondo, per questo!

PS: Nondum matura est...

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E perché dovrebbe imbarazzarmi rispondere? Ovviamente sono contraria all'operazione "Mare Nostrum": è una farsa. E le idee in merito le ho espresse chiaramente nel mio commento. Lei è favorevole alla sopracitata operazione?

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Incredibile. Una farsa? se fosse una farsa non ci sarebbero alcune forze politiche e relativi elettori che vedono l'operazione "Mare Nostrum" come il diavolo (e la strega...) vede l'acqua santa.




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Su questo argomento potrei versare fiumi di inchiostro virtuale. Il nocciolo della questione non è l'accoglienza di queste popolazioni, sacrosanta, ma le guerre che ci sono a monte. Queste persone dopo la fuga dall'orrore hanno il diritto di vivere dignitosamente e serenamente. Tuttavia nessuno può fornire tali garanzie, purtroppo, nemmeno l'Europa, che se n'è infischiata fino all'ultimo di quest'esodo. Sono solidale con i migranti e nutro il massimo rispetto per chi lavora sotto l'egida dell'operazione, per chi mette a rischio anche la sua salute (a quanto pare sono stati attestati anche dei casi di tubercolosi fra i poliziotti che partecipano all'iniziativa). Ma per come la vedo io, è come tentare di arginare un fiume in piena con un granello di sabbia.

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Vedo che ti sei velocemente accorta di aver fatto un orrendo scivolone. Vedo che ora tenti di metterci una "pezza", ma attenta a non far peggio...

Per le migliaia di esseri umani (moltissime donne e bambini) che i nostri marinai hanno salvato in questi mesi quel che tu chiami "granello di sabbia" vale la vita.

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Più che orrendo, terribilmente sensato. E quando ho scritto ciò che ho scritto avevo i piedi ben saldi a terra, a scanso di scivoloni. Ho ben capito che il lavoro svolto dai marinai valga la vita di queste popolazioni perseguitate, è il seguito della storia che mi lascia perplessa: vorrei sapere qual è la sorte di queste persone post accoglienza. Vorrei sapere anche quanto ci metterà questo sistema a implodere (per quanto tempo ancora potranno continuare ad accogliere i fuggiaschi stipandoli nei centri di accoglienza?) E per di più vorrei sapere perché i poliziotti coinvolti nell'operazione buscano la tubercolosi. Io le risposte posso solo immaginarle: tenti di farlo anche lei, se le sembra opportuno e casomai mi faccia sapere quali sono le sue considerazioni in merito.

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La domanda era : sei pro o contro l'operazione "Mare Nostrum"? non si chiedevano considerazioni pindariche sul prima e sul dopo.
Ovviamente non eri tenuta a rispondere ma hai risposto che Mare Nostrum per te è una FARSA.

Una farsa il salvataggio di decine di migliaia di vite umane? una farsa il lavoro di chi li salva? una farsa il lavoro di chi cerca di gestire a terra questo dramma?

Cara Streghetta hai fatto proprio un brutto scivolone!

PS: Nondum matura...

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mi troverà disponibile a intavolare una conversazione. Dalle risposte che non dà alle mie domande e dalla stessa citazione latina che continua a fare assolutamente a caso, mi sono ormai convinta dei suoi intenti trollistici. Può continuare a scrivere all'infinito che ho fatto uno scivolone, francamente me ne infischio. Se il suo intento era di insinuare che la strega è taaaanto cattivona perché non percorre la facile strada del sentimentalismo mediatico, tipico sentimento di chi alla fine della fiera non conclude nulla di buono, ebbene ho una sorpresa per lei: dico e dirò sempre quello che penso alla faccia dei troll.

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Visto? pochi scambi e la Streghetta è andata fuori dai gangheri,
nonostante le "provocazioni siano una palestra per imparare a relazionarsi"

Parvulae srepentes non nocent
(Quintiliano)

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Se ho detto che sono contraria all'operazione, non è certo perché vorrei condurla io: "L'uva non è ancora matura, non voglio mangiarla acerba"... Chi non arriva a possedere qualcosa, dice di disprezzarla: è questo il senso della citazione.

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http://www.youtube.com/watch?v=jYF44QOi064

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Leggere di Dino Campana mi ricorda Sibilla Aleramo che si innamoro' di lui prima di conoscerlo, leggendo i Canti Orfici.

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Se le sono date di santa ragione, in tutti i sensi (pare infatti che fra i due volassero sonori ceffoni). Un amore nato all'ombra della guerra e che tale divenne.

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Un' altro episodio interessante della vita di Dino Campana e' il viaggio in Argentina ed il suo soggiorno per oltre un anno. Campana in una sua poesia parla dell' approdo prima a Montevideo e poi a Buenos Aires, ma tutto sommato se ne sa poco. La vicenda meriterebbe un racconto ed anche un film.

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Lo sfortunato poeta fece del viaggiò catarsi, ma non gli riuscì di centrare l'obiettivo principale: sfuggire al suo tormentato Io. Esiste un film, "Un viaggio chiamato amore", ma è basato sull'omonima opera tratta dal carteggio fra i due, con una come sempre meravigliosa Laura Morante nei panni di Sibilla.

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I blogs di Oggi Treviso ed in genere i commenti sono un buon laboratorio di confronto. Sono, però, anche infestati dalle “note” di Bastanzetti. Molti dicono che sono provocazioni. Politicamente Scorretto afferma che sono cazzate tout court. Per me sono semplicemente delle autocertificazioni di “brillantezza intellettuale”. Bastanzetti ci tiene a far sapere in giro quello che è.

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Non ha importanza quali e quanti dibattiti o scambi d'opinione possano nascere sul mio blog, o da chi vengano innescati, senza considerare che anche le provocazioni sono una palestra per imparare a relazionarsi con misura ma anche a difendersi con grinta: ciò che conta per me è esprimere uno stato d'animo, veicolare un messaggio, contribuire a far ragionare le persone, anche per un minuto. In questo senso accetto qualsiasi contributo o commento ai miei post, purché sia espresso educatamente.

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Sono d' accordo sull' importante funzione della provocazione intellettuale. Ma sta parlando di Bastanzetti?

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Mi riferivo alle provocazioni in generale sul/sui Blog e a come le recepisco io. Del resto raramente chi provoca scocca una freccia così potente da poter essere definita attacco intellettuale! Dardi di così gran spessore ed eccellenza sono assai infrequenti Li lascio ai veri intellettuali che duellano fra loro a colpi di manifesti poetici! =)

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Ho capito. Comunque il suo blog, quello di Francesca Callegari ed altri sono anche delle provocazioni intellettuali che stimolano riflessioni e dibattito.

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Sono assai lieta che tenga in considerazione i miei scritti! Incoraggiare il pensiero fornendo spunti di riflessione è il fine del mio Blog! ^__^

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Volevo dire Francesca Salvador e non Francesca Callegari, una mia amica che non ha niente a che fare con blogs.
Lo scambio su Dino Campana una specie di Rimbaud italiano mi e' piaciuto. Aspetto il prossimo blog.

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Buonanotte, Sig. francescocecchini...

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A Bastanzetti calza a pennello il detto cinese del dito e della luna e non sono l' unico a pensarla cosi'. Va detto anche che Bastanzetti e' una macchietta del vittoriese, frustrata da quando e' stata licenziata da Da Re. Vaga per i blogs di Oggi Treviso, a volte svolge un buon servizio di correttore di bozze. Insomma va anche capito il brillante Bastanzetti.

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Cara Valentina Piovesan lei definisce trollate quello che Politicamente Scorretto bolla come cazzate ed io chiamo autocertificazioni. Trollata e' una bella parola creativa che descrive bene quello che Bastanzetti dice. Delle trollate. Comunque le trollate di Bastanzetti nel suo blog sono anche divertenti paragonate alle trollate di Bastanzetti in blogs che trattano di drammatiche questioni internazionali come Gaza o l' Ukraina.

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Di trollate in questo blog Michele Bastanzetti ne ha dette 11. Un record.

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In un commento postato questa mattina sul blog di Francesca Salvador, Michele Bastanzetti accusa alcuni commentatori ed anche la blogger, probabilmente, di essere fiancheggiatori di chi sgozza esseri umani, del terrorismo islamico. E' un' affermazione priva di fondamento, ma grave e pericolosa.

Michele Bastanzetti
03/09/2014 - 7:19
LA BARBARIE TRA DI NOI
I fondamentalisti dell’Isis hanno sgozzato un altro giornalista. Pura,spregevole barbarie. E ciò che lascia vieppiù attoniti è che persino tra di noi, persino in questo blog ci sia gente che fiancheggia questa barbarie.

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