PROSTITUTE, QUESTE SCONOSCIUTE
La giunta vuole vietare il commercio del sesso a pagamento. Poi si accorge che, in città, questo commercio ...non c'è
Vittorio Veneto - La delibera, alla fine, non è stata formalizzata. Peccato. Perché sarebbe stata la delibera più surreale nella storia delle delibere.
Cos'è successo? che nell'ultima riunione di giunta, assessori e sindaco si sono seriamente confrontati su un argomento di grande attualità: la prostituzione.
Portando - ne siamo certi - delle argomentazioni convincenti, gli amministratori vittoriesi si sono chiesti se anche Vittorio Veneto non dovesse dotarsi di un'ordinanza che stabilisca che in città il commercio del sesso è illegale e sanzionabile. Pobabilmente qualche assessore avrà pensato che Vittorio Veneto doveva emulare Villorba, Spresiano, Preganziol e altri comuni della Marca e non restare sempre indietro come la coda del porzel.
Se non che, a bloccare l'ordinanza, è sopravvenuto un piccolo particolare: a Vittorio Veneto, il commercio del sesso non esiste proprio. I marciapiedi non hanno mai ospitato donnine dagli abiti succinti e dalle carni in indecorosa offerta. Insomma, le uniche lucciole che brillano in città sono ancora quelle che illuminano l'oscurità di certe calde sere, in mezzo ai campi.
Fare un'ordinanza contro un problema che non c'è dev'essere sembrata una mossa mica tanto per la quale. E così, l'ideuzza è stata archiviata.