18 novembre 2019

Chi ha paura del Panevin?

Categoria: Altro - Tags: panevin, treviso, polveri sottili

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Valentina Piovesan | commenti | (11)

Finalmente è arrivato dicembre, lo attendevo dal primo gennaio dell’anno passato, pensate un po’!

 

E, sono disposta ad ammetterlo con più candore di un fiocco di neve, nonostante, o meglio, specialmente in questa epoca high tech, touch screen e MP3, non vedevo l’ora di dare una liberatoria pedata simbolica alla spartana vita radical chic tanto strombazzata dall’iGeneration per “gustarmi” con l’adeguata atmosfera pacchianissimi alberi di Natale high, ipercalorici panettoni touch e vetustissimi 33 giri di Bing Crosby.

 

Ebbene sì, a me piace il clima natalizio, non solo quando nevica: lapidatemi pure con i vostri iPhone, uomini e donne del futuro! A dire il vero anche il periodo “epifanico” mi garba assai, con la sua calza gremita di folklore, falò incluso.

 

Immaginate dunque il mio sconcerto dinnanzi alla notizia Panevin = nemico pubblico numero uno: la Questura di Treviso infatti ha reso noto che i falò non potranno superare i cinque metri d’altezza (lo scopo è tutelare la salute dei cittadini scongiurando l’inalazione di fumi tossici), pena salatissime multe.

 

Ciò desta preoccupazione nei non pochi comuni da tempo orgogliosi custodi di questa tradizione, tanto che Domenico Presti, sindaco di Arcade, auspica che sia fatta un’eccezione per quanto riguarda i Panevin storici, per i quali 5 metri non sono ritenuti affatto sufficienti.

 

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è schierato dalla parte dei sindaci, affermando di comprendere le preoccupazioni del questore Tommaso Cacciapaglia ma di essere altresì vicino alla comunità trevigiana forte delle sue tradizioni, con le quali è necessario non interferire: «Fatte salve le regole di sicurezza relative alla distanza del pubblico e alla presenza di estintori».

 

Secondo l’eurodeputato Andrea Zanoni il fatto che la Questura abbia imposto dei limiti è un atto dovuto, poiché: «Siamo costretti a vivere in una camera a gas in violazione della Direttiva Aria 2008/50/UE e siamo sotto procedura d’infrazione con una condanna della Corte di Giustizia UE pronunciata il 19 dicembre 2012».

 

La Pianura Padana è una delle zone più inquinate d’Europa e le sostanze tossiche sprigionate dai falò non farebbero altro che aggravare la situazione: «Oltre alle polveri, non solo PM10 ma anche PM2,5, questi falò liberano nell’aria pericolose quantità di diossina nonché altre sostanze inquinanti a causa della combustione di ingenti quantità di tralci di vite trattati con pesticidi e della grave abitudine di approfittare di tali fuochi per smaltire illecitamente ogni genere di rifiuto».

 

Senza contare le molteplici proteste dei cittadini costretti a chiudersi in casa per difendersi dai fumi.

 

A gennaio 2013 il WWF AltaMarca aveva reso nota l’alta emissione di inquinanti registrata il 5 e 6 gennaio 2012: la quantità di polveri sottili era pari rispettivamente a 142 e 229 microgrammi per metro cubo, quando il limite imposto dalla Direttiva 2008/50/UE è di 50 microgrammi, mentre l’ARPAV ha rilevato nella giornata del 6 gennaio 2013 medie giornaliere per metro cubo di polveri pari a 273 microgrammi a Treviso città, con un picco tra le 4 e le 5 del mattino di 679 microgrammi (abbiamo superato addirittura i livelli di Pechino, la città più inquinata del mondo).

 

Che la nostra situazione sia talmente disastrosa da obbligarci a presentare il conto anche al Panevin è davvero allarmante. Naturalmente il tradizionale rogo a dispetto della sua focosa indole è solo la punta dell’iceberg, ma che dico, la brina che imperla un filo d'erba rispetto a questo gigantesco concentrato di glaciale indifferenza che rischia di congelare irrimediabilmente l’ecosistema.

 

L’(IN)EDUCAZIONE ambientale la fa da padrona.

 

La “gente”, questo “mostro” senza volto dotato di un potere decisionale che spesso e volentieri sfiora l’autolesionismo ecologico, non si ferma affatto a riflettere sulle conseguenze delle proprie quotidiane e solo apparentemente banali azioni.

 

Il culto dell’automobile per esempio non è fra i più salutari per i nostri polmoni. Gli autobus non sono sfruttati dalla popolazione quanto dovrebbero, vuoi perché ne passano pochi e con orari limitativi, vuoi perché qui da noi a differenza di ciò che accade in altre città il bus è considerato un mezzo di serie B; le piste ciclabili decenti si contano sulle dita di una mano e spesso sono intermittenti come le luci natalizie: non te ne accorgi nemmeno e improvvisamente sei al centro di un incrocio a orologeria, dove pedali non ha importanza, rischi di saltare per aria comunque.

 

Aggiungiamo a questo triste impasto di oggettive difficoltà una buona quantità di pigrizia. Il risultato? La gente si asserraglia in macchina anche per percorrere 500 metri e le polveri sottili ci avvelenano l’esistenza giorno dopo giorno.

 

Un’altra parte in questo sconsiderato teatro ce l’ha la peste del XXI secolo, il temibile acquisto compulsivo che spinge le persone a saturare le proprie abitazioni di oggetti superflui, tecnologici o meno, che si spaccano quasi subito perché di pessima qualità o che ci vengono a noia perché dopo pochi mesi sono già sorpassati: si butta e si compra, si compra e si butta, nel frattempo i cassonetti straripano e gli inceneritori ci vomitano addosso tutto il nostro spreco.

 

Senza contare taluna o talaltra fabbrica, che non è certo nota per immettere nell’aere già maligno di suo essenza di gelsomino. Ciò considerato, non me la sento di puntare il dito contro il Panevin (gli scellerati roghi di chi approfitta di questo momento d’aggregazione per sbarazzarsi di rifiuti tossici sono tutt’altra cosa, sia ben chiaro), non me ne voglia l’Unione Europea.

 

C’è chi vorrebbe sostituire i falò con un rito simbolico, “ecological correct”, per così dire. C’è chi abolirebbe questa tradizione su due piedi, “chissenefregadiquestoinquinantefolkloreantieuropeowlambiente”. C’è chi ritiene insensato disquisire su temi di così scarsa importanza, dato il delicato momento storico… Quanti assennati pareri, perbacco, “Uno alla volta, per carità”, come direbbe Figaro! Bravi, bravissimi, fortunatissimi, per verità! Ma nel frattempo… Potete spostarvi un po’ più in là che non vedo bene la pira? Grazie!



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Cara Streghetta che tu provi un' istintiva attrazione per il rogo purificatore è freudianamente comprensibile. Che noi tutti (compresi infanti e malati pneumpologici) dobbiamo sorbirci un surplus di inquinanti per soddisfare la tua e di tanti altri paranoica piromania non lo trovo proprio giusto. I cosiddetti "panevin storici" non sono altro che 1)esibizioni di gigantismo che non hanno nulla a che fare con la antica tradizione contadina e 2) un comodo escamotage per i viticultori ( e qui si spiega l'appoggio di certi politici demagoghi...) che così non devono pagare i costi di smaltimento dei tralci.Costruite una centrale a biomasse, a questo scopo.
5 metri di altezza son già tanti.
PS: Mi, se fusse 'na Streghetta starìe lontana dai roghi! :-)
Auguri di Buon Natale.

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Gentile Michele Bastanzetti, Freud lo lascio a tali e cotanti estimatori, io come Aristotele prediligo una teatrale catarsi. Perbacco e perdiana, non sono una piromane, anche se nutro una profonda stima per Cecco Angiolieri. Ma lei è flosofo et psicologo, financo psichiatra, un factotum della città, come Figaro, ordunque sono quasi onorata di essere tacciata di paranoica piromania! In quanto alle tradizioni, contadine o meno, per essere considerate tali non debbono per forza risalire al 753 a. C., ciò detto il rito della purificazione ha origini antiche, a prescindere da come e da quando venga esso esplicitato. Avrà avuto certamente la bontà di leggere le mie considerazioni circa lo stile di vita dei nostri concittadini, lei teme di più il Panevin o il fatto che basti fare una passeggiata in centro per inalare venefiche esalazioni? Ai posteri l'ardua sentenza! In attesa di ricevere l'illuminazione, magari quella riflessa dal tanto vituperato gennarino rogo al quale di certo assisterò, a dispetto e discapito della mia natura di streghetta, ricambio gli auguri di Buon Natale!

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Gentile Michele Bastanzetti, Freud lo lascio a tali e cotanti estimatori, io come Aristotele prediligo una teatrale catarsi. Perbacco e perdiana, non sono una piromane, anche se nutro una profonda stima per Cecco Angiolieri. Ma lei è flosofo et psicologo, financo psichiatra, un factotum della città, come Figaro, ordunque sono quasi onorata di essere tacciata di paranoica piromania! In quanto alle tradizioni, contadine o meno, per essere considerate tali non debbono per forza risalire al 753 a. C., ciò detto il rito della purificazione ha origini antiche, a prescindere dal come e dal quando venga esso esplicitato. Avrà avuto certamente la bontà di leggere le mie considerazioni circa lo stile di vita dei nostri concittadini, lei teme di più il Panevin o il fatto che basti fare una passeggiata in centro per inalare venefiche esalazioni? Ai posteri l'ardua sentenza! In attesa di ricevere l'illuminazione, magari quella riflessa dal tanto vituperato gennarino rogo al quale di certo assisterò, a dispetto e discapito della mia natura di streghetta, ricambio gli auguri di Buon Natale!

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Visto, la Streghetta, come si infiamma subito? Dunque, Valentina carissima, avrai certo appreso dai tuoi sudati studi che fino a pochi decenni fa i contadini NON usavano né i trattori con megarimorchio né le gru per fare i panevin e bruciavano, con moderazione perché la legna serviva per far da magnàr sul larìn e non per giocare ai piromani, solo i resti ben secchi della potatura dell' anno precedente. All' epoca si faceva pure un uso assai inferiore di pesticidi; presumo, almeno... Circa l'inquinamento global se fosti un po' più attenta avresti letto appena qualche giorno fa il mio appello ad installare una centralina arpav in pzza Fiume a S.Giacomo dove, anche a causa della fallimentare bretella di Ceneda, l'inquinamento è probabilmente fuorilegge ogni giorno. Ciao, a quando il prossimo sabba?

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Ah...vedo solo ora che hai inviato due volte lo stesso testo. Sintomo di aggressività...
:-)

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Mi duole assai averla conturbata con la duplicata risposta, in realtà la seconda volta l'ho inserita cliccando "rispondi" non solo per collocare direttamente sotto il suo commento le mie considerazioni ma anche per correggere i "dal" coi "da" e inserire la "i" nel termine filosofo (ma come può notare la "i" alla fine l'ho persa comunque per strada, ahimè: flosofo sia). Non posso cancellare il primo perché non ho individuato il tasto "rimuovi commento" (cosa che intendevo fare, poiché un doppione non giova ad alcuno). Ecco svelato l'arcano. Aggressiva? In linea di massima mi ritengo pignola e polemica con una certa propensione al sarcasmo. La sua proposta è lodevole, ciò non toglie che pur essendo una strega non ho la possibilità di leggere sempre e comunque tutti i commenti sotto ogni singolo post o articolo. Però posso assicurarle che non sono un'insegnante che si dedica a scritti di genere, nel caso se lo stia domandando (vede che alcuni suoi commenti non mi sono sfuggiti?). A quando il prossimo sabba? Ma naturalmente fra il 5 e il 6 gennaio! Attendo la mia beneamata amica Befana! =)

Cordialmente,

Valentina

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Ragazza elegantemente reattiva. Un po' frenata nell'esposizione da una certa pignoleria perfettina. Comunque simpatica, da leggere.
Cordialità a te.

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Pignola, ebbene sì! E ribadisco, sarcastica. Ma lo so io chi devo "ringraziare" per questo: Marziale, il mio modello stilistico. La precoce lettura dei suoi epigrammi ha senza dubbio implementato la mia verve comico-satirica. =)... Io e Marziale dunque la ringraziamo per la sua benevolenza. Stavolta senza fulmen in clausula! =)

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5 metri sono più che sufficenti

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Come al solito non ci si accorge della trave nell'occhio ....
Si vive in un atmosfera piena di sostanze schifose e ci si grida al lupo al lupo per i panevin.
Concordo con "nostra signora delle parole" che se la gente usasse meno la macchina, si diminuirebbero durante tutto l'anno, e non solo in una notte di (quasi) mezzo inverno, i valori letali dell'aria che respiriamo.
Non concordo, con l'onerevole prezzemolino MB, che tutti aspettino il panevin per bruciare tutto l'innominabile ... ( Ahhh Dottor Michele mi saluta il suo di lei fratello Piero, per favore ... gli può ricordare il suo passato di allenatore di pallamano ...??)
Come al solito la ricetta migliore è che siano le singole comunità che veglino su cosa vien bruciato ... ricordo che rovi e canne di pannocchia non devono mancare e spero che i rovi non abbiano pesticidi.

Buone feste a tutti quanti e godetevelo ... io son troppo lontano per godermelo come quando ero più piccolino e davo una mano a farlo....

Buone Feste a tutti

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Egr. Spinato, ricambio fervidi auguri e trasferisco i gentili saluti al fratello. Circa la trave... sappiamo bene qual'è la situazione generale dell' inquinamento in padania ma questo non giustifica il fatto che sia giusto incrementarlo liberamente ed in modo non necessario (panevin); oltretutto con l'alibi furbesco della tradizione. Mai ho detto che tutti brucino l'innominabile. Basta che brucino ramaglie verdi e montagne di tralci impestati di prodotti chimici per far danni che si sommano al danno già esistente. Ma forse lei ha una bella vigna e smaltire i tralci in modo corretto, sarebbe una scocciatura in più...

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