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13 dicembre 2017

Treviso

PR TREVIGIANO ARRESTATO PER DROGA

Preoccupa, dice Tumminia, che l'età di assunzione di sostanze si abbassi sempre di più

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Treviso - L’operazione “Zero in condotta” compie un altro passo nella direzione di sconfiggere la piaga della droga.

Sabato sera la Polizia ha arrestato F.S., 26enne albanese, e il 31enne trevigiano P. D., ritenuti una coppia di rilievo nell’ambito dello spaccio cittadino che probabilmente, per vendere le dosi, si avvaleva anche della rete di contatti e conoscenza di P.D., pr e buttafuori nelle discoteche.

Quando sono scattate le manette, i due avevano appena lasciato in auto la casa di Cendon dove viveva P.D. e dove F.S., clandestino, era ospite da mesi, per andare a fare “affari” nei locali trevigiani. Alla vista della pattuglia, l’albanese ha tentato di ingoiare le 4 capsule di cocaina che portava con sé ma gli agenti, dopo una lotta di alcuni minuti, sono riusciti a evitare che lo facesse.

Perquisendo l’abitazione del trevigiano, gli agenti della Mobile hanno trovato 50 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e una ventina di ricevute di versamenti effettuati tramite Western Union.

Il capo della Mobile trevigiana, Riccardo Tumminia, riferisce che l’azione investigativa si sta concentrando anche sui movimenti di denaro che sicuramente testimoniano il giro economico dei proventi dello spaccio. Denaro che veniva reinvestito per l’acquisto di altri stupefacenti da piazzare nel trevigianp e, ora, anche nelle spiagge del litorale veneziano.

E quello che prima era un vizio per pochi danarosi, ora è un fenomeno capace di radicarsi anche fuori e dentro le scuole, anche perché i prezzi per acquistare una dose si stanno sempre più abbassando. In relazione al giro di troga scoperto nei licei cittadini, Tumminia ricorda che l’età dell’assunzione della droga sta scendendo sempre più. Non è, infatti, raro che la utilizzi anche un ragazzino tredicenne, magari sotto gli occhi dei suoi genitori. Alla Polizia, ricorda il dirigente della Questura, spetta il compito di repressione, ma alla scuola e, soprattutto, alla famiglie quello dell’educazione e dell’attenzione.

 

 

 

 

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