19 luglio 2019

Oderzo Motta

Altri due bambini affetti da tubercolosi alla scuola primaria di Motta di Livenza

A Monfumo nessun altro caso nella scuola dell'infanzia

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MOTTA DI LIVENZA - Conclusi i test Mantoux nelle due scuole, rispettivamente di Motta di Livenza e di Monfumo in cui si sono registrati, nelle ultime settimane, alcuni casi di tubercolosi, per l’esattezza tre nel primo Istituto (due maestre e un bambino) e uno, relativo a una maestra, nel secondo. Questa l’aggiornamento della situazione, alla luce degli ultimi accertamenti.

 

Scuola Primaria di Motta di Livenza

Due dei ventuno bambini positivi al test Mantoux frequentanti la classe in cui insegnava la maestra ritenuta il “caso indice” (soggetto da cui è partito il focolaio epidemico) sono risultati affetti da una forma “chiusa” di tubercolosi, negativa alla ricerca del bacillo di Koch, ma comunque con necessità di trattamento multifarmacologico a domicilio. Sui loro familiari sarà effettuato il test Mantoux.

 

I test Mantoux effettuati sui restanti 400 bambini della scuola (contatti occasionali del caso indice), letti tra ieri e oggi, hanno evidenziato 11 positività: per questi alunni sarà seguito il consueto protocollo che prevede radiografia del torace ed eventuali successivi approfondimenti, se necessari.  Per quanto concerne il personale della scuola non sono emersi particolari elementi di preoccupazione.

 

 E’ stata dimessa dal Ca’ Foncello la maestra ricoverata a seguito della diagnosi di tubercolosi (caso indice): proseguirà le terapie a domicilio.

 

Scuola dell’Infanzia di Monfumo

I test Mantoux effettuati agli alunni a seguito del caso di tubercolosi diagnosticato a una maestra sono risultati tutti negativi.

 

“I dati relativi agli ulteriori accertamenti – commenta Francesco Benazzi, direttore generale – confermano la complessità del focolaio epidemico di Motta di Livenza e la necessità di non abbassare la guardia nei confronti di una malattia come la tubercolosi. Rinnovo il mio ringraziamento nei confronti di tutte le famiglie, del personale scolastico e dell’Amministrazione Comunale con cui c’è stata una collaborazione costante e proficua volta ad affrontare e gestire la situazione in modo tempestivo e a dare le maggiori garanzie per l’individuazione di tutti i possibili casi di malattia. Un ringraziamento va anche a tutti gli operatori dell’Ulss impegnati nella gestione del focolaio, a cominciare dalla Pediatria e dalla Radiologia dell’Ospedale di Oderzo”.

 

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